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Microsoft s’è stancata di videogiocare? Tutti i licenziamenti nella divisione Xbox

Mattanza videoludica in casa Microsoft: dopo i 9mila tagli dell'anno scorso, altri 4.800 lavoratori saranno lasciati a casa. Colpita soprattutto la divisione Xbox. Due studi riacquisiscono la libertà e altri due team sarebbero stati venduti. Nemmeno id Software e Bethesda, note per i loro videogiochi in grado di vendere milioni di copie, si salvano dai licenziamenti

Tanto tuonò che piovve. I massicci licenziamenti in Microsoft ampiamente preannunciati dai media a quanto pare sarebbero iniziati a fioccare, tagliuzzando qua e là diversi studi di sviluppo, soprattutto di Xbox, la divisione videoludica che da inizio anno è guidata da Asha Sharma (in foto), top manager che non ha mai nascosto l’esigenza di ristrutturare a fondo una divisione che non macina denaro quanto dovrebbe.

L’INSODDISFAZIONE DI MICROSOFT PER XBOX

Aveva fatto rumore infatti il messaggio recapitato ai vari team videoludici nel quale sostanzialmente venivano ricordati tutti gli investimenti di Microsoft nel settore per renderlo profittevole – Redmond li quantificherebbe in 20 miliardi di dollari ma in realtà solo l’acquisto di Activision – Blizzard superava i 70 miliardi – per concludere che, a dispetto di sforzi e sacrifici fatti, i ricavi non si sollevano dal 3% annuo, con la crisi delle Ram che ha reso ancora più insostenibile una situazione già incancrenita nei bilanci della multinazionale statunitense. Nel suo ultimo rapporto finanziario Microsoft ha registrato un calo del 7% dei ricavi legati al gaming, con una contrazione del 33% per l’hardware Xbox e del 5% per contenuti e servizi.

Fin qui la Casa madre aveva fatto buon viso a cattivo (video)gioco, accettando di vendere sostanzialmente in perdita le proprie Xbox pur di continuare a presidiare un settore, quello dell’intrattenimento domestico, nel quale non è mai riuscita a sfondare ma che altrimenti sarebbe esclusiva prerogativa delle giapponesi Sony e Nintendo. Adesso, però, con l’Ai che richiede investimenti plurimiliardari (da attuare rigorosamente negli Usa, per non scontentare il collerico Trump) si cambia decisamente registro.

GAME OVER PER MIGLIAIA DI DIPENDENTI

E allora ecco che secondo The Verge  avrebbe avuto inizio una massiccia ristrutturazione che sarà ufficializzata solo dopo i dati semestrali pubblicati a luglio e intende sfoltire Microsoft di 4.800 posizioni. Una ulteriore dieta che la società fondata da Bill Gates si impone a un anno circa dal taglio di 9mila lavoratori. All’interno della divisione Xbox dovranno andare a casa 1600 dipendenti ora e con ogni probabilità altrettanti entro l’estate 2027.

Ferale, del resto, il messaggio ai dipendenti della Ceo:  “La nostra attività al momento non è in salute. Operiamo con margini di profitto da tre a dieci volte inferiori rispetto a piattaforme e aziende editoriali comparabili”. L’amministratrice delegata alla nomina era stata criticata dagli appassionati di videogiochi perché del tutto estranea al comparto ma adesso più passano i mesi più sembra che sia stata scelta per far saltare teste e rivoluzionare l’intera divisione.

ALCUNI STUDI RIACQUISTANO LA LIBERTA’

Le modifiche sono già importanti. Riacquistano la libertà che non avevano fatto mistero di rivolere indietro date le avvisaglie tutt’altro che positive i team Double Fine (Psychonauts Broken Age) che Microsoft acquisì nel 2019 e Compulsion Games (South of Midnight) nel portafogli di Xbox Game Studios dal 2018.

Altri due studi acquistati sempre nel ’18, ovvero Ninja Theory (Heavenly Sword, Enslaved e Devil May Cry) e Undead Labs (State of Decay) sarebbero stati venduti anche se allo stato attuale non è dato saperne di più sugli acquirenti. Nulla si sa invece circa l’altra software house in ballo: Arkane Studios (responsabile di videogiochi come Dishonored e Prey). A detta di The Verge o sarà venduta oppure dovrà essere chiusa.

MICROSOFT COLPISCE ANCHE IL FIORE ALL’OCCHIELLO

Secondo quanto riporta sui suoi social il giornalista di Bloomberg Jason Schreier, pure gli studi di ZeniMax, tra i quali Bethesda e id Software – che Redmond acquisì nel settembre del 2020 per 7,5 miliardi di dollari – non si salveranno dai tagli. Nonostante ciò, Microsoft li vorrebbe  in posizione centrale nel nuovo assetto dal momento che producono alcune delle Ip di maggior prestigio come The Elder Scrolls, Fallout, Doom e Quake.

Anche in questo caso il segnale che arriva dai piani alti di Redmond pare essere il medesimo fatto recapitare in queste ore all’indirizzo dei team minori: la tenuta dell’organico sarà strettamente interlacciata al successo commerciale dei videogiochi in arrivo. Insomma, i licenziamenti potrebbero non esaurirsi qui e le vendite delle serie da ora in avanti saranno tenute in massima considerazione.

 

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