Innovazione

Microsoft appaltatore militare negli Usa? I dipendenti insorgono

di

Protestano i dipendenti Microsoft contro lo sviluppo di tecnologie per sistemi militari e chiedono l’annullamento di un contratto da 480 milioni di dollari per l’esercito americano

Oltrepassata la linea per Microsoft. I dipendenti del colosso tecnologico fondato da Bill Gates e Paul Allen hanno inviato una lettera alla società.

Obiettivo? Annullare il contratto militare per la fornitura del dispositivo per la realtà aumentata HoloLens. Ecco i dettagli.

L’OGGETTO DELLA PROTESTA

A pochi giorni dal rilascio della seconda versione degli HoloLens, venerdì un centinaio di dipendenti Microsoft hanno inviato una lettera, indirizzata al ceo Satya Nadella e al presidente Brad Smith, per chiedere l’annullamento del contratto con l’esercito americano per la fornitura degli occhiali per la realtà aumentata.

IL CONTRATTO DA 480 MILIONI DI DOLLARI

Come riportato per primo da Bloomberg, alla fine di novembre Microsoft si era aggiudicato il contratto dell’esercito americano da 480 milioni di dollari per rifornire il ramo militare di ben 100.000 HoloLens per scopi sia da addestramento sia da combattimento. “La tecnologia della realtà aumentata fornirà alle truppe maggiori e migliori informazioni per prendere decisioni” aveva dichiarato un portavoce dell’azienda.

SISTEMA INTEGRATO VISIVO AUMENTATO

Nello specifico, si tratta di un dispositivo montato sulla testa che proietta immagini digitali sul fisico mondo. La versione militare degli HoloLens includerebbe il rilevamento termico e la visione notturna e sarebbero usati sia in allenamento che sul campo di battaglia. L’esercito ha descritto il progetto come un modo per “accrescere la letalità aumentando la capacità di individuare, decidere e mettere a segno prima del nemico”.

“HOLONES FOR GOOD, NOT WAR”

“Siamo allarmati dal fatto che Microsoft stia lavorando per fornire tecnologia militare alle forze armate statunitensi, aiutando il governo di un paese ad aumentare la letalità usando gli strumenti che abbiamo costruito”, hanno messo nero su bianco i dipendenti, “non ci siamo candidati per sviluppare armi e chiediamo trasparenza su come viene impiegato il nostro lavoro”. Come sottolinea Bloomberg, Microsoft ha già lavorato in precedenza con le forze armate statunitensi e israeliane per la fornitura di applicazioni da addestramento ma, come emerge dalla lettera, “non ha mai superato la linea” nello sviluppo di armi. “L’intenzione di danneggiare non è un uso accettabile della nostra tecnologia”, si legge nella lettera. Oltre a cancellare il contratto, i dipendenti chiedono alla dirigenza di perseguire una politica pubblica che esponga gli usi accettabili per i suoi prodotti e di nominare un consiglio etico indipendente per applicarla.

I DIPENDENTI PACIFISTI E MANAGEMENT…UN PO’ MENO

Questa in realtà è l’ultima di una serie di proteste. L’anno scorso, dopo che è stato rivelato che l’azienda forniva servizi all’Immigration and Customs Enforcement (Ice), centinaia di dipendenti hanno firmato una lettera aperta chiedendo alla società di interrompere il rapporto con l’agenzia governativa.

Tuttavia, i dirigenti di Microsoft hanno difeso il proprio operato con l’Ice e la società non si è piegata alla volontà dei dipendenti. Nemmeno in quest’occasione. Oggi come ad ottobre un portavoce della società ha dichiarato infatti: “Apprezziamo sempre i feedback dei dipendenti e li abbiamo ascoltati molto durante l’autunno. Ma, come abbiamo già detto, ci impegniamo a fornire la nostra tecnologia al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che include l’esercito degli Stati Uniti con questo contratto”.

NON SOLO DI MICROSOFT

Non è la prima volta che i dipendenti di una big tech si coalizzano in opposizione alla società. L’aprile scorso, i dipendenti di Google si sono uniti per respingere i piani per lavorare sul progetto del Pentagono Maven con l’obiettivo di usare l’intelligenza artificiale per interpretare le immagini raccolte dai droni militari.  Sotto pressione, la leadership di Google alla fine si è ritirata dal piano.

Big G ha dovuto fare un passo indietro di nuovo a ottobre: ha rinunciato infatti a partecipare alla gara per il controverso progetto Jedi sulla fornitura del cloud computing del Pentagono, un contratto decennale dal valore di 10 miliardi di dollari. Alla gara per il progetto Jedi si erano opposti anche i dipendenti di Microsoft, inascoltati per l’ennesima volta.

L’azienda guidata da Satya Nadella ha fatto sapere di aver inoltrato la domanda di partecipazione alla scadenza della deadline lo scorso 12 ottobre. Il Pentagono avrebbe dovuto annunciare il vincitore questa primavera, ma gli ultimi sviluppi fanno presagire un rinvio da parte del dipartimento della Difesa americano.

 

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati