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Mediobanca pazza per Diem di Facebook. Gulp

Diem

Chi c’era e che cosa si è detto al seminario di Mediobanca “Carpe diem: the next big thing in digital currency” in cui non sono state risparmiate lodi al progetto Diem di valuta digitale lanciato da Facebook

 

Facebook voleva rivoluzionare la finanza con una valuta digitale globale, Libra, poi sono arrivati ​​i regolatori. Ma il colosso fondato da Mark Zuckerberg è pronto a collaborare con le banche centrali nel campo delle criptovalute con il suo progetto di valuta digitale, ora nominato Diem.

Questo il messaggio lanciato da Cristian Catalini, chief economist di Diem (già Libra), il programma di valuta digitale di Facebook, intervenendo ieri al primo RegEvent (Regulatory Event) organizzato da Mediobanca, “Carpe diem: the next big thing in digital currency”, a cui hanno partecipato virtualmente oltre 400 investitori. Si tratta di una serie di eventi dedicati a macro-trend che stanno impattando i mercati globali.

Intervistato da Andrea Filtri, co-head of equity research di Mediobanca e esperto di valute digitali, Catalini ha definito come una vera e propria “promessa” la collaborazione con le banche centrali sul tema delle valute digitali, offrendo la tecnologia di Diem per implementare molto più velocemente le valute digitali di banca centrale (cosiddette Cbdc) come l’euro digitale. Ciò contribuirebbe a colmare velocemente il gap temporaneo e tecnologico delle banche centrali occidentali con la Cina, primo grande Paese pronto ad emettere valuta pubblica di banca centrale.

La People’s Bank of China è andata avanti infatti con le prove del suo yuan digitale in varie città.

Ultimamente le criptovalute sono state oggetto di discussione a Wall Street grazie a un rally selvaggio in bitcoin e altre valute digitali seguito da un nuovo crollo dovuto principalmente alla stretta della Cina, che ha deciso di ostacolare sia il mining delle monete digitali sia il trading.

L’AUSPICIO DI DIEM (FACEBOOK)

“Certamente in giro ci sono oggi cripto asset che rappresentano una sfida molto più seria alle banche centrali ma, lo ripeto, noi vogliamo davvero cooperare con le banche centrali per identificare le modalità con cui possiamo portare i benefici di questo network, interoperabile e programmabile, ai pagamenti tradizionali. Questa è la nostra missione e saremo molto trasparenti e disponibili a modificare il design del nostro network per raggiungere questo obiettivo” ha sottolineato Cristian Catalini, chief economist di Diem (ex Libra), il programma di valuta digitale di Facebook.

Un messaggio dai toni rassicuranti che rappresenta una svolta per il colosso americano il cui progetto di valuta digitale, inizialmente nominato Libra e poi cambiato in Diem, sembrava rappresentare una sfida aperta al sistema delle banche centrali e al monopolio della politica monetaria.

IL FALLIMENTO DI LIBRA

Proposto per la prima volta nel giugno 2019 con il nome libra, il token inizialmente doveva essere una valuta universale legata a un paniere di valute sovrane come il dollaro Usa e l’euro.

Ma la valuta digitale ha suscitato subito il timore di banchieri centrali e politici preoccupati che potesse minare valute sovrane come il dollaro, consentire il riciclaggio di denaro e violare la privacy degli utenti.

Da allora l’organizzazione Libra ha perso diversi sostenitori chiave, tra cui Visa, Mastercard e PayPal.

FINO AL PROGETTO DIEM USD

Dopo molte opposizioni normative, il gruppo, ora nominato Diem, ha quindi spostato la sua attenzione su più “stablecoin” supportate da valute diverse, nonché una moneta multi-valuta.

EMISSIONE DI UNA STABLECOIN SOSTENUTA DAL DOLLARO

Per ora, Diem sta pianificando solo di emettere una stablecoin sostenuta dal dollaro Usa, chiamata Diem Usd. A differenza di bitcoin, che utilizza un sistema di contabilità pubblica e non è controllato da alcuna singola autorità, la tecnologia di Diem sarà aperta solo a pochi partecipanti, come Facebook e altri membri della Diem Association.

Le stablecoin sono anche progettate per evitare la volatilità dei prezzi osservata in criptovalute come bitcoin.

LE RASSICURAZIONI DI CATALINI

“Il progetto che vedete oggi è totalmente differente rispetto a quello da cui siamo partiti” ha puntualizzato Catalini. “Quando abbiamo pubblicato il nostro primo white paper sapevamo che quelle idee necessitavano di molto lavoro per essere sviluppate. La prima dimensione in cui eravamo deficitari nella prima versione del White paper era il tema della compliance e di un framework per l’utilizzo delle valute digitali che fosse compatibile con il modo con cui il sistema dei pagamenti si e’ sviluppato negli ultimi decenni”.

Un concetto che Catalini ha spiegato sottolineando come “i processi di ammissione (onboarding) alla nostra rete oggi sono simili a quelli ogni banca farebbe per l’acquisizione di un nuovo cliente” e facendo notare che l’attuale chief compliance officer di Diem occupava in precedenza la stessa posizione per una grande banca. “Il primo grande tema era quello della compliance e oggi il sistema (Diem) assomiglia a quello dei sistemi di pagamento tradizionali” ha sintetizzato Catalini.

RECUPERARE RISPETTO AL YUAN DIGITALE

Intervistato da Andrea Filtri, co-head of equity research di Piazzetta Cuccia ed esperto di valute digitali, Catalini ha quindi offerto la tecnologia di Diem per implementare molto più velocemente le valute digitali di banca centrale, come l’euro digitale. Ciò contribuirebbe a colmare velocemente il gap temporale e tecnologico delle banche centrali occidentali con la Cina, primo grande Paese pronto ad emettere valuta pubblica di banca centrale.

“Sappiamo tutti che la Cina è molto avanti sul progetto delle valute digitali delle banche centrali” ha evidenziato Catalini.

SENZA DESTABILIZZARE IL SETTORE FINANZIARIO

Catalini ha poi escluso che un successo di Diem possa destabilizzare il settore finanziario: “Se si guarda al modo con il quale ci stiamo integrando alle banche si vedrà che stiamo cercando di costruire partendo dal sistema esistente, quindi Diem non è un network che impatterà su come viene creato il denaro e su come le banche centrali possono fare la loro politica monetaria”.

COSA NE PENSANO GLI ESPERTI DI CRIPTOVALUTE

Tuttavia, alcuni nel settore delle criptovalute pensano che l’innovazione digitale intorno alle valute sarebbe meglio lasciarla al settore privato.

“I governi possono aiutare a stabilire le regole della strada e assicurarsi che la politica monetaria sia rispettata e i crimini finanziari siano sventati. Ma il governo non dovrebbe occuparsi di costruire tecnologie”, aveva dichiarato alla Cnbc Jeremy Allaire, ceo della società di criptovalute Circle.

La tecnologia di Diem è “cambiata radicalmente nell’ultimo anno e mezzo da una blockchain ingenua a una blockchain molto sofisticata che sta cercando di rispondere ad alcune delle domande che avevano i regolatori”, ha affermato sempre a Cnbc Ran Goldi, ceo di First Digital Assets Group, che sta costruendo infrastrutture per consentire ai commercianti di accettare diem come metodo di pagamento.

IL COMMENTO DI MEDIOBANCA

Infine, nel commentare la “svolta istituzionale” di Facebook, riporta il Sole 24 Ore, “Filtri scrive in un report che «dopo la controversia del progetto Libra, il modo per Diem di decollare era quello di abbandonare l’emissione di monete stabili concorrenti di valute fiat e transare con le banche centrali occidentali – chiaramente a partire dalla Fed – offrendo la loro tecnologia per consentire di colmare il divario con la Cina e lanciare rapidamente le loro valute digitali di banca centrale. In cambio, Diem si imporrebbe come il nuovo standard globale, offrendo pagamenti economici e transfrontalieri a miliardi di persone, sfruttando la portata di Facebook di 3 miliardi di persone»”.

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