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Perché bitcoin, ethereum e dogecoin ruzzolano

Bitcoin Tesla

Che cosa sta succedendo alle criptovalute bitcoin, ethereum e dogecoin

 

Si accentua il crollo di tutte le maggiori criptovalute, dopo che tre associazioni finanziarie cinesi hanno invitato le istituzioni finanziarie a non utilizzare le criptovalute per le loro transazioni, perche’ “non sono vere valute”.

Il selloff è inoltre favorito dai timori sull’inflazione, in attesa dei verbali dell’ultimo incontro della Fed. In questo momento, il bitcoin cede il 23,16% a 33.285 dollari e porta il parziale di maggio a -34%, il peggiore dal novembre 2018. L’ethereum scende del 36,31% a 2.187,31 dollari, ripple perde il 32,18% a 1,0822 dollari, il dogecoin cede il 37,37% a 0,3067 dollari, il cardano perde il 40,70% a 1,23 dollari.

Bitcoin ruzzola dopo il giro di vite della Banca centrale cinese sulle criptomonete e la decisione di Tesla del 12 maggio di sospendere gli acquisti di auto accettando pagamenti con la moneta virtuale più famosa al mondo. Crescono i timori di una impennata inflazionistica.

Tutti i dettagli.

IL CROLLO DEL BITCOIN

Partiamo dal tonfo. Il Bitcoin tocca i minimi dal 9 febbraio, scendendo sotto quota 40.000 dollari, al minimo intraday di 38.585,86 dollari, per una perdita oltre il 13%, in base ai dati di CoinDesk. Un crollo che ha mandato in fumo, secondo le stime della Cnbc, di 270 miliardi di dollari. La moneta virtuale segna meno il 39% rispetto al record assoluto di metà aprile a 64.829,14 dollari.

LA DECISIONE DELLA BANCA CENTRALE CINESE

Ad incidere sul ribasso del prezzo del Bitcoin è la decisione della Banca centrale della Cina di vietare alle istituzioni finanziarie di fornire servizi finanziari legati alle transazioni in criptovalute. In una nota le tre associazioni China Internet Finance Association, China Banking Association e China Payment and Clearing Association hanno affermato che le criptovalute, “non sono supportate dal valore reale e il loro prezzo è estremamente facile da manipolare”, le transazioni “non sono protette dalla legge” cinese.

“Di recente i valori delle criptovalute sono schizzati e crollati e il trading speculativo è ripreso, infrangendo la sicurezza delle proprietà delle persone e interrompendo il normale ordino economico e finanziario”, aggiungono le tre associazioni.

I CAMBI DI PROGRAMMA DI ELON MUSK SUL BITCOIN

Incide anche la decisione di Tesla, del 12 maggio, di non voler accettare pagamenti in Bitcoin per gli acquisti di auto. Ad annunciarlo è lo stesso Ceo di Tesla, Elon Musk, che ha dichiarato su Twitter che la casa auto elettrica ha “sospeso gli acquisti di veicoli utilizzando bitcoin”, preoccupata per “il rapido aumento dell’uso di combustibili fossili per l’estrazione di bitcoin”.

L’IMPATTO PROOF OF WORK

A preoccupare Elon Musk, e l’intero mercato del Bitcoin, in realtà è il meccanismo noto come proof of work, utilizzato per il mining della criptovaluta, che ha un impatto importante sul clima.

“Il mercato del Bitcoin ha attraversato una settimana difficile per via della crescita delle preoccupazioni circa l’impatto che il meccanismo noto come proof of work, utilizzato per il mining della criptovaluta, ha sul clima. Questo fatto è finito sotto i riflettori per via dei tweet del fondatore di Tesla e grande sostenitore degli asset digitali, Elon Musk”, hanno commentato Lanre Ige ed Eliézer Ndinga, Research team di 21Shares in una nota.

“Come abbiamo già detto sia nel nostro manuale sul Bitcoin che in quello su Ethereum, è evidente che l’impatto sull’ambiente continuerà ad essere una problematica pressante, ma si stanno già facendo molti sforzi per ridurlo, come dimostrano la transizione al modello ‘proof of stake’ – che Ethereum sta mettendo a punto – o l’uso sempre maggiore di energie rinnovabili, che attualmente costituiscono il 70% del mix energetico del Bitcoin”.

INFLAZIONE E INTERESSE NELLE CRIPTOMONETE

Crescono, intanto, anche i timori per una impennata inflazionistica trainata dalle materie prime e di una possibile stretta delle banche centrali. Fino ad oggi, il rally del Bitcoin e delle altre monete virtuali è stato spinto dall’abbondaza di liquidità di questo periodo di crisi, mentre in queste settimane cala l’interesse dei grandi investitori per le valute elettroniche.

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