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Moneta Libra, chi entra e chi esce dal progetto di Facebook

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in fuga da Libra

Chi e perché ha detto addio al progetto Libra di Facebook. E chi invece ha aderito. L’approfondimento di Carlo Terzano con l’avvio dell’associazione di imprese voluta da Zuckerberg

Libra di Facebook, ecco chi entra e chi esce. Tutti i dettagli.

Tanto tuonò che piovve. Per quanto Mark Zuckerberg abbia le spalle larghe, era solo questione di tempo prima che i colpi assestati dai governi e dalle istituzioni bancarie di mezzo mondo causassero l’attesa fuga da Libra (leggi anche: Perché Bce, G7, Bri, Fed e Fmi sbuffano contro la Libra di Facebook).

COLOSSI IN FUGA DA LIBRA

Sono diversi i colossi che hanno scelto di smarcarsi, restare cioè alla finestra per capire come andrà a finire la querelle istituzionale. La prima a defilarsi era stata PayPal, ora è toccato anche Visa, Mastercard, eBay, Booking Holdings, Stripe e Mercado Pago. Una fuga da Libra che rischia di eroderne concretamente le potenzialità, sebbene nessuno le abbia chiuso la porta. Si tratta semplicemente di passi indietro precauzionali, per non rischiare di restare coinvolti nelle scazzottate tra la criptovaluta e i governi.

L’ALLARME DELLA FSB

La fuga da Libra arriva anche a seguito dell’avvertimento lanciato dal Financial Stability Board che, in una lettera ai ministri delle finanze del G20, ha messo in guardia sui rischi legati alle valute digitali e sulla necessità di colmare le numerose lacune legislative in materia. A pesare risultano soprattutto le defezioni di Mastercard e Visa e Mastercard, i due attori più vicini al mondo finanziario e che davano maggior concretezza bancaria alla valuta virtuale.

LA DATA DA SEGNARE SUL CALENDARIO

C’è una data che farà da primo spartiacque: il 23 ottobre Mark Zuckerberg sarà di nuovo ascoltato dal Congresso statunitense. Questa volta non per spiegare il business model di Facebook ma per illustrare cosa vuole davvero fare con Libra e, in particolar modo, se intende adeguarsi alle richieste avanzate dai vari organismi. Ma non sarà il solo appuntamento spinoso, perché 26 banche centrali del mondo, tra cui Fed, Bce e Bank of England, interrogheranno i responsabili di Libra per indagare le possibili conseguenze sulla stabilità dei mercati finanziari. Ma già in queste ore potrebbero arrivare notizie importanti da Ginevra, dove da ieri si sono riuniti i fondatori della futura moneta virtuale con l’obiettivo di firmare lo statuto della costituenda associazione basata in Svizzera.

CHI PARTECIPA ALL’ASSOCIAZIONE PROMOSSA DA FACEBOOK

Comunque oggi è nata ufficialmente a Ginevra l’associazione Libra che punta a lanciare nel 2020 la nuova moneta virtuale promossa da Facebook: i firmatari dello statuto dell’associazione sono 21, viste le defezioni di alcuni colossi come Paypal, Visa, Mastercard e eBay. Il comunicato ufficiale indica come membri con rappresentanti nel consiglio di amministrazione Anchorage, Andreessen Horowitz, Bison Trails Co, Breakthrough Initiatives LP, Calibra Inc, Coinbase, Creative Destruction Lab, Farfetch UK Limited, Iliad, Kiva Microfunds, Lyft Inc, Mercy Corps, PayU, Ribbit Capital, Spotify AB, Thrive Capital, Uber Technologies, Union Square Ventures, Vodafone, Women’s World Banking, Xapo Holdings Limited. I 21 firmatari hanno proceduto alla nomina del consiglio dell’Associazione, eletto il cda e il comitato esecutivo. “Abbiamo garanzie totale del loro coinvolgimento a partire da oggi e questo ci fa essere fiduciosi sul progetto” ha dichiarato Bertrand Perez, chief operating officer e interim managing director dell’associazione.

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