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Leonardo, perché anche l’ex Finmeccanica gode per la commessa di Fincantieri in Indonesia

Elicotteri Leonardo

Il contratto di Fincantieri in Indonesia potrebbe valere 1,2 miliardi di euro per Leonardo. Che cosa c’è di nuovo – non solo in Indonesia – per il gruppo ex Finmeccanica

 

Giornata intensa per Fincantieri con riflessi positivi anche per Leonardo.

Ieri il colosso cantieristico di Trieste e il ministero della Difesa dell’Indonesia hanno firmato un contratto per la fornitura di 6 fregate classe Fremm, l’ammodernamento e la vendita di 2 fregate classe Maestrale, e il relativo supporto logistico.

Alle fregate commissionate dall’Indonesia a Fincantieri Leonardo fornirà il sistema di combattimento.

“Intesa Sanpaolo e Banca Akros calcolano che al gruppo guidato dall’ad Alessandro Profumo, potrebbe arrivare una quota del 40% del totale stimato in circa 3 miliardi. Il valore rappresenta tra il 7% e il 9% della raccolta ordini target dell’azienda per il 2021” ha riportato Milano Finanza.

Sempre ieri inoltre Leonardo ha consegnato, nel corso di una cerimonia ufficiale presso il suo stabilimento di Philadelphia negli Usa, il primo elicottero da addestramento TH-73A alla U.S Navy. Nel gennaio 2020 Leonardo si era aggiudicata un contratto iniziale per 32 elicotteri (177 milioni di dollari) presso il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che ha poi esercitato l’opzione per ulteriori 36 unità (171 milioni di dollari) lo scorso novembre. 

Infine, in serata l’azienda di piazza Monte Grappa è intervenuta anche sulle prospettive della Business Unit Automazione di Genova (ex Elsag). I dipendenti dell’ex Finmeccanica manifestano da tempo contro le ipotesi di cessione dell’unità civile mette a rischio l’occupazione di 400 addetti più i lavoratori degli appalti di pulizie e mensa nel sito di Sestri Ponente. Ma Leonardo ha confermato la ricerca di un partner aziendale.

Tutti i dettagli.

LE RICADUTE PER LEONARDO DAL CONTRATTO DI FINCANTIERI IN INDONESIA

Sebbene Fincantieri non abbia fornito i dettagli finanziari, il valore della maxicommessa è stimato in 3 miliardi.

La costruzione delle fregate assicurerà ricadute occupazionali per diversi stabilimenti italiani del gruppo nei prossimi anni, ma anche per altre società del settore, ha spiegato la società di Trieste in una nota. In particolare Leonardo che fornirà il sistema di combattimento, e numerose piccole e medie imprese nazionali.

IL FOCUS DI INTESA SANPAOLO

“Il valore dell’appalto non è stato reso noto, ma assumendo che di solito i sistemi di combattimento di solito rappresentano il 35/40% del totale del valore delle fregate, stimiamo per Leonardo che il contratto valga tra gli 1 e gli 1,2 miliardi di euro, ovvero tra il 7 e il 9% della raccolta ordini complessiva attesa nel 2021”, calcola Intesa Sanpaolo.

IL GIUDIZIO DI BANCA AKROS

“Anche Banca Akros segnala che Fincantieri non ha comunicato quanto vale questo ordine e allo stesso tempo fornisce più dettagli rispetto alle indicazioni di Intesa Sanpaolo” sottolinea MF.

“Considerando che ogni fregata Freem ha un prezzo di listino di almeno 500-600 milioni di euro, stimiamo che il contratto abbia un importo compreso tra i 3 e i 3,6 miliardi. Ipotizzando che Fincantieri detenga il 60% di questa quota, quindi 1,8 miliardi, oltre all’intero ammontare per la parte di supporto per un importo tra 450 milioni e 1,35 miliardi, mentre Leonardo dovrebbe avere il 40%, quindi circa 1,2 miliardi”.

“Per l’investment bank il finanziamento del contratto richiederà un po’ di tempo e la firma dovrebbe avvenire entro al fine di quest’anno”. “In questo caso Leonardo potrebbe registrare i contratti con Fincantieri entro dicembre prossimo o a inizio 2022. Un importo di 12 miliardi pesa per circa l’8,6% dell’obiettivo di raccolta ordini 2021 di Leonardo, ovvero 14 miliardi”, sottolinea Banca Akros.

E QUELLO DI EQUITA

Più prudente Equita Sim secondo cui “in assenza di dettagli stimiamo che la ricaduta in termini di ordini per Leonardo possa eccedere 500 milioni, oltre il 3/4% della guidance di raccolta ordini per il 2021”.

LA CONSEGNA DEL PRIMO ELICOTTERO TH-37A ALLA US NAVY

Come dicevamo all’inizio, sempre ieri Leonardo ha incassato un altro successo.

L’ex Finmeccanica ha consegnato il primo elicottero da addestramento TH-73A alla U.S Navy. Nel gennaio 2020 Leonardo si era aggiudicata un contratto iniziale per 32 elicotteri (177 milioni di dollari) presso il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che ha poi esercitato l’opzione per ulteriori 36 unità (171 milioni di dollari) lo scorso novembre.

LEONARDO PARTNER PER GLI STATI UNITI

“L’evento di oggi rappresenta un eccezionale traguardo per noi, per i crescenti sforzi e l’impegno costante per diventare un partner, non solo un fornitore, e una risorsa strategica per gli Stati Uniti in diversi settori. Siamo fieri di poter dare un contributo importante al futuro della difesa degli Stati Uniti” ha dichiarato l’ad Profumo.

“La U.S. Navy richiede la più alta qualità di addestramento per i suoi futuri piloti. Siamo onorati di avviare le consegne degli elicotteri scelti per questo compito fondamentale” ha aggiunto Gian Piero Cutillo, Managing Director della Divisione Elicotteri di Leonardo.

LE PROSPETTIVE PER LA BUSINESS UNIT AUTOMAZIONE (EX ELSAG)

Infine, ieri sera l’ex Finmeccanica è intervenuta anche sulle prospettive della Business Unit Automazione di Genova.

In dieci anni, l’organico dello stabilimento di Sestri Ponente (ex Elsag) è passato da 2.500 a 1.700 addetti. Ora, a rischio c’è il futuro di altri 400 lavoratori e la centralità della sede genovese all’interno del gruppo. Da tempo Leonardo è infatti alla ricerca di un partner per valorizzare il settore.

“Assicurare un solido futuro al polo genovese dell’Automazione di Leonardo intervenendo al più presto su organizzazione, governance, processi e dimensione, anche a tutela dei livelli occupazionali”. È questa la posizione del gruppo guidato da Alessandro Profumo.

“Fra le varie opzioni su cui Leonardo sta lavorando c’è la ricerca di un partner con una prospettiva industriale – anche in grado di rilevare nel tempo Automazione – che possa garantire alla Business Unit di essere competitiva nel lungo periodo, con una dimensione adeguata e una capacità di investimento dedicata. Il primo passo – che Leonardo sta già facendo – è quello di fare tempestivi interventi mirati sull’Automazione per garantire alla Business Unit una struttura di costi e governance, flessibile e agile, in linea con il suo mercato di riferimento, caratterizzato da dinamiche differenti da quelle tipiche del mercato della Aerospazio, Difesa e Sicurezza. Si tratta di scelte non procrastinabili, se si vuole assicurare un futuro solido a questa realtà” ha commentato Simonetta Iarlori, Chief People Organisation and Transformation Officer di Leonardo.

LE REAZIONI

“Forse non ci siamo capiti: i lavoratori dell’automazione per noi devono rimanere in Leonardo. I lavoratori genovesi non hanno bisogno di essere presi giro”. Le maestranze dello stabilimento di Leonardo di Sestri ponente respingono quindi al mittente la nota dell’azienda. Quest’ultima ha confermato la volontà di trovare un partner industriale per la business unit automazione, anche in prospettiva di una futura esternalizzazione, che potrebbe riguardare fino a 400 lavoratori dello stabilimento genovese che ne occupa, nel complesso, 1.700.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI

Immediata la risposta di Fim, Fiom e Uilm: “Lo stato di agitazione continua, se qualche qualche partner si affacciasse alla finestra, sappia che non faremo sconti”.

La richiesta dei sindacati è ormai nota: “Ora serve l’incontro governativo, a Genova o Roma. Sarà l’occasione per capire cosa pensa il governo di questa operazione e per verificare se intende, con i fatti, bloccarla”. D’altronde, è stato lo stesso ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, a sottolineare in Parlamento la necessità di un tavolo locale per gestire la vertenza.  E ricordano che, “come comunicato dall’azienda al prefetto”, la ricerca di un partner “ha già visto una risposta negativa da parte di venti competitor, coprendosi di ridicolo, dimostrando assenza di strategia ed evidenziando il senso dell’operazione, tesa esclusivamente a fare cassa”.

GIORGETTI: “APRIRE UN TAVOLO SUL POLO DELL’AUTOMAZIONE LEONARDO”

Il percorso di valutazione del futuro del polo dell’automazione Leonardo di Sestri Ponente a Genova “teso a trovare la migliore soluzione possibile” richiede “un apposito tavolo” che “deve preliminarmente svolgersi a livello locale”. Lo ha detto proprio ieri Giorgetti, nel corso del Question time in Senato. “Noi consideriamo come governo questo un player importante del Paese quindi legato anche a settori strategici delle nostre industrie di tecnologie avanzate” ha precisato il titolare del Mise.

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