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Elicotteri, tutte le ultime mosse di Leonardo

Leonardo Elicotteri

Come si muove Leonardo sugli elicotteri.

 

Ordini in crescita per Leonardo nel settore elicotteri.

L’ultimo colpo il colosso della difesa e aerospazio italiano l’ha assestato venerdì scorso.

NHIndustries (joint venture costituita da Leonardo, Airbus Helicopters e GKN Fokker) e l’Agenzia Nato Nahema (NATO Helicopter Management Agency), che agisce per conto delle Forze Armate della Germania (Bundeswehr), hanno firmato il contratto per l’acquisizione di 31 elicotteri navali multiruolo NH90 MRFH Sea Tiger.

Due settimane fa, il Dipartimento della Difesa Usa ha confermato opzioni per 36 TH-73A, per un valore di 171 milioni di dollari.

Ecco tutti gli ultimi successi nel settore elicotteri per Leonardo e quanto pesa l’ala rotante nei conti dell’ex Finmeccanica.

IL PROGRAMMA NH90

NH90 è il principale programma elicotteristico europeo, in cui Leonardo ha una quota del 32%. “Con il contributo in questo programma, Leonardo conferma ancora una volta la propria posizione di leadership nel campo degli elicotteri navali potendo vantare una gamma ampia e moderna di prodotti e tecnologie dedicate e un forte posizionamento internazionale”, spiega una nota.

Le attività operative degli elicotteri da unità navali in Germania saranno avviate nel 2025.

IL CONTRIBUTO DI LEONARDO

Nell’ambito dell’NH90, Leonardo è responsabile o contribuisce in modo significativo alla progettazione, produzione e/o integrazione di un’ampia gamma di sistemi e componenti critici dell’elicottero, si legge nella nota. Questi comprendono la sezione di coda della fusoliera, la trasmissione, il sistema idraulico, l’autopilota, il sistema di missione della variante navale, l’integrazione dell’impianto propulsivo e l’assemblaggio finale delle varianti TTH (terrestre) e NFH (navale) per vari clienti presso lo stabilimento di Venezia Tessera.

Leonardo integra inoltre ulteriori sistemi dedicati, avionica e sensori come il sistema anti-collisione Laser Obstacle Avoidance System (LOAM), il sistema elettro-ottico di ultima generazione LEOSS-T, il radar, il generatore di mappe digitali, il sonar e la consolle di missione per le applicazioni navali. Per quanto riguarda i sistemi d’arma, Leonardo contribuisce all’integrazione di mitragliatrici di tipo gatling sul portellone, siluri e missili aria- superficie antinave.

Fino ad oggi sono stati consegnati quasi 430 elicotteri, di cui circa 100 in versione navale, a operatori in diversi paesi. Gli elicotteri in servizio hanno accumulato oltre 265.000 ore di volo in missione, in qualsiasi condizione climatica, sia in ambiente terrestre che marittimo.

I PRODOTTI DI LEONARDO AD ALA ROTANTE

Proprio la scorsa settimana, Pasquale Di Bartolomeo, chief commercial officer di Leonardo, in audizione in Commissione Difesa della Camera, ha ricordato i programmi principali per l’ala rotante: il programma HH-101 Csar, l’Aw249 Nees per l’esercito italiano, l’Nh-90 e il Th-119.

Di quest’ultimo, il top manager di Leonardo ha sottolineato il successo di due settimane fa negli Stati Uniti. I 36 velivoli TH-73A per la Us Navy si aggiungono ai 32 già ordinati a gennaio. In futuro i numeri sono destinati a salire ulteriormente.

I RISULTATI DEL COMPARTO ELICOTTERI

Nei nove mesi del 2020 il settore elicotteri ha realizzato ordini pari a 3,154 miliardi di euro, segnando un aumento del 41,1% rispetto ai 2,234 miliardi di euro dello stesso periodo del 2019. I ricavi si sono attestati a 2,642 miliardi di euro, in calo del 3,4% rispetto ai 2,736 miliardi dei nove mesi del 2019.

Secondo il gruppo la flessione risente della crisi Covid-19 che ha penalizzato in particolare il numero di consegne effettuate nel periodo. Oltre che della prevista riduzione di volumi su taluni programmi in fase di completamento.

L’Ebita è stato pari a 219 milioni di euro, in calo del 18,9% rispetto ai 270 milioni di euro dello stesso periodo del 2019. Il Ros è passato all’8,3% rispetto al 9,9% dei nove mesi del 2019.

LE PRINCIPALI ACQUISIZIONI AL 30 SETTEMBRE

Tra le principali acquisizioni dei primi nove mesi dell’anno si segnalano: il contratto rientrante nel programma IMOS (Integrated Merlin Operational Support) relativo alla fornitura per il Ministero della Difesa del Regno Unito di servizi di supporto logistico e di manutenzione della flotta di elicotteri AW101 Merlin; gli ordini per l’Esercito Italiano per le attività di sviluppo relative al programma NEES (Nuovo Elicottero da Esplorazione e Scorta) e per la fornitura di n. 15 elicotteri AW169 e di servizi di supporto logistico e addestramento rientrante nel programma LUH (Light Utility Helicopter); il già citato ordine di 32 elicotteri TH-73A (AW119) per la US Navy.

IL PESO DI ELICOTTERI NEI CONTI DI LEONARDO

Gli ordini del settore elicotteri hanno rappresentato il 37,06% del totale degli ordini realizzati da Leonardo Spa nei primi nove mesi del 2020 (8,51 miliardi di euro), i ricavi il 29,27% del fatturato complessivo del gruppo (9,025 miliardi di euro) e l’Ebita il 44,06% (497 milioni di euro).

UN NUOVO ELICOTTERO DI QUINTA GENERAZIONE?

Infine, nel futuro di Leonardo potrebbe esserci un elicottero di quinta generazione sviluppato con la statunitense Lockheed Martin? Gianni Dragoni sul Sole 24 Ore ha scritto che “il ministero della Difesa ha chiesto a Leonardo di studiare insieme a Lockheed Martin un’ipotesi di collaborazione industriale per un nuovo elicottero di quinta generazione. Lo studio, secondo fonti autorevoli, è stato commissionato in seguito a una proposta di collaborazione fatta dal gruppo americano nel corso di incontri a Roma con i vertici di Leonardo e con il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Lockheed ha proposto all’ex Finmeccanica di essere partner nello sviluppo di un elicottero di taglia media, civile e militare. Troverebbe applicazione la tecnologia X-2 del doppio rotore coassiale sviluppata dalla controllata Sikorsky nel programma «Future vertical lift», finanziato dalla Difesa Usa. Leonardo, interpellata, non ha commentato. La prima reazione di Leonardo però sarebbe stata tiepida perché un nuovo elicottero potrebbe cannibalizzare altri progetti del gruppo, a partire dal nuovo Mangusta (Aw249 o Nees), che è in ritardo di due anni e beneficia di oltre 1,1 miliardi di euro di finanziamento statale. Ai militari invece l’idea piace, perché il nuovo elicottero sarebbe più potente e più veloce del Mangusta”.

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