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Leonardo, ecco tutte le novità sulla vendita di Oto Melara e Wass

Oto Melara Leonardo

Massima attenzione del governo su dossier strategici della difesa, come la cessione di Oto Melara e Wass da parte di Leonardo. Da una parte i player europei Knds e Rheinmetall e dall’altra i nazionali Fincantieri e Iveco nella partita. E la Cdp…

 

“Massima attenzione del governo su dossier strategici della difesa”, come la cessione di Oto Melara e Wass, le due controllate armamenti terrestri e navali messe in vendita da Leonardo per fare cassa.

È questa la posizione espressa dopo il vertice del 24 novembre al Mise tra i ministri Daniele Franco (Mef), Giancarlo Giorgetti (Mise) e Lorenzo Guerini (Difesa).

Da qualche settimana è in corso la due diligence. Sul tavolo più di una proposta, nessuna vincolante al momento.

Il consorzio franco tedesco Knds ha messo sul piatto 650/700 milioni di euro. Con la garanzia di nessun taglio di posti di lavoro e la prospettiva di portare Oto Melara nel progetto Mgcs, carro armato del futuro.

Anche il costruttore navale italiano Fincantieri ha fatto la sua offerta, inferiore secondo fonti stampa di 250 milioni rispetto a quella di Knds.

“Il governo valuterà in tempi brevi soluzioni idonee a salvaguardare l’interesse nazionale alla valorizzazione degli asset strategici e allo sviluppo dell’occupazione anche nel quadro di possibili intese a livello europeo” affermano fonti dell’esecutivo.

“Secondo le prime interpretazioni in ambienti vicini al dossier, questo significherebbe mettere al tavolo tutti gli attori nazionali (anche Iveco defence vehicles, partner di Oto) e considerare l’ipotesi di spezzatino tra i due pretendenti che hanno presentato una proposta d’acquisto: Fincantieri per gli armamenti navali, il gruppo franco-tedesco Knds per quelli terrestri” scrive il Sole 24 Ore.

“Ma le indiscrezioni sembrano indicare in ascesa l’ipotesi di una cessione al consorzio franco-tedesco Knds”, segnala Repubblica. Quest’ultimo “avrebbe presentato un’offerta più strutturata di quella di Fincantieri, incentrata sulla “tutela dell’italianità” delle società”.

Nel frattempo, il presidente del Consiglio Draghi ha firmato il Trattato del Quirinale con il suo omologo francese Macron. “Le discussioni sulla possibile vendita di Oto Melara e Wass da parte di Leonardo a un rivale francese potrebbero rivelarsi una prova iniziale” della relazione Italia-Francia ha scritto il Ft.

Tutti i dettagli.

L’IPOTESI SU CUI PUNTA IL GOVERNO

L’ipotesi più accreditata è che la Oto Melara (artiglierie navali), con garanzie di mantenerne l’italianità, vada a Knds mentre la Wass (siluri) sarebbe destinata Fincantieri.

Al momento Oto Melara e Wass impiegano più di 1.500 lavoratori in quattro stabilimenti italiani (La Spezia, Brescia, Livorno e Pozzuoli).

Da parte italiana l’interesse sarebbe quello di Leonardo di essere la terza parte del consorzio (con l’acquisto di una quota) entrando così anche nelle commesse che questo attiva.

KNDS PUNTA SUL PROGRAMMA MGCS…

Come sottolinea Repubblica, Knds garantirebbe “la piena occupazione e addirittura l’aumento dei posti negli stabilimenti Oto di La Spezia e Brescia” attraverso due programmi militari di respiro europeo. Ovvero l’Mgcs, il progetto di carro armato europeo d’iniziativa franco-tedesca e il veicolo cingolato da combattimento IFV.

Il programma Aics (Armored infantry combat system) italiano prevede l’acquisto di 679 veicoli corazzati cingolati con i quali sostituire gli oramai obsoleti IFV Dardo ed M113. Nel Dpp della Difesa 2021-2023, il governo ha messo a budget 2,141 miliardi fino al 2035.

… E AICS

“Una fornitura che fa gola al consorzio Knds. Per questo verrebbe pure contrattualizzato un ruolo nel progetto della Iveco Defense di Bolzano e della stessa Leonardo per i visori” evidenzia Repubblica.

Ma in Italia già i player dell’industria della difesa si sono mossi.

Secondo Rid, Leonardo avrebbe già presentato insieme a Iveco Defence Vechicles un’offerta all’Esercito italiano per il programma Aics. L’ex Finmeccanica proprio con Oto Melara opera in consorzio con Iveco Defense, Cio, capofila dell’industria negli armamenti terrestri. Ma prima ancora di Leonardo, anche la tedesca Rheinmetall aveva avanzato la sua proposta a inizio anno. 

COSA FARÀ FINCANTIERI

Secondo l’ipotesi “spezzatino” Fincantieri punterebbe al business navale di Oto Melara e ai siluri prodotti da Wass, e Knds alle attività terrestri di Oto Melara.

Da questa soluzione uscirebbe vincitrice Leonardo: sia in termini di cassa (deve infatti coprire l’esborso da 600 milioni di euro per l’acquisto del 25% della tedesca Hensoldt) sia in termini di maggiori volumi nel business dell’elettronica.

“Resta da verificare se sarà possibile trovare un’intesa tra questi due attori, poiché Fincantieri non dialoga con Knds ma con un suo concorrente, la tedesca Rheinmetall, che ha prospettato alla Difesa una doppia alleanza «land and naval». Oltre ad avere interesse per una joint venture con Oto, Rheinmetall discute con Fincantieri per l’acquisto dei cantieri tedeschi di Tkms, che producono sommergibili” evidenzia il Sole 24 Ore.

IL RUOLO DI RHEINMETALL

“Leonardo però non è disponibile a cedere le aziende di armamenti a Rheinmetall, suo concorrente nell’elettronica della difesa” puntualizza il quotidiano confindustriale. Il colosso della difesa tedesco realizza infatti cingolati da combattimento ma anche apparati elettronici.

In concorrenza quindi con l’ex Finmeccanica che “vuole riservarsi un ruolo di fornitore di elettronica alle aziende da dismettere”.

“Inoltre Leonardo non considera ammissibile l’opzione Rheinmetall perché questo gruppo non ha presentato una proposta di acquisto per Oto e Wass, nella procedura condotta dall’advisor Rothschild” sottolinea il Sole 24 Ore.

AUMENTO DI CAPITALE PER IL GRUPPO NAVALE DI TRIESTE?

Per Fincantieri la stampa parla di un aumento di capitale da un miliardo, sostenuto dall’azionista di controllo Cdp. Il gruppo navale guidato da Giuseppe Bono è controllato con il 71% da Cdp Industria (gruppo Cdp).

Un ricapitalizzazione di questa entità si confronta con l’attuale capitalizzazione di mercato di circa 1 miliardo di euro di Fincantieri.

Giovedì le azioni del gruppo hanno perso oltre il 4,6% chiudendo la seduta a 0,61 euro sulla scia delle indiscrezioni dell’aumento di capitale.

IL RUOLO DI CDP?

Infine, “nel tavolo, secondo una fonte di governo, potrebbe essere coinvolta anche Cdp, la controllata del Mef che detiene il 71,3% di Fincantieri” conclude il Sole 24 Ore. “A Cdp potrebbe essere chiesto un doppio ruolo: fornire i soldi a Fincantieri per l’acquisto, […], oppure intervenire direttamente con una quota nella «Newco» che sarebbe il veicolo per l’acquisizione”.

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