Innovazione

Leonardo-Finmeccanica, Piaggio Aero e non solo. Che cosa succede sui droni?

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Fatti, numeri, analisi e scenari dopo l’ultima notizia che riguarda Piaggio Aerospace e i dossier che riguardano anche Leonardo (ex Finmeccanica)

 

Piano Capricorn in salsa giallo-rossa, rumors e scenari su fusione con Fincantieri, dossier Piaggio Aerospace.

Non manca il dibattito fra addetti ai lavori e analisti del settore Difesa sulle aziende italiane (come Leonardo-Finmeccanica) o estere che lavorano in Italia nel comparto.

ECCO LE NOVITA’ SU PIAGGIO AERO

La scorsa settimana c’è stata un’accelerazione in casa di Piaggio Aerospace. Il commissario straordinario di Piaggio Aerospace, Vincenzo Nicastro, ha reso noto il 30 agosto che, come previsto dalla cosiddetta Legge Marzano, il programma per il rilancio della società è stato depositato presso il ministero dello Sviluppo economico prima del termine di scadenza previsto.

GLI INCASSI DI PIAGGIO AERO

Negli ultimi tempi Piaggio è riuscita ad ottenere dalla Difesa commesse per complessivi 700 milioni. Tra queste la più importante riguarda l’acquisto di nove Avanti Evo oltre all’aggiornamento della flotta di 19 P.180 utilizzati dalle diverse forze armate. Un altro contratto riguarda la manutenzione dei motori e la fornitura delle parti di ricambio per un valore di 167 milioni. Altri 129 milioni sono frutto del contratto delle Difesa per la manutenzione dei motori degli Mb-339, aerei addestratori utilizzati tra l’altro dalle Frecce Tricolori.

CHE COSA C’E’ IN BALLO SU PIAGGIO AERO

Intanto, come ha scritto il Sole 24 Ore, giovedì si è saputo che è pronto il decreto ministeriale per l’acquisto dei droni P.1HH HammerHead di Piaggio Aero, una delle commesse più importanti attese dal gruppo che dà lavoro a un migliaio di lavoratori di cui circa la metà in cassa integrazione a rotazione: “A settembre è previsto il rientro di una quarantina di addetti. Il decreto è stato stilato dal ministero della Difesa in concerto con quello dell’Economia e delle Finanze ed è in attesa della delibera del parere delle commissioni Difesa di Camera e Senato. Si tratta della fornitura di un sistema di difesa, controllo del territorio e dello spazio aereo composto da una stazione di controllo a terra e due droni. Il decreto sbocca un finanziamento di 160 milioni di cui una settantina per il completamento dello sviluppo e della successiva certificazione del drone”.

LO SCENARIO PER LEONARDO-FINMECCANICA E PIAGGIO SUI DRONI

Gli addetti ai lavori si chiedono quali siano gli spazi in Italia per i droni e come il governo si muoverà visto che nel comparto c’è di fatto concorrenza tra Leonardo (ex Finmeccanica) e Piaggio Aero, come ha rimarcato mesi fa su Start Magazine l’analista Aurelio Giansiracusa, animatore di Ares-Osservatorio Difesa. Ecco come ha inquadrato nei giorni scorsi il tema l’analista Arcangelo Milito su Start Magazine: “Da vari anni la Difesa italiana si trova nella condizione di dover scegliere un nuovo sistema Uas (Unmanned Aerial System, nella dizione anglo-americana) o noto anche con l’espressione Rpas (Remotely Piloted Aircraft System, come identificato dalla International Civil Aviation Organization – Icao; Eurocontrol; European Aviation Safety Agency – Easa). In ogni caso parliamo di velivoli con pilotaggio e controllo remoto (alla francese: droni) utili per la proiezione strategica della Difesa dell’Italia. Sistemi Uas sono ampiamente utilizzati dalle Forze Armate di molti Paesi e catalogati come “Multirole Patrol Aircraft” (Velivolo di pattuglia multiruolo) principalmente per missioni Isr (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) e Comint (Communications Intelligence: intercettazioni di comunicazioni e messaggi vocali via radio, telefono, ecc.). Le stime sul mercato dei droni militari spaziano tra i 6 e i 10 miliardi di dollari per il 2018, ma tutti gli analisti concordano nel prevedere una rapida crescita nei prossimi dieci anni. I principali costruttori sono le società Usa General Atomics, Northrop Grumman e Lockheed Martin e le israeliane Elbit Systems e Israeli Aerospace Industries (Iai)”.

L’ANALISI DI MILITO SU START MAGAZINE

Le due scelte degne di nota – ha aggiunto Milito – “sono il P.1HH HammerHead di Piaggio Aerospace e Selex ES, di cui è in fase di studio e progettazione la versione P. 2HH, e il nuovo Falco Xplorer di Leonardo (ex Finmeccanica), derivante dalla piattaforma del Falco Evo già ampiamente collaudata. Secondo indiscrezioni raccolte in ambienti politico-militari, entro metà luglio 2019 il Governo Italiano dovrebbe finalmente decidere e firmare un contratto valevole €160 milioni. Tale contratto includerà l’acquisto di almeno 1 sistema UAS comprendente 2 velivoli e un centro di comando a terra. La decisione è resa possibile dopo il sofferto “via libera” economico-politico al Documento Programmatico Pluriennale 2019-2021 del Ministero della Difesa (pubblicato tra fine giugno e inizio luglio 2019), con capitoli di spesa e programmi prima tagliati e poi rifinanziati”.

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