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Leonardo, ecco le vere mire di Fincantieri e Rheinmetall su Oto Melara

Oto Melara Leonardo

Che cosa è emerso dalle audizioni parlamentari di Alessandro Profumo, ad di Leonardo, e Alessandro Ercolani, ad di Rheinmetall Italia, sulla vendita di Oto Melara

 

La partita per la cessione di Oto Melara e Wass, le due controllate armamenti terrestri e navali messe in vendita da Leonardo, passa al livello successivo.

“Abbiamo ricevuto due manifestazioni di interesse e oggi abbiamo chiesto ai potenziali acquirenti di presentare offerte non vincolanti”. Lo ha annunciato Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, durante l’audizione odierna davanti alle commissioni riunite Difesa e Attività produttive sulla vendita di Oto Melara e Wass.

Il consorzio franco-tedesco Knds e il costruttore navale italiano Fincantieri hanno entrambi espresso l’interesse ad acquistare le ex Oto Melara e Wass, oggi Bu Sistemi di Difesa di Leonardo.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche, l’offerta di Knds (650 milioni) supera quella di Fincantieri (450 milioni, aumentabile a 550 milioni). Per l’offerta di Fincantieri, gruppo controllato da Cdp Equity con il 71,32%, si parla infatti della necessità di un aumento di capitale sostenuto dal suo principale azionista Cdp.

Ma in audizione Profumo ha sottolineato che il gruppo prenderà una decisione considerando diversi aspetti: non solo il prezzo offerto, anche la possibilità di cooperazione internazionale.

“Knds è potenzialmente un partner interessante perché ha un ruolo nel programma Main battle tank e non compete con Leonardo sull’elettronica”, ha detto Profumo, aggiungendo che l’Italia trarrebbe vantaggio dall’essere parte del progetto del carro armato europeo del futuro Main Ground  Combat System (Mgcs).

Nel frattempo, la possibilità che un consorzio straniero acquisti le due unità italiane ha sollevato perplessità negli ambienti politici e sindacali. “Leonardo ha un’interlocuzione continua con il governo, con cui ci si confronta su strategia, risultati e scelte di portafoglio”, ha rassicurato Profumo.

Tuttavia, nell’operazione si inserisce anche un terzo player: Rheinmetall.

Nelle ultime ore il gruppo tedesco avrebbe manifestato in via informale al governo il proprio interesse su Oto Melara, in collaborazione con Fincantieri (di cui circolavano rumors già nei giorni scorsi).

“Noi dialoghiamo già da tempo con Knds e Rheinmetall, per capire il loro posizionamento su grandi programmi come il carro armato europeo o l’infantry fighting vehicle, e abbiamo sempre avuto un rapporto anche con Fincantieri”, ha precisato Profumo.

Durante la sua audizione odierna davanti alle commissioni riunite Difesa e Attività produttive sulla vendita di Oto Melara, Alessandro Ercolani, amministratore delegato di Rheinmetall Italia, ha sottolineato che “prima di parlare di acquisizioni bisogna parlare di piani industriali”.

Rheinmetall, ha aggiunto l’ad, “essendo un’azienda europea con base italiana si candida a sostenere l’industria italiana”.

“Siamo sicuramente disponibili a valutare un discorso di cooperazione, come avevamo fatto già a gennaio scorso, anticipammo l’interesse di sviluppare una crescita di Oto Melara in campo terrestre” ha rimarcato Ercolani.

“Ci attendono sfide enormi, e in un’ottica di politica industriale gli stabilimenti Oto Melara potrebbero rappresentare il punto di partenza per la creazione di un polo nazionale di eccellenza, che generi crescita economica e sociale e che sia funzionale al consolidamento del posizionamento italiano sul piano europeo e internazionale”, ha spiegato, aggiungendo che l’operazione potrebbe dare inizio ad un processo di aggregazione che consenta di raggiungere la dimensione europea necessaria per affrontare le sfide del settore.

La strategia di Rheinmetall Italia riguarda infatti la creazione di un nuovo consorzio Cio. L’ex Finmeccanica proprio con Oto Melara opera in consorzio con Iveco Defense, Cio, capofila dell’industria negli armamenti terrestri.

Ma ora Leonardo è convinto “che non si può fare tutto”. “Ci siamo posti una domanda semplice: siamo i proprietari migliori per quelle due aziende?” Il riferimento è a Oto Melara e Wass. “Siamo noi quelli che possono garantire uno sviluppo e una crescita? Perché sono aziende che vanno bene” ha riconosciuto in audizione Profumo.

“Noi – conclude il numero uno di Leonardo – puntiamo invece a essere primi al mondo negli elicotteri, primi nella Ue nell’elettronica della difesa e a crescere negli Usa”.

E torniamo alla cessione di Oto Melara e Wass. Per Rheinmetall la proposta su Oto Melara è un nuovo consorzio armamenti terrestri che comprenda al 33% Rheinmetall.

“Questo nuovo centro di eccellenza,  nazionale e sovrano, è destinato non solo a soddisfare i requisiti operativi delle nostre Forze Armate ma anche a perseguire opportunità di export verso paese amici ed alleati” ha precisato Ercolani.

L’offerta di Fincantieri include infatti in maniera informale Rheinmetall. In caso di aggiudicazione dell’ex Oto Melara, il gruppo cantieristico guidato da Giuseppe Bono avrà bisogno di un partner terrestre e quello non può che essere Rheinmetall dal momento che stanno comprando insieme la tedesca Tkms.

Come ha già sottolineato il Sole 24 Ore, la scelta di Rheinmetall non sarebbe gradita a Leonardo, in quanto competitor di Hensoldt (di cui l’ex Finmeccanica ha acquisito il 25% lo scorso aprile).

Il colosso della difesa tedesco realizza infatti cingolati da combattimento ma anche apparati elettronici. In concorrenza quindi con Leonardo che “vuole riservarsi un ruolo di fornitore di elettronica alle aziende da dismettere”.

Profumo ha smentito le indiscrezioni della stampa su tensioni con Fincantieri per la cessione delle due unità: “Non stiamo litigando con Fincantieri, non stiamo litigando con nessuno”, ha precisato il numero uno del gruppo ex Finmeccanica.

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