Innovazione

Leonardo, ecco le richieste dell’ex Finmeccanica a Conte, Tria e Di Maio sul venture capital

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Che cosa si attende Leonardo (ex Finmeccanica) dal governo Conte. Fatti, numeri, indiscrezioni

Creare un fondo pubblico-privato di venture capital che spinga sull’innovazione nel settore difesa e aerospazio. E far nascere una piattaforma di Open Innovation dedicata al settore AD&S da far gestire a Leonardo (ex Finmeccanica).

Sono alcune delle aspettative che nutre Leonardo nei confronti del governo Conte. E’ quanto si desume dalla ricerca Ambrosetti curata proprio con il gruppo Leonardo (ex Finmeccanica) presieduto da Gianni De Gennaro e guidato dall’amministratore delegato, Alessandro Profumo.

“La costituzione di un fondo pubblico-privato di Venture Capital per il settore AD&S potrebbe fungere da stimolo per la crescita del Paese e di promozione di un nuovo “modo di pensare” all’interno dell’azienda”: questo l’auspicio sotto forma di proposta avanzata in particolare ai ministero dell’Economia retto da Giovanni Tria e al ministero dello Sviluppo economico guidato da Luigi Di Maio.

Aumentare la capacità di generare innovazione delle imprese comporta infatti un cambiamento culturale, con l’introduzione di paradigmi aperti alla sperimentazione continua e alla collaborazione continua, si legge nel rapporto.  E “avere accesso a risorse esterne (knowledge, persone, aziende, start-up, capitali, asset tecnologici) con continuità ed efficacia, costruendo una rete che generi opportunità di innovazione anche tramite collaborazioni e partnership, è la base di una proficua attività di Open Innovation”, si legge.

In tal senso l’Open Innovation rappresenta sia un’opportunità sia una grande sfida per il settore AD&S, storicamente più propenso a svolgere attività di ricerca internamente e a beneficio esclusivo del sistema della Difesa (modello “walled garden”), scrivono i ricercatori di Ambrosetti in collaborazione con gli uomini di Leonardo.

In un contesto in cui le minacce alla sicurezza dei cittadini e dei territori provengono da molteplici fonti e i tempi di adozione di nuove tecnologie si sono accorciati, “l’esigenza di costruire circuiti e hub di Open Innovation per il settore AD&S diventa prioritario”, è scritto: “In particolare, la nascita di una piattaforma di Open Innovation dedicata al settore AD&S, potrebbe “mettere a sistema” il know how e le capacità di fare ricerca e innovazione presenti sul territorio, promuovendo la circolazione dell’informazione, delle idee e una maggiore consapevolezza sulle competenze e i percorsi di ricerca avviati a tutti i livelli (centri di ricerca, imprese, università, ecc.)”.

Nel rapporto, il gruppo ex Finmeccanica si candida con il governo a gestire il tutto: “La gestione della piattaforma potrebbe essere affidata a un soggetto privato con competenze molto sviluppate nel settore AD&S, come Leonardo, che potrebbe sfruttare la propria propensione all’innovazione e la propria rete di collaborazioni nazionali e internazionali, per costruire un sistema aperto di competenze, risorse e progetti, a disposizione di diversi settori”.

I numeri mettono mettono l’Italia in posizione defilata: “Il nostro Paese investe in Ricerca e Sviluppo solo l’1,3% del proprio PIL, quota che ci pone non solo al di sotto dei principali competitor europei (Regno Unito, Francia, Germania) ma addirittura appena alla pari di singole Regioni, come ad esempio quella del Baden-Württemberg che, da sola, investe in ricerca quasi 21 miliardi di euro”, si legge nel rapporto. Non solo: “Il trend dell’Italia, inoltre, è in discesa rispetto al 2015, in cui l’impegno del nostro Paese in attività di R&S è stato superiore (22,3 miliardi di euro)”.

Creare “massa critica” di risorse è propedeutico al raggiungimento dell’obiettivo europeo del 3% del Pil entro il 2020 ed è un passo indispensabile per allinearci alla media degli investimenti di Germania (2,9%), Francia (2,3%) e Regno Unito (1,7%), si legge nella ricercata presentata nelle scorse settimane a Cernobbio.

Quindi arriva il consiglio che è anche una vera e propria proposta articolata, come emerge dalla ricerca Ambrosetti-Leonardo: “In tal senso, la costituzione di un fondo pubblico-privato di Venture Capital per il settore AD&S potrebbe fungere da stimolo per la crescita del Paese e di promozione di un nuovo “modo di pensare” all’interno dell’azienda. Ad oggi l’Italia ha molte difficoltà nell’attrarre grandi risorse finanziarie a favore dei settori più promettenti e ad alto tasso potenziale di sviluppo e a trasformare i risultati della ricerca in impresa”.

Non è la sola richiesta del gruppo presieduto da De Gennaro e guidato da Profumo. Qui e qui le altre attese di Leonardo nei confronti del governo.

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