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Leonardo, ecco come sprinta Mbda Italia

Mbda

Numeri e prospettive di Mbda Italia, controllata da Airbus, Bae Systems e Leonardo. L’articolo di Pietro Romano

 

“Il 2021 si sta concludendo nel migliore dei modi per tutto il gruppo Mbda e per Mbda Italia. I numeri non sono ancora autorizzato a renderli noti ma è stato l’anno della collaborazione e delle consegne e queste consegne si riflettono positivamente anche sui nostri conti e di conseguenza sugli organici”. Nel tradizionale saluto di fine anno, un incontro informale, condivide ottimismo Lorenzo Mariani, Mbda executive group director sales & business development nonché — per Mbda Italia — managing director, in sostanza il numero uno nel nostro Paese.

CHE COS’È MBDA

Mbda è l’unico gruppo europeo in grado di progettare e produrre missili e sistemi missilistici per rispondere alle più svariate esigenze operative, presenti e future, per le forze armate. È un consorzio controllato con uguali regole di corporate governance da Airbus e Bae Systems (che ne detengono il 37,5% ciascuno) e da Leonardo, con il 25%.  Nonostante la pandemia globale i ricavi del 2020 si sono attestati complessivamente intorno ai 3,6 miliardi di euro (3,7 nel 2019) con un aumento totale dell’occupazione di circa 1.100 unità. Gli ordini acquisiti sono stati pari a 3,3 miliardi e sono arrivati a 16,6 miliardi.

MBDA IN ITALIA

In Italia Mbda dispone di tre siti (Roma, La Spezia e Fusaro, in Campania), che costituiscono un unicum nel patrimonio industriale e tecnologico nazionale, presidio economico e sovrano. “Su questi tre siti — spiega Mariani — nel 2021 abbiamo adottato decisioni importanti. Coerenti con la politica del consorzio ne abbiamo programmato l’acquisto. A Roma abbiamo raggiunto un accordo con la proprietà attuale allo scopo di uscire dal regime dell’affitto per passare a quello del controllo. Lo stesso abbiamo fatto con Leonardo, proprietario dello stabilimento della Spezia, uno stabilimento che sta crescendo moltissimo e che dovremo ingrandire e ottimizzare subito dopo la formalizzazione dell’acquisizione”.

Nel 2018 Mbda Italia aveva già preso il pieno controllo proprietario del sito del Fusaro, nei pressi di Napoli, un centro di eccellenza internazionale per la produzione di sensori a radiofrequenze d’avanguardia, i cosiddetti seeker e tra i pochi al mondo nella missilistica a lavorare sulle tecnologie 3D. “Uno stabilimento che — ha rilevato Mariani — si è dimostrato eccellente nelle deliveries”. Purtroppo l’emergenza sanitaria ha bloccato i lavori di modernizzazione del Fusaro, destinati a terminare tra circa un anno.

Il miglioramento complessivo ha influito anche sull’occupazione. “Abbiamo sfiorato i 1600 addetti — ha sottolineato Mariani — a cui dovrebbero aggiungersi perlomeno altre 100 unità nel 2022. Non è un’ambizione questa, ma una necessità per tutti i programmi che abbiamo da svolgere e tutte le cose che abbiamo da fare”.

Numeri in linea con la crescita continua realizzata nei primi vent’anni di vita del consorzio (nato appunto nel 2001): nella sua componente italiana ha più che raddoppiato il personale diretto, procurando enormi benefici anche nell’indotto, che in questo settore prevede due addetti per ogni addetto diretto.

Un successo ottenuto nonostante i continui stop-and-go negli investimenti per la difesa che penalizzano l’industria non solo direttamente ma anche nelle potenzialità sui mercati internazionali. E nonostante — va sottolineato — la scarsa comprensione per il ruolo italiano nella missilistica anche nell’industria: pochi anni fa alla testa di Leonardo c’è stato addirittura un amministratore delegato, Mauro Moretti, che ne aveva ipotizzato la vendita.

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