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Leonardo e Tempest, che cosa si sa (e non si sa) sul MoU firmato da Guerini

Tempest Regno Unito

Che cosa succede davvero sul programma Tempest al quale partecipa Leonardo? L’analisi di Francis Walsingham

 

Lo scorso 21 dicembre il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini (Pd), ha sottoscritto insieme ai suoi omologhi di Regno Unito e Svezia, un MoU (Memorandum of Understanding) che disciplina una collaborazione paritaria tra i tre Paesi nell’ambito del programma Tempest. Ovvero il progetto la realizzazione del caccia-bombardiere stealth di 6^ generazione d’iniziativa britannica, a cui hanno aderito Italia e Svezia nel 2019.

“L’accordo — si legge nel comunicato della Difesa — denominato Future Combat Air System Cooperation MoU, disciplina i principi generali per una collaborazione paritaria tra i tre Paesi e riguarda tutte le attività comprese la ricerca, lo sviluppo e il joint concepting necessarie ai governi per operare la scelta dell’acquisizione di un sistema aereo avanzato in sostituzione dell’Eurofighter”. Come specifica la nota della Difesa, “all’accordo seguiranno i Project Arrangement e la fase di Full Development, attualmente prevista a partire dal 2025”.

Tuttavia, quello riguardante il Tempest non è un vero e proprio MoU per lo sviluppo del Tempest ma per lo sviluppo di tecnologie di base da poter impiegare poi in sistemi di 6^ generazione.

Il programma Tempest sarà infatti sub judice fino alla Defense Review UK prevista per marzo.

Come ha scritto Start, “l’outline business case del Tempest sarà inviato al Comitato per l’approvazione degli investimenti del Ministero della Difesa Uk per l’accettazione entro aprile 2021”.

Come aveva precisato il Financial Times, l’outline business case valuterà tre opzioni: proseguire con Tempest; essere un partner junior in un programma internazionale; o semplicemente acquistare un caccia pronto all’uso.

Potrebbe andare a finire tutto in un drone tipo Loyal Wingman da associare all’F-35.

Ricordiamo che il programma Tempest è sviluppato da BAE Systems, un consorzio che include Rolls-Royce, Mbda e la divisione britannica dell’italiana Leonardo (ex Finmeccanica).

Lo scorso 22 luglio le industrie di Italia, Regno Unito e Svezia hanno dato il via ad una collaborazione trilaterale nell’ambito del progetto. Queste includono, oltre le già citate industrie britanniche, le principali società di difesa di Italia (Leonardo Italia, Elettronica, Avio Aero e MBDA Italia) e Svezia (Saab e GKN Aerospace Sweden).

La Svezia non ha tecnologie di 5^ generazione, ma è sotto lo schiaffo di Bae Systems e Leonardo UK che gli hanno dato il sistema di missione del Gripen.

Il MoU è di per se vuoto, rimanda tutto a quegli Arrangements dove il Regno Unito farà man bassa scegliendo chi ci collabora e chi no.

L’intero Mou è strettamente classificato, sebbene Guerini si sia sbilanciato e la cosa non è stata gradita in ambienti diplomatici e militari.

Non è un caso infatti che il ministero della Difesa abbia pubblicato il comunicato stampa relativo alla sottoscrizione dell’accordo (avvenuta il 21 dicembre) soltanto lunedì 4 gennaio, dopo che la notizia era già trapelata sull’Agenzia Nova il 2 gennaio.

Ricordiamo anche le dichiarazioni passate di Guerini (i soldi per il Tempest sono nell’Eurofighter Typhoon).

A fine ottobre la Difesa ha pubblicato infatti il Documento programmatico pluriennale (Dpp) per il triennio 2020-2022, il quale non contiene in realtà una prima tranche di finanziamenti per il Tempest.

A differenza dei partner inglese e svedese, l’Italia non ha definito ancora quale finanziamento assegnare al nuovo programma.

Ma secondo Guerini le risorse per il Tempest “sono individuate all’interno del programma operante gli Eurofighter”.

Ora, l’effetto può essere differente a seconda di chi gestirà quella parte di stanziamento del Typhoon. Se fatto in maniera incoerente, l’effetto finale potrebbe anche essere un taglio netto agli sviluppi futuri del Typhoon per ipo-finanziamento accoppiato a un trasferimento netto di fondi in Regno Unito.

Infine, sempre il Dpp 2020-2022 prevede a pag. 96 uno stanziamento pluriennale fino al 2025 almeno. Per il 2020-21 sono previsti €625 milioni: giusto per avere un’idea, in origine sarebbero stati non più di 500-515, ci sono state pressioni pure per ridurre ma sono state rintuzzate proprio grazie all’inquadramento del programma Tempest nell’EF Typhoon (una sorta di garanzia).

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