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Leonardo, ecco i consigli dell’ex Finmeccanica per Draghi su cloud e intelligenza artificiale

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Cosa ha detto il 10 febbraio Roberto Cingolani, chief technology and information officer di Leonardo e ora ministro della Transizione ecologica nel governo Draghi, in audizione in commissione Trasporti alla Camera, nell’ambito dell’esame sul Pnrr, su digitale, cloud e intelligenza artificiale

 

L’Italia è pronta ad affrontare la trasformazione digitale di alto livello?

È l’interrogativo che si è posto Roberto Cingolani, chief technology and information officer di Leonardo, intervenuto il 10 febbraio in audizione in commissione Trasporti alla Camera, nell’ambito dell’esame del Pnrr.

Dal cloud al supercalcolo, dall’intelligenza artificiale alla cyberseucirty passando per la digital manufacturing, sono questi i pilastri individuati dal Cto di Leonardo per la digitalizzazione del paese, dunque qualche giorno prima che fosse nominato ministro per la Transizione ecologica nel governo Draghi.

Riguardo alla bozza di Pnrr, presentata a metà dicembre, “mi pare che più o meno tutte queste cose siano inserite in diversi punti”, ha evidenziato Cingolani. Ma rivolgendosi di fatto all’esecutivo che avrebbe preso il posto del Conte 2 avanzava “un’osservazione di natura tecnica”: “Una trasformazione di questo genere, tenuto conto dei tempi brevi (36 mesi) probabilmente non beneficerebbe uno spezzatino, prediligerei una strategia integrata mantenendo un assetto integrato per la digitalizzazione del paese”.

Ecco tutti i dettagli dell’intervento di quello che fino a pochi giorni fa era il responsabile per l’innovazione tecnologica di Leonardo.

COME SI POSIZIONE L’ITALIA SUL SUPERCALCOLO

“Il Desi posiziona l’Italia tra le ultime cinque/sei realtà digitali europee. È molto importante andare a vedere i punti di debolezza del nostro paese”, ha osservato Cingolani. “A livello di connettività e di servizi pubblici integrati  non siamo particolarmente indietro, ma in media o poco al di sotto della media. Dove c’è un gap considerevole è sulla skill digital del capitale umano, sull’utilizzo dei servizi di internet e l’integrazione delle tecnologie digitali. Non è solo questione di giovani ma anche di operatori e lavoratori che non hanno il necessario aggiornamento sul digitale”.

Per quanto riguarda la capacità di super calcolo di un paese, se nel 2018 non comparivamo nemmeno in queste classifiche, ora siamo cresciuti. Grande accelerazione dell’Italia che nel 2018 non compariva nella classifica, grazie agli investimenti tecnologici di Eni, Leonardo, IIT, e Cineca. Ma l’Europa è ancora troppo piccola rispetto ai paesi asiatici e agli Usa.

EUROPA INDIETRO SUL CLOUD PER LEONARDO

Secondo Cingolani, “il cloud, la capacità di gestire dati e applicare l’intelligenza artificiale a questi dati, ci vede molto piccoli. Sia a livello nazionale sia a livello europeo”.

Il colonialismo digitale statunitense occupa il 69,1% dell’infospazio, spazio del dato, con Amazon, Microsoft, Google e Ibm, una piccola fetta riservata al colosso cinese Alibaba e l’ultima fetta al resto del mondo.

C’è un’occupazione dell’infospazio molto seria dalla supremazia statunitense. Mentre il Pil del mondo è diminuito del 5% nel 2020, i fatturati di Amazon, Microsoft e Google sono saliti a 2 cifre (al 40/50%). Un altro paradosso riguarda Tesla, un produttore di automobili ma che in realtà è molto più simile a una fabbrica digitale che automotive, capitalizza 536 miliardi di dollari ed è grande due volte e mezzo la Volkswagen, la Daimler e la BMW messe insieme.

Come ha sottolineato il Cto di Leonardo “il mercato del Cloud crescerà da 223 BUS$ nel 2019 a 500 BUS$ nel 2023 con un CAGR a 5 years di circa 30%”.

COSA FA L’ITALIA E IL RESTO D’EUROPA?

Usa, Cina e Giappone continueranno la corsa al Supercalcolo, al Cloud e agli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale, che sono pervasivi. L’Ai cambierà radicalmente l’organizzazione sociale, produttiva, sanitaria e militare dei paesi avanzati. La competizione crescerà per il controllo dei sistemi di trasmissione wireless (5G e non solo) e per lo sviluppo della cybersecurity. Tutta questa massa di dati che saranno scambiati dovrà essere infatti protetta.

L’Europa dovrà ridurre il gap, soprattutto in materia di Cloud e di Sistemi di trasmissione wireless. “Ma l’Ue ha lanciato un’offensiva molto forte” sottolineava Cingolani.

IL CLOUD EUROPEO SECONDO LEONARDO

Con l’idea della european digital sovereignty, l’Ue ha lanciato l’iniziativa Gaia-X per il cloud europeo. Dall’altra parte l’Euro HPC per il supercalcolo.

“Quest’ultimo è un tentativo di coordinare infrastrutture, tecnologie e applicazioni per riportare la leadership europea più in alto. Ma se sul supercalcolo siamo indietro ma non indietrissimo, sul cloud dobbiamo proprio recuperare” evidenziava Cingolani.

L’Europa ha preso ha una decisione forte per proteggere il dato sensibile, (c’è un 10% dei dati che è fondamentale per la sicurezza, ovvero il dato sanitario, economico e finanziario, sicurezza).

Il chief technology officer di Leonardo precisa poi che “cloud pubblico, cloud privato e cloud ibrido hanno diverse declinazioni, ma deve esistere uno zoccolo duro di proprietà del dato sensibile da parte dello stato, che protegge i suoi cittadini. Un modello di funzionamento europeo, la compliance per Gaia-X, sancirà regole che i singoli membri dovranno rispettare per essere allineati fin da subito”.

LA PROPOSTA DI LEONARDO PER IL CLOUD E NON SOLO

Da qui il programma di Leonardo per far diventare l’Italia una smart country in 10 anni, “non è una sommatoria di smart city ma qualcosa di più complesso”, puntualizza Cingolani.

Innanzitutto, realizzare un’infrastruttura digitale completa, autonoma resiliente e GaiaX compliant per digitalizzare l’Italia. Se il primo pilastro è il cloud dell’infrastruttura digitale, il secondo è il supercalcolo, poi abbiamo le infrastrutture di intelligenza artificiale, la cybersecurity, la manifattura digitale e poi 5G e rete unica, dove il lavoro è già avanzato.

“Cyber è fondamentale due volte, sia per la quantità di dati che circoleranno, è l’airbag della società civile” rimarcava Cingolani. “Leonardo è in pole position in cyber-security, l’ultima iniziativa riguarda un laboratorio

Il secondo pilastro del progetto Italia digitale 2030 è il lancio di un programma parallelo e integrato per la digitalizzazione che comprenda: global monitoring e surveillance delle infrastrutture critiche, digital health, digitalizzazione della Pa, abilitazione di tutte le tecnologie che avviano la smart city (dal ciclo dell’acqua a quello dei rifiuti) e i grandi progetti di filiera.

Il terzo pilastro del progetto è il lancio di un programma strategico di potenziamento digitale del capitale umano.

Infine, il quarto pilastro è il lancio di un un programma per la leadership nella digital Sustainability. Il digitale non è sostenibile, produciamo il 4% della CO2 (il doppio delle emissioni prodotte dal traffico aereo) con il digitale. Un’idea di sobrietà digitale, soprattutto ora che con il Green New Deal europeo ci sono mille miliardi per progetti innovativi si può guardare alla digital sustainability.

IL MONITO SULLE BIG TECH USA IN GAIA-X

Riguardo la presenza delle big tech statunitensi (da Amazon a Microsoft) in Gaia-X, Cingolani ha messo in guardia i membri dell’iniziativa europea.

“Da questo punto di vista bisogna stare molto attenti all’ingresso dei big del cloud (soprattutto statunitensi) che si alleano a quelle italiane per entrare in Gaia-X. Questo rischia di indebolire, soprattutto sulla sovranità del dato sensibile, di indebolire la nostra partecipazione a livello europeo. Bisogna fare una riflessione importante sul cloud nazionale, anche per essere al tavolo europeo di Gaia-X”.

IL LAVORO DI LEONARDO SUL CLOUD CON ARUBA

Ricordiamo che Leonardo partecipa come “Day -1 Member” in Gaia-X e il gruppo di piazza Monte Grappa intende dare un contributo concreto nello sviluppo dell’ecosistema cloud nazionale.

In quest’ottica si inserisce infatti la recente partnership stretta con Aruba, il più grande cloud provider italiano e leader nei servizi di data center, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, anch’essa “Day -1 Member” in Gaia-X.

La nuova offerta nasce dall’integrazione dei servizi di sicurezza cyber di Leonardo con il cloud di Aruba ed è dedicata a grandi aziende e organizzazioni, Infrastrutture Critiche Nazionali (CNI), Pubblica Amministrazione, Difesa. L’intesa servirà per commercializzare insieme soluzioni cloud sicure rivolte al mercato italiano ed europeo.

L’ESEMPIO DELL’EX FINMECCANICA SUL SUPER CALCOLO

D’altronde un’infrastruttura digitale solida, flessibile e sicura per il rilancio del Paese è il “il denominatore comune” individuato già dall’ad di Leonardo. Alessandro Profumo è intervenuto proprio il giorno prima alla Camera nel corso dell’audizione sul Recovery plan.

“Non è un caso che nel momento peggiore, nell’anno della pandemia Covid, abbiamo fatto un enorme sforzo e investito in una super facility di hpc” ha ricordato Cingolani.  Il nuovo supercomputer di Leonardo, davinci-1, installato a Genova, è il terzo al mondo nel settore dello spazio per potenza di calcolo dopo la Nasa e fra le 10 prime al mondo per strutture private”.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE, ESIGENZA DI FARE POLICY

Infine, riguardo l’intelligenza artificiale, il responsabile dell’innovazione tecnologica dell’ex Finmeccanica ha ribadito “l’esigenza di fare policy, cioè trattare gli aspetti regolatori di questa branca. Innanzitutto dal punto di vista etico, e poi giuridico. Senza dimenticare la questione del reskilling, occorre un investimento pubblico-privato per un aggiornamento continuo del lavoratore, è un cambio di paradigma.”

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