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Ecco cosa farà Leonardo in Cina e Usa

Elettronica Leonardo

Leonardo verso un’intesa per la fornitura di pezzi della fusoliera di un velivolo a lungo raggio in Cina per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco. Nel frattempo, novità anche per la controllata statunitense Drs. 

 

Leonardo punta alla Cina per rilanciare la divisione Aerostrutture.

Come ha riportato domenica il Mattino “da una riunione del Consiglio dei ministri è arrivato l’ok per un’operazione di Leonardo finalizzata alla partecipazione di un contratto con il costruttore cinese Commercial Aircraft corporation of China (Comac)”.

“Le competenze della divisione Aerostrutture di Leonardo sono state riconosciute. Per lo stabilimento di Pomigliano rappresenta la possibilità di rifocalizzarsi su un progetto nuovo che potrà restituire fiducia, soprattutto in una fase che vede ancora qualche difficoltà”, ha aggiunto il quotidiano campano.

“L’operazione è ancora da definire, ma sembrano esserci i presupposti per un esito positivo”, sottolinea il Mattino.

Nel frattempo, giungono notizie positive anche dall’altro fronte dell’Atlantico per l’azienda guidata da Alessandro Profumo.

Venerdì Leonardo Drs, controllata Usa del gruppo, si è aggiudicata un contratto dell’US Air Force per la fornitura di sistemi di electronic warfare. Il valore del contratto quinquennale è pari a 950 milioni di dollari.

Ma le buone notizie dagli Stati Uniti e dalla Cina non accendono il titolo Leonardo che galleggia a Piazza Affari (+0,06% a 6,59 euro), rileva MF.

“La notizia del contratto con l’U.S. Air Force è chiaramente positiva e non scontata. Quella sul possibile contratto con Comac ci ricorda un precedente memorandum of understanding firmato nel 2018 da Leonardo con la cinese Kangde Investment Group, nel quadro del programma di aerei di linea a lungo raggio Comac CR929. Il memorandum of understanding del 2018 non si è tradotto in nulla di concreto. Comunque, riteniamo le due notizie positive e non scontate e sul titolo confermiamo il rating buy e il target price a 9,25 euro”, ha evidenziato Banca Akros, riporta MF.

Ecco tutti i dettagli sulle ultime novità per Leonardo tra Cina e Stati Uniti.

L’OPERAZIONE CON COMAC

L’intesa con il costruttore cinese Commercial Aircraft corporation of China (Comac) prevede la fornitura di sezioni della fusoliera di un velivolo widebody long range.

IL VALORE DELL’OPERAZIONE

Il valore complessivo dell’operazione per Leonardo si aggira intorno ai 2 miliardi di euro.

LAVORO PER IL SITO DI POMIGLIANO D’ARCO

Nello specifico, lo stabilimento della divisione Aerostrutture di Leonardo di Pomigliano d’Arco si occuperebbe della produzione di sezioni di fusoliera.

Come ha ricordato il Mattino, i lavoratori impegnati a Pomigliano sono circa 2500, compresi i 1650 della divisione Aerostrutture.

NOTIZIA POSITIVA PER I SINDACATI…

“I sindacati, che nei mesi scorsi avevano manifestato preoccupazione per i pochi investimenti sottolineando la necessità di un rilancio, giudicano positivamente l’operazione. “È un’opportunità importante” spiega al Mattino Bruno Cantonetti, segretario nazionale e responsabile Uil settore Aerospazio.

Ricordiamo che l’azienda guidata da Profumo ha comunicato a inizio mese che ricorrerà alla cassa integrazione Cigo per i dipendenti della divisione Aerostrutture.

Leonardo ha confermato infatti l’intenzione di coprire i vuoti di lavoro nel 2022 con l’utilizzo della Cigo quale ammortizzatore sociale congiunturale.

Nello specifico l’utilizzo degli ammortizzatori sociali dovrebbe non essere necessario per gli stabilimenti di Pomigliano e Nola nel 2023, un uso parziale potrebbe essere utilizzato nel primo semestre dello stesso anno sullo stabilimento di Foggia. La situazione è più delicata per lo stabilimento di Grottaglie: qui si prevede un utilizzo di ammortizzatori sociali per gli anni 2023 e 2024.

…MENO PER GLI ANALISTI

Il “possibile contratto con Comac ci ricorda un precedente memorandum of understanding firmato nel 2018 da Leonardo con la cinese, Kangde Investment Group, nel quadro del programma di aerei di linea a lungo raggio Comac CR929. Il memorandum of understanding del 2018 non si è tradotto in nulla di concreto” ha sottolineato Banca Akros, ripresa da Mf.

IL MEMORANDUM DEL 2018 DI LEONARDO CON GRUPPO IN CINA

Sempre nel mese di ottobre ma del 2018, Leonardo aveva annunciato infatti di aver firmato un accordo quadro con il cinese Kangde Investment Group per aderire al progetto di un nuovo jet wide-body, una mossa volta ad aumentare la presenza del gruppo aerospaziale italiano in Asia.

L’accordo prevedeva la costituzione di una joint venture — Kangde Marco Polo Aerostructures Jiangsu — responsabile dello sviluppo, della produzione e dell’assemblaggio dei componenti per l’aereo CR929.

A lanciare il programma per il velivolo a lungo raggio ci avevano pensato l’anno precedente la Commercial Aircraft Corporation of China (Comac) e la United Aircraft Corporation (UAC) della Russia.

COSA AVEVA SCRITTO JOHN MILLS SULL’EPOCH TIMES

Quella partnership non aveva accolto il beneplacito di alcuni commentatori statunitensi.

Tanto che quest’anno Edward Luttwak, politologo americano, aveva rilanciato il contenuto di un’analisi del colonnello in pensione John Mills pubblicata sull’Epoch Times. 

“Il 26 ottobre 2018, la Cina, tramite la Commercial Aircraft Corporation of China (Comac), ha firmato un accordo con Leonardo (proprietaria di Alenia) per lo sviluppo del CR929, essenzialmente l’equivalente cinese del Boeing 737″, aveva sottolineato Mills, aggiungendo che Comac “ha a sua volta avviato una joint venture con la United Aircraft Corporation (Uac) della Federazione Russa”

“Nell’ambito del programma di fusione civile-militare, il Pcc è solito creare costantemente società nuove o leggermente diverse, quindi il legame di Comac/Uac con Leonardo/Alenia, che produce al contempo parte del Boeing 787, dovrebbe essere considerato un pericolo per la proprietà intellettuale della Boeing”, aveva bollato l’intesa con Comac il colonnello americano.

IL CONTRATTO SUL FRONTE MILITARE PER DRS

Ma Leonardo non guarda solo alla Cina.

Venerdì scorso la controllata americana Drs ha annunciato l’aggiudicazione di un contratto dalla U.S. Air Force relativo alla fornitura di sistemi di electronic warfare. “Il valore del contratto è pari a 950 milioni di dollari e andrà spalmato su 5 anni (circa il 7% del fatturato annuo). Nel 2020 Drs ha riportato una raccolta ordini pari a 3,1 miliardi (1,43 miliardi nel primo semestre di quest’anno). Il contratto rappresenta il 6% degli ordini stimati per il 2021 da Leonardo (14 miliardi)” ha ricordato MF.

IL COMMENTO DEGLI ANALISTI

“Riteniamo che questo contratto facesse parte del soft backlog di Drs, programmi per i quali il gruppo è fornitore unico o ha elevata probabilità di firma, che nelle ultime presentazioni veniva indicato superiore a 10 miliardi di dollari senza indicare il timing per la trasformazione in ordine”, ha sottolineato oggi Equita Sim (rating buy e target price a 8,8 euro confermati sull’azione) ripresa da MF, secondo cui questo contratto potrebbe aiutare la quotazione di Drs.

“Anche per Bestinver Securities si tratta di una notizia positiva per Leonardo che aggiunge maggior visibilità agli ordini di Drs (il contratto pesa per circa il 29% sulla stima del broker degli ordini 2021)”, aggiunge MF. “Ci aspettiamo che Drs continui a rappresentare uno dei principali driver di crescita del gruppo in futuro, grazie a un contesto di mercato americano positivo e al previsto aumento della quota di mercato. Ricordiamo che Drs ha pesato per circa il 24% sul fatturato 2020 di Leonardo”, ha concluso Bestinver, confermando il rating buy e il target price tra 7 e 8 euro sull’azione.

A CHE PUNTO È LA QUOTAZIONE DELLA CONTROLLATA USA

Dunque è ancora in ballo il dossier sull’Ipo di Drs.

A inizio mese Reuters aveva rivelato che l’azienda di Piazza Monte Grappa ha intenzione di quotare la controllata Drs a Wall Street il prossimo autunno. Il colosso italiano dell’aerospazio e difesa venderebbe circa il 20% di Drs, che ha tra i propri clienti principali il Pentagono degli Stati Uniti.

Il progetto di Ipo sospeso a marzo prevedeva il collocamento del 22-25% di Drs per un incasso totale tra 730 e 800 milioni per la controllante che avrebbe mantenuto tra il 75% e il 78% del gruppo americano del settore difesa.

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