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Playstation Studios Sony Microsoft

Le contromosse di Sony all’acquisto di Activision da parte di Microsoft

Sony, innervosita dall'acquisizione di Microsoft, avverte: nel piatto 5 miliardi per fare shopping di studi di sviluppo. E torna prepotente il rumor dell'acquisto della software house di GTA

Per il momento Sony è stata alla finestra, pur lasciando trapelare l’irritazione per l’acquisto di Activision Blizzard da parte di Microsoft (tant’è che senza mezzi termini ha definito l’accordo tra Redmond e Nintendo di fare arrivare anche sulle console di Kyoto la saga di Call of Duty per una decade “fumo negli occhi”). Ma è chiaro che se l’operazione dovesse andare infine in porto (dovranno decidere le autorità sulla concorrenza di Ue, Usa e Uk), la piazza videoludica si farà di colpo molto più piccina. Potrebbe finire di colpo l’era del multipiattaforma e le tre big sul mercato (Sony, Microsoft e Nintendo) potrebbero insomma calcare molto più che in passato sulle esclusive.

OLTRE 5 MILIARDI NEL PIATTO

I soldi per operare una campagna acquisti di tutto rispetto ci sono. La compagnia nipponica ha infatti a disposizione ancora 5,1 miliardi di dollari da investire entro il 2024 per l’eventuale acquisizione di ulteriori studi da aggiungere alla propria scuderia di software house.

Lo ha sibillinamente ricordato il CFO di Sony, Hiroki Totoki, durante una conferenza di Morgan Stanley alla fine del mese di febbraio. La software house nipponica ha un tesoretto di due trilioni di yen stanziati nel 2020 da utilizzare nei tre anni successivi proprio per una ristrutturazione che comporti acquisizioni. Certo, lo yen debole, ai minimi storici, non incentiva le aziende nipponiche a fare spese all’estero (e infatti potrebbe anche guardare all’interno dell’arcipelago giapponese), ma Totoki conferma che restano al momento ancora 0,7 trilioni di yen (pari appunto a 5,1 miliardi di dollari) da utilizzare in questo specifico contesto.

Rispetto a quanto affermato dal CFO, che dal primo aprile sarà anche il nuovo presidente Sony e questo rende le sue parole praticamente un’agenda da attuare, occorre comunque ribadire che da quel fondo non pesca solo la divisione gaming, ma l’intero Sony Group: la compagnia si sta espandendo anche nel settore automotive e potrebbe decidere di ampliare le collaborazioni in quel comparto, ma visto che i PlayStation Studios rappresentano il fulcro delle attività, difficile che restino a bocca asciutta.

SONY DIVORA TAKE-TWO PER RISPONDERE A MICROSOFT?

Anche perché si fa sempre più insistente la voce di corridoio secondo cui Sony vorrebbe comprarsi Take-Two. Si tratterebbe di un colpo non riconducibile per portata economica a quello che Microsoft ha fatto con Activision (il valore del gruppo si assesta attorno ai 20 miliardi, contro ii 70 pagati da Redmond), ma che a livello ludico consentirebbe ai giapponesi di intascare i proventi dai diritti di titoli come NBA 2K, WWE 2K, BioShock, Mafia e soprattutto Grand Theft Auto di Rockstar Games (quest’ultima dal 1998 una sussidiaria di Take-Two) fino a prodotti per casual come Farmville e altri giochi social e mobile di Zynga. Anche in questo caso, per evitare l’accusa di concentrazione, Sony probabilmente opterebbe per mantenere multipiattaforma (ovvero accessibili anche a Microsoft e Nintendo) le IP acquistate.

COSA NON TORNA DEL RUMOR

Ma si tratta solo di voci di corridoio, benché insistenti e di annata, visto che a memoria se ne parla da ben prima dello scoppio della pandemia. Certo è che i soldi a disposizione di Sony al momento basterebbero per comprare solo un quarto di Take Two, perciò è facile che i giapponesi stiano in realtà puntando altre software house più piccine ma non meno redditizie. E, appunto, vista la situazione dello yen potrebbero decidere di guardare in casa…

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