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L’Antitrust Ue darà il via libera a Google su Fitbit?

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Google Fitbit

Secondo Ft, probabilmente Google otterrà l’approvazione dell’Ue per il suo accordo Fitbit da 2,1 miliardi di dollari. Il colosso di Mountain View promette di non utilizzare i dati dei dispositivi indossabili per indirizzare la pubblicità per un decennio

Pare che Big G abbia convinto Bruxelles. Ieri Reuters ha scritto che Alphabet (parent company di Google) otterrà dall’Antitrust Ue l’approvazione per l’acquisto da 2,1 miliardi di dollari di Fitbit, produttore di dispositivi di fitness tracking. Con l’acquisizione Google si prepara ad affrontare Apple e Samsung nel mercato della tecnologia indossabile.

Ma l’accordo, annunciato un anno fa, è stato bloccato dalle preoccupazioni per il suo impatto sulla privacy dei consumatori e sulla concorrenza nel mercato dei dispositivi indossabili.

Secondo Reuters, Google ha fatto alcune concessioni oggi ed è ora sulla buona strada per ottenere l’approvazione dell’Ue.

Ma la Commissione europea, che dovrebbe decidere sull’accordo entro il 23 dicembre, ha rifiutato di commentare. La sua decisione potrebbe arrivare prima della scadenza.

VIA LIBERA DALL’UE?

Come ha riportato anche il Financial Times, Bruxelles è pronta ad approvare l’acquisizione di Google da 2,1 miliardi di dollari per Fitbit dopo le concessioni” ottenute da Mountain View. “Inclusa la promessa di non utilizzare i dati sanitari” raccolti dall’app di fitness per personalizzare gli annunci pubblicitari per un periodo di “10 anni”.

LE CONCESSIONI DI GOOGLE

Google ha confermato di aver inviato una nuova serie di impegni alla Commissione europea, ribadendo un impegno precedente a non utilizzare i dati di salute e benessere Fitbit per la pubblicità. Questo impegno include i dati sulla posizione di qualsiasi attività di fitness.

Inoltre il colosso tecnologico guidato da Sundar Pichai ha dichiarato che fornirà un monitoraggio aggiuntivo dei requisiti di separazione dei dati.

Per ottenere il via libera di Bruxelles, Google ha offerto anche nuove garanzie come permettere che altri dispositivi abbiano accesso ai dati di Fitbit “con il consenso dell’utente, alle stesse condizioni di Google”.

I clienti Fitbit potranno anche continuare a utilizzare servizi come Strava e Map My Run.

L’INTERESSE DI BIG PER IL FITNESS TRACKER

Ma torniamo all’origine. Nel novembre 2019 Google ha annunciato il suo piano per acquistare FitBit. L’accordo tutto in contanti doveva concludersi quest’anno, ma prima è necessaria l’approvazione del regolatore europeo.

LA CONCORRENZA CON SAMSUNG E XIAOMI

All’epoca dell’annuncio Google aveva affermato che grazie alla combinazione con l’hardware di Fitbit aumenterebbe la concorrenza nel settore in cui i giocatori includono Apple, Samsung, Xiaomi, Huawei.

Secondo i dati della società di ricerche di mercato International Data Corp, Fitbit detiene una quota del 3% del mercato globale dei dispositivi indossabili a partire dal primo trimestre 2020, molto indietro rispetto alla quota del 29,3% di Apple, posizionandosi dietro Xiaomi, Samsung e Huawei.

DOVE ERAVAMO RIMASTI

Ma non così in fretta. Ad agosto la commissione europea ha annunciato l’avvio di un’indagine approfondita sul progetto di Google di acquistare Fitbit. I funzionari europei erano “preoccupati” che l’acquisizione avrebbe rafforzato il dominio di Google nella pubblicità online fornendo dati sui consumatori ancora più personalizzati.

TUTTE LE VOLTE CHE LA COMMISSIONE UE HA PIZZICATO BIG G

E non è la prima volta che Google si ritrova sotto la lente di Bruxelles.

A marzo 2019 Google è stata colpita con una nuova sanzione dall’Unione europea da 1,49 miliardi di euro per violazione delle norme sulla concorrenza. Si tratta della terza volta che l’Antitrust europeo bacchetta il colosso di Mountain View.

Nel 2017, la Commissione europea aveva imposto infatti una multa da 2,42 miliardi di euro contro Google a causa del trattamento preferenziale riservato al suo prodotto Google Shopping nelle classifiche di siti di shopping sul suo motore di ricerca.

Prima della multa ricevuta per aver garantito al proprio servizio di acquisti Google Shopping un vantaggio illegale nei confronti dei concorrenti, c’è quella da 5,1 miliardi di dollari nel 2018, per aver abusato della posizione dominante del suo sistema operativo Android.

Il colosso di Mountain View ha fatto ricorso in appello contro tutte e tre le sanzioni.

QUANDO LE PRATICHE DI GOOGLE NON CONVINCONO I CONCORRENTI: IL CASO DI GOOGLE SHOPPING

Proprio riguardo la multa da 2,4 miliardi di euro per Google Shopping il ricorso di Big G non fa ben sperare a favore del colosso di Mountain View. Secondo un recente studio, la revisione compiuta dal gigante della ricerca per garantire ai concorrenti l’accesso alla sua piattaforma di vendita al dettaglio ha fatto poca differenza. Lo ha riportato questa settimana il Financial Times.

Nonostante la modifica della sue pratiche dopo la sanzione per presunti comportamenti anticoncorrenziali ricevuta nel 2017 dall’antitrust europeo, Google sta ancora svantaggiando i rivali dell’Ue.

La ricerca anticipa la decisione del Tribunale dell’Unione europea che dovrebbe pronunciarsi sul ricorso di Google contro la multa entro la fine dell’anno.

I PROSSIMI STEP

Tornando all’acquisizione di Fitbit, i funzionari dell’Ue ora raccoglieranno feedback da concorrenti e consumatori prima di accettare le concessioni di Google. Come sottolinea Engadget, è possibile che Google debba soddisfare ulteriori richieste. In ogni caso, la Commissione deciderà sull’accordo entro il 23 dicembre.

IL CONTROLLO ANTITRUST SU GOOGLE ANCHE NEGLI USA

Ma Google sta affrontando un maggiore controllo antitrust anche dall’altra parte dell’Atlantico.

A luglio il numero uno Sundar Pichai ha testimoniato insieme ai ceo di Facebook, Amazon e Apple davanti al Congresso nel tentativo di convincere i legislatori statunitensi che non sta abusando del suo potere.

Nel frattempo, Google dovrà placare sia la Federal Trade Commission che il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti. Proprio quest’ultimo sta preparando una causa antitrust contro il colosso tecnologico.

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