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Perché Bruxelles ha googlato contro Google

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Terza sanzione per Google dall’Antitrust Ue. Big G dovrà pagare una multa da 1,49 miliardi di euro per abuso di posizione dominante.

Non c’è due senza tre. Google è stata colpita con una nuova sanzione dall’Unione europea da 1,49 miliardi di euro per violazione delle norme sulla concorrenza. È la terza volta che l’Antitrust europeo bacchetta il colosso di Mountain View.

COLPA DI GOOGLE ADSENSE

Negli ultimi anni Google era finita sotto la lente di ingrandimento Ue anche per il predominio nei mercati della ricerca, della pubblicità online e delle piattaforme mobili. Il servizio AdSense consiste nell’inserire su siti terzi una finestrella in cui effettuare le ricerche. Insieme ai risultati, però, l’utente riceve anche le pubblicità collegate, i cui ricavi finiscono a Google.

ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE

Secondo l’Antitrust europeo Google “ha abusato della sua posizione dominante sul mercato imponendo un numero di clausole restrittive nei suoi contratti con siti Web di terzi, impedendo in tal modo ai concorrenti di posizionare la loro pubblicità contestuale su questi siti”.

MULTA AL PARI DELL’1,29% DEL FATTURATO

La multa di 1,49 miliardi di euro rappresenta l’1,29% del fatturato di Google nel 2018 e tiene conto della durata e della gravità dell’infrazione. Con la nuova sanzione, il totale del conto di Google dovuto a Bruxelles ammonta a 8,2 miliardi di euro (9,3 miliardi di dollari). L’ammenda di oggi è stata inferiore rispetto alle due precedenti, dato che Google ha lavorato attivamente con la Commissione europea per modificare le sue politiche di AdSense dopo che l’Ue aveva annunciato l’indagine nel 2016.

L’Antitrust europeo ha imposto al colosso di Mountain View di “porre fine al suo comportamento illegale” e di “astenersi da qualsiasi misura che abbia lo stesso oggetto o effetto equivalente”. Google è anche responsabile di azioni civili per danni che possono essere portati dinanzi ai tribunali degli Stati membri da parte di qualsiasi persona o impresa interessata dal suo comportamento anticoncorrenziale.

LE PAROLE DEL COMMISSARIO VESTAGER

“Google ha consolidato la sua posizione dominante nella pubblicità online e si è protetta contro la pressione concorrenziale imponendo restrizioni contrattuali anticoncorrenziali su siti Web di terzi” ha dichiarato oggi in conferenza stampa Margrethe Vestager, commissario per la politica della concorrenza. “Queste pratiche sono illegali secondo le regole anticoncorrenziali dell’Unione Europea. A causa di questo comportamento, che dura da più di 10 anni, ad altre società è stata negata l’opportunità di competere sulla base dei loro meriti e innovare e i consumatori sono stati privati dei benefici della concorrenza”.

LA TERZA SANZIONE IN DUE ANNI

Dalla multa di 2,7 miliardi di dollari ricevuta nel 2017 per aver garantito al proprio servizio di acquisti Google Shopping un vantaggio illegale nei confronti dei concorrenti, si è arrivati a quella da 5,1 miliardi di dollari nel 2018, per aver abusato della posizione dominante del suo sistema operativo Android. Senza dimenticare che l’anno è iniziato con la multa da 50 milioni di euro – già aggiunti al conto per la prima trimestrale del 2019– imposta dall’autorità francese per la protezione dei dati, Cnil, per violazione degli obblighi Gdpr.

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