Innovazione

La Cina controlla (e censura) i suoi cittadini, anche all’estero

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Sfuggire al controllo e alla censura cinese sembra davvero difficile: Wechat blocca l’invio dei messaggi che possono contenere parole ritenute sensibili. Anche se si scappa dalla Cina

Sfuggire al controllo e alla censura cinese è impossibile. Come racconta Bloomberg, gli utenti della piattaforma di messaggistica istantanea Wechat sono controllati e censurati e non possono sfuggire al sistema anche se lasciano la Cina o decidono di passare a un numero di telefono d’oltremare.

Sì, secondo uno studio della University of Toronto Citizen Lab, gli account Wechat registrati con un numero di telefono cinese sono controllati in qualsiasi parte del mondo. Anche se cambiano numero (e mantengono lo stesso nome utente). Insomma, la Tencent Holdings Ltd. può espandere il servizio di messaggistica più popolare della Cina anche all’estero, pur rispettando i controlli governativi nazionali in materia di informazione. 

“L’idea che non si può sfuggire ad un sistema di censura che viene imposto al momento della registrazione, è preoccupante”, ha detto Jason D. Ng, ricercatore presso il Citizen Lab.

La censura di WeChat in Cina

Cina censuraWeChat conta 846 milioni di utenti attivi. L’azienda censura tutte le notizie e i messaggi ritenuti sensibili e blocca l’invio di tutti i testi privati che contengono determinate parole.

“Negli ultimi anni, Wechat ha subito numerose pressioni normative”, si legge nel rapporto. “Le normative sempre più severe ci hanno portato a sospettare che le comunicazioni su Wechat possono essere monitorate.”

E’ per questo che i ricercatori hanno testato 26.821 parole chiave che erano già state bloccate e censurate su altri siti web, tra cui Weibo Corp. e YY Inc Essi, scoprendo che ben 174 parole ed espressioni, come “Tibet libero” e “ISIS crisi” hanno innescato la censura. In pratica, se queste parole vengono rilevate dai server Wechat, in Cina, il messaggio non verrà inviato.

Non solo chat. La Cina censura anche le notizie

La censura, in Cina, non è certo una novità.  La Cyberspace Administration of China, l’ente statale di supervisione di internet, obbliga i più grandi portali web cinesi a non riportare più notizie originali. La Cina intende avere, come spiega Bloomberg, il pieno controllo delle informazioni che circolano online, censurando qualsiasi cosa che possa danneggiare l’immagine del partito comunista al potere.

Le restrizioni hanno avuto importanti ricadute anche su alcuni dei siti web asiatici più visitati, come Sina, Sohu e Netease, che sono stati chiusi negli ultimi giorni e che dovranno pagare importanti multe per avere «seriamente violato» le regole di internet sui contenuti pubblicati e avere causato «enormi effetti negativi». Di quali contenuti parliamo? Della notizia delle violente piogge che si sono abbattute sul nord-est della Cina nei giorni scorsi, provocando oltre 130 morti e centinaia di milioni di danni per almeno centinaia di milioni di dollari nella sola provincia dello Hebei (vicino Pechino).

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