Innovazione

Just Eat silura Deliveroo (e Assodelivery) sul contratto per i rider?

di

Prosus Just Eat

Just Eat annuncia di voler assumere i rider. Una strategia che spiazza le altre aziende del settore riunite in Assodelivery presieduta da Sarzana (Deliveroo) che avevano firmato un accordo con Ugl di diverso tenore. E in Assodelivery c’è anche Just Eat. Fatti e tensioni nel settore 

Dal 2021 i riders di Just Eat potranno avere un contratto da dipendenti.

Di più: dal prossimo anni i rider di Just Eat verranno assunti con contratto di lavoro dipendente con paga oraria e tutte le tutele assicurate da un rapporto di lavoro subordinato.

Si tratta, ha spiegato Daniele Contini, amministratore delegato di Just Eat Italia, di “un passo ulteriore” rispetto a quanto deciso nel contratto nazionale di lavoro per i rider siglato tra Assodelivery, associazione che rappresenta l’industria italiana del food delivery, di cui fa parte anche Just Eat, e il sindacato Ugl.

Tutti i dettagli.

LE PAROLE DI CONTINI

Just Eat ha deciso, sul fronte dei contratti dei rider, di muoversi in autonomia rispetto alla stessa associazione alla quale aderisce ed offrire, oltre alle tutele previste dal contratto nazionale, un rapporto da dipendente ai fattorini.

“Dal 2021, al più tardi entro il primo trimestre, inizieremo ad offrire ai nostri riders la possibilità di avere un contratto di lavoro dipendente con noi”, ha annunciato il numero uno di Just Eat in una intervista a Economia, inserto del Corriere della Sera.

PAGA ORARIA E RAPPORTO DI ESCLUSIVA

Previste, per i rider, maggiori tutele ma anche maggiori responsabilità: “Oggi con noi lavorano circa 3 mila rider in 23 città. A loro offriremo, dopo un percorso di selezione e di formazione, un contratto di lavoro dipendente, che assorbirà tutte le caratteristiche tipiche del contratto nazionale di categoria, quindi con maggior tutela e maggiori assicurazioni per il singolo rider, che potrà far conto su una paga oraria e non più su una retribuzione a cottimo, così come avviene ora. Dal canto suo, il rider dovrà impegnarsi in un rapporto in esclusiva”, spiega Contini.

RETRIBUZIONE E DETTAGLI ALLO STUDIO

I dettagli del contratto sono allo studio. Ma i rider potranno avere un lavoro da dipendente full time o part time (sia orizzontale che verticale), “con paga oraria e tutte le tutele assicurate da un rapporto di lavoro subordinato”, ha messo per iscritto la società di consegne a domicilio.

UN PASSO AVANTI RISPETTO AD ACCORDO ASSODELIVERY

Just Eat, dunque, ha deciso “di fare un ulteriore passo avanti, ossia di offrire la possibilità a questi rider di diventare lavoratori dipendenti, quindi di ampliare le tutele e i vantaggi che oggi anno”, ha spiegato Contini a Coffee Break, programma di La7, facendo riferimento, in modo implicito, al contratto nazionale siglato tra Assodelivery, associazione presieduta da Matteo Sarzana (general manager di Deliveroo Italy) di cui fa parte anche Just Eat, e Ugl.

JUST PRONTA A FARE IL PASSO

Un passo ulteriore, quello di cui parla Contini, che certamente peserà sui conti di Just Eat.

“Si tratta di un investimento importante, al momento non sono ancora in grado di quantificarlo”, ammette Contini a Coffee Break. Ma, spiega l’amministratore delegato, “è un investimento che siamo pronti a fare dal momento che quest’anno Just Eat è diventata parte di un gruppo molto più grande, Just Eat Take Away, il numero due a livello globale. Il nuovo management ha deciso di investire in questa direzione in Europa e quindi anche in Italia. È una decisione strategica”.

IL CONTRATTO NAZIONALE

E sarà certamente la strategia a spingere l’azienda di food delivery a muoversi in autonomia rispetto alle altre associate di Assodelivery, come Deliveroo, Glovo, Social Food e Uber Eats, tra le altre.

Il contratto nazionale siglato tra Assodelivery ed Uglcriticato dagli altri sindacati e dal ministero del Lavoro – non inquadra i lavoratori come dipendenti, ma ha solo l’obiettivo di aumentare le tutele dei rider che operano come lavoratori autonomi nell’industria italiana del food delivery.

Il contratto, infatti, prevede un compenso minimo pari a 10 euro per ora lavorata. Previste anche indennità integrative, pari al 10%, 15% e 20% in corrispondenza di una, due o tre delle seguenti condizioni: lavoro notturno, festività e maltempo. Nel contratto nazionale è inserito un incentivo orario di 7 euro, anche nel caso di assenza di proposte di lavoro, per i primi 4 mesi dall’apertura del servizio presso una nuova città. Introdotto anche un sistema premiale, pari a 600 euro ogni 2000 consegne effettuate, e norme per la tutela della privacy (qui i dettagli).

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati