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Perché il governo non digerisce Deliveroo, Glovo, Just Eat e Uber Eats

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contratti rider

Tutti i subbugli tra governo, sindacati e aziende attive nel food delivery come Deliveroo, Glovo, Just Eat e Uber Eats

Scontro tra governo e le aziende-piattaforme di cibo a domicilio.

Il ministero del Lavoro critica il contratto collettivo di lavoro siglato nei giorni scorsi tra l’associazione di settore Assodelivery e il sindacato Ugl.

Dall’Ufficio legislativo del ministero del Lavoro retto da Nunzia Catalfo (M5S) è partita una lettera, che stimmatizza e sconfessa quanto firmato due giorni fa tra sindacato Ugl (ex Cisnal) e Assodelivery. È la legge – secondo il dicastero guidato dalla pentastellata Catalfo, “a suggerire la necessità che a stipulare il contratto non possa essere una sola organizzazione”, e “ne consegue quindi che la sottoscrizione da parte di una sola sigla sindacale non sembrerebbe prima facie idonea”.

A firmare l’accordo deve essere una organizzazione sindacale con il requisito “della maggiore rappresentatività comparativa”, e l’Ugl non sembra possederlo, secondo HuffPost. Non solo: il contratto firmato pare “consentire un compenso esclusivamente parametrato sulla base delle consegne effettuabili nel tempo unilateralmente stimato dalla piattaforma, ne risulta una ulteriore potenziale tensione con la norma di legge”.

Cosa prevede il contratto? Quali diritti per i rider? Tutti i dettagli dell’accordo tra Ugl e Assodelivery, l’associazione che rappresenta aziende come Deliveroo, Glovo, Just Eat e Uber Eats.

IL COMPENSO MINIMO

Cosa cambia per i rider? Il contratto prevede un compenso minimo pari a 10 euro per ora lavorata.

Previste anche indennità integrative, pari al 10%, 15% e 20% in corrispondenza di una, due o tre delle seguenti condizioni: lavoro notturno, festività e maltempo. Nel contratto nazionale è inserito un incentivo orario di 7 euro, anche nel caso di assenza di proposte di lavoro, per i primi 4 mesi dall’apertura del servizio presso una nuova città.

UN SISTEMA PREMIALE

E ancora. Buona novità per i portafogli dei rider è l’introduzione di un sistema premiale, pari a 600 euro ogni 2000 consegne effettuate.

DOTAZIONI DI SICUREZZA E ASSICURAZIONI

Nel contratto nazionale vengono menzionate le dotazioni di sicurezza, che saranno a carico delle piattaforme (indumenti ad alta visibilità e casco per chi va in bici, che saranno sostituite rispettivamente ogni 1500 e 4000 consegne) e le coperture assicurative contro gli infortuni (Inail) e per danni contro terzi.

FORMAZIONE

I rider dovranno fare formazione con particolare riferimento a sicurezza stradale e alla sicurezza nel trasporto degli alimenti.

TUTELA PRIVACY

Tra i diritti c’è il divieto di discriminazione, le pari opportunità e la tutela della privacy, principi che caratterizzeranno il funzionamento dei sistemi tecnologici delle singole piattaforme.

LE CRITICHE DEI SINDACATI CONFEDERALI

“Quello dei riders è lavoro dipendente per eccellenza: devono consegnare quello che gli dice la piattaforma, quando lo dice la piattaforma e nel tempo stimato dalla piattaforma”, ha detto all’HuffPost Danilo Morini della Filt Cgil. “Tutte le sentenze della giustizia definiscono quello dei rider lavoro subordinato. Non è perciò, come sostengono in solitaria Assodelivery e Ugl, lavoro autonomo”.

Due giorni fa c’è stata una presa di posizione unitaria di Cgil, Cisl e Uil: “Un atteggiamento inaccettabile e incomprensibile di Assodelivery ha portato alla sottoscrizione di un contratto per i Riders con la Ugl pur in presenza di una interlocuzione ed un tavolo sindacale aperto a luglio presso il Ministero del lavoro ed aggiornato a settembre”, fanno saper in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil in merito alla firma del primo contratto collettivo nazionale tra AssoDelivery, associazione che rappresenta l’industria italiana del food delivery a cui aderiscono Deliveroo, Glovo, Just Eat, Social Food e Uber Eats, e il sindacato Ugl. “Si tratta – spiegano i sindacati – di un’operazione che prevede un basso salario in cambio di maggiore precarietà”. Per questo, conclude la nota “chiediamo la riconvocazione del tavolo sindacale in sede istituzionale”

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