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Internet, connessione veloce: la mappa Agcom zona per zona

Connessioni Internet

La mappa di Agcom per aiutare gli italiani nell’annoso problema della connessione veloce ad internet

 

L’Autorità garante delle comunicazioni ha messo a disposizione dei cittadini uno strumento immediato per capire, a seconda della zona interessata, quale sia l’operatore di telefonia mobile capace di garantire una navigazione più veloce rispetto a quelle dei suoi competitor.

Il Garante delle Comunicazioni ha pubblicato il resoconto preliminare della campagna Misura Internet Mobile 2016, i primi risultati della attività di “rilevazione e valutazione della qualità di servizio relativa alle connessioni dati a banda larga per le reti mobili italiane” basate su test realizzati sugli utenti.

I dati, prendono in considerazione il periodo che va dal 4 ottobre 2016 all’8 marzo 2017.  La ricerca si è concentrata sulle effettive velocità medie delle reti 3G e 4G italiane di TIM, Vodafone, Wind e 3 Italia. Sebbene Wind e 3 Italia si siano uniti in un’unica società, le reti sono ancora distinte e quindi le rilevazioni fanno riferimento ad entrambi i soggetti come se fossero entità separate.

Connessione veloce internet: qualche dato

Sono stati analizzati  i dati registrati  con smartphone LTE (category 4) basati su Android, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria che va dalle 8,00 alle 20.00 e prendendo a campione una media di tre città per Regione, arrivando così a effettuare i test su 40 città italiane.

Il test sulle reti 4G è avvenuto in 10 città (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Verona), mentre quello sulle reti 3G su 30 città (Catania, Messina, Padova, Trieste, Taranto, Brescia, Prato, Reggio Calabria, Modena, Parma, Perugia, Cagliari, Salerno, Sassari, Latina, Pescara, Trento, Terni, Bolzano, Novara, Ancona, Udine, Pesaro, La Spezia, Catanzaro, Potenza, Matera, Teramo, Campobasso, Aosta).

Sul fronte 4G la prima è  risultata Vodafone coprendo il 61% del traffico dati in Italia, seguita da TIM (58%), da 3 Italia (38%), mentre Wind, rimane la più debole con solo il 29% del traffico generato dai propri clienti in 4G. 

Sul 3G invece le cose cambiano, e proprio Wind sbaraglia la concorrenza piazzandosi prima con un (71%), seguita da 3 Italia (62%), da TIM (42%) e in ultima posizione Vodafone (39%).

La velocità media in 3G registrata nelle città monitorate è stata di 9,5 Mbps in download e di 2,9 Mbps in upload, con variazioni  di piccola entità relative alla popolosità dei territori.

Il Friuli di Venezia Giulia si è classificato al primo posto a livello regionale con una media di 11,4 Mbps in download, mentre all’ultimo troviamo la Sardegna con 6,8 Mbps.

In una panoramica generale, emerge che la velocità di download del 4G in Italia è di 28 Megabit. È una crescita del 23 per cento in un anno, ma la velocità reale degli utenti corrisponde a  un quarto di quella venduta dagli operatori

Si sta comunque arrivando al passaggio definitivo al 4G, utilizzato da oltre il 90% della popolazione italiana. Per una questione di attendibilità statistica, l’Autorità non pubblica una classifica operatori con la media nazionale o cittadina della velocità. 

internet (1)Sono state pubblicate inoltre dall’AGCOM anche tabelle che riguardano i rilevamenti dinamici, quindi in movimento su auto in città e fuori città. Il dato più significativo è quello legato al 3G:

Durante gli spostamenti il segnale perde una media del 20-30%, mente per il 4G la situazione sembrerebbe invariata.

In attesa del 5G

La tecnologia 5G sta iniziando a muovere i primi passi, ma stenta a decollare. L’ultima generazione della connessione mobile, in grado di sostenere una connessione sempre più veloce e a portata di tutti, dovrà aspettare ancora 10 anni per prendere il sopravvento.  Secondo il report Global Mobile Trends 2017, infatti , pubblicato in occasione del Mobile World Congress Americas, i tempi ancora non sarebbero maturi.

Internet 5G e Italia: al via la sperimentazione

Anche l’Italia comunque vuole puntare sul nuovo mercato. Il Governo ha dato il via libera alla sperimentazione dell’internet 5G nelle città di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. Se i progetti daranno i frutti sperati, allora questa tecnologia sarà resa disponibile su tutto il suolo nazionale. I progetti, al momento coinvolgono solo 5 città. È prevista una fase pre-commerciale, una sorta di test, in cui non tutti potranno avere accesso alla tecnologia. La fase di sperimentazione dovrebbe avere fine nel 2020. Solo dopo inizierà la vera rivoluzione.

Agcom: bollette telefoniche tornino a 30 giorni

La stessa AGCOM pochi giorni fa ha deciso di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche. L’Italia è l’unico  Paese in Europa in cui le bollette telefoniche vengono calcolate su una media di 28 giorni e non nell’arco dei 30. Questo calcolo comporta il pagamento di ben 13 bollette in un anno rispetto alle 12 canoniche.

Per ora la sanzione  riguarda soltanto gli operatori delle reti telefoniche fisse, e l ammontare sarà all’incirca sui 2,5milioni di euro. Una cifra molto bassa rispetto al guadagno ricavato dalla tredicesima bolletta.

smartphoneAl fine di garantire massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti – spiega l’Agcom in una nota – nonché il controllo dei consumi e della spesa garantendo un’unità standard (mese) del periodo di riferimento delle rate sottostanti a contratti in abbonamento per adesione, con la delibera 121/17/CONS l’Autorità aveva infatti stabilito nel marzo scorso che per la telefonia fissa e per le offerte convergenti l’unità temporale per la cadenza delle fatturazioni e del rinnovo delle offerte dovesse avere come base il mese o suoi multipli.  Al termine delle verifiche effettuate da Agcom, è risultato che gli operatori menzionati non hanno ottemperato alla delibera dell’Autorità.

Agcom sta inoltre valutando l’adozione di ulteriori iniziative, anche per evitare che le condotte dei principali operatori di telecomunicazioni possano causare un effetto di “trascinamento” verso altri settori, caratterizzati dalle stesse modalità di fruizione dei servizi.

Sul versante “mobile” invece non è ancora stato fatto nulla per buona pace delle compagnie telefoniche che si stanno concentrando sullo sviluppo della connessione 5G.

Federica Maria Casavola

 

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