La società statunitense di microchip Intel – un tempo il colosso indiscusso del settore, ma oggi in difficoltà – spenderà 14,2 miliardi di dollari per riacquistare una quota del 49 per cento di una fabbrica in Irlanda che aveva venduto due anni prima al fondo di private equity newyorkese Apollo Global Management. Nel 2024 il fondo aveva speso 11,2 miliardi per quella quota.
UN CAMBIO DI ROTTA?
L’accordo è significativo perché potrebbe rappresentare l’inizio di un cambio di rotta per Intel, che nel 2025 si era concentrata piuttosto sul contenimento dei costi: l’amministratore delegato Lip-Bu Tan, in carica dal marzo dell’anno scorso, ha tagliato molti posti di lavoro, sospeso i piani di espansione e lavorato alla cessione di alcune attività.
Intel, infatti, non è più quella di una volta: negli ultimi anni non si è dimostrata in grado né di evolvere le proprie tecnologie produttive né di cavalcare l’onda dell’intelligenza artificiale, che invece ha fatto la fortuna di aziende come Nvidia, ad esempio. La sopravvivenza della divisione manifatturiera è ancora a rischio, e si pensa che per mandarla avanti la società abbia bisogno di un contratto con un grosso cliente.
D’altra parte, Intel è riuscita a migliorare la sua credibilità di fronte al mercato grazie a una serie di investimenti da parte del governo degli Stati Uniti (9 miliardi di dollari), della holding giapponese SoftBank (da 2 miliardi) e della già citata Nvidia (5 miliardi).
I PIANI DI INTEL PER L’IRLANDA
Secondo Bloomberg, il riacquisto della quota nella fabbrica irlandese riflette “la crescente fiducia di Intel nelle proprie attività, nonché la convinzione che i suoi prodotti possano svolgere un ruolo più importante nel boom della spesa per le infrastrutture di intelligenza artificiale”.
L’impianto in questione, chiamato Fab 34, si trova nelle vicinanze di Dublino ed è il principale sito produttivo della società in Europa, dedicato alla manifattura di computer e processori per i server. Intel possiede circa cinquemila dipendenti in Irlanda e l’anno scorso aveva comunicato di volerne licenziare duecento.
Essendo ridiventata l’unica proprietaria della fabbrica irlandese, Intel sarà la sola a trarre beneficio da un’eventuale crescita delle entrate e dei profitti dello stabilimento. Al momento Fab34 è dotata della tecnologia manifatturiera Intel 4 e Intel 3, ma verrà prossimamente introdotta la nuova tecnologia 18A.
I RISULTATI DI INTEL
Intel ha chiuso il 2025 con 37,4 miliardi di dollari in liquidità e investimenti a breve termine. Nel quarto trimestre dell’anno scorso ha rimborsato 3,7 miliardi di dollari di debiti e si è impegnata a estinguerne altri quando giungeranno a scadenza nel 2026 e nel 2027.
Lo scorso luglio Intel aveva fatto sapere di aver abbandonato i progetti per l’apertura di fabbriche in Germania e in Polonia. La società si sta focalizzando sugli Stati Uniti, dove è considerata rilevante per la sicurezza nazionale: è infatti una delle poche aziende americane attive sia nella progettazione che nella fabbricazione di semiconduttori. Se Intel dovesse riuscire a potenziare le sue capacità manifatturiere, quindi, potrebbe aiutare a ridurre la dipendenza americana dai produttori esteri, in particolare dalla compagnia taiwanese Tsmc.







