Ci sono voluti 14 anni dal suo lancio, ma alla fine Google ha aperto il proprio Play Store, la piattaforma digitale da cui scaricare le app sui device con sistema operativo Android, a metodi di pagamento esterni.
EPIC GAMES HA APERTO IL GOOGLE PLAY STORE
Merito dell’epica, come l’abbiamo più volte ribattezzata proprio su queste pagine, battaglia legale portata avanti nell’ultimo lustro da Epic Games, software house americana che s’era visto bandire dalla vetrina digitale il proprio popolarissimo videogame Fortnite in quanto aveva deciso di non sottostare alle rigide regole di Mountain View.
Ora invece almeno nel Regno Unito, nei Ventisette Paesi del club comunitario più Islanda, Liechtenstein e Norvegia (resta fuori la Svizzera) si cambia musica. Anzi, si accettano nuovi metodi di pagamento che potranno appunto essere alternativi a quello fin qua imposto dal colosso statunitense. Una vittoria non tanto per gli utenti quanto soprattutto per gli sviluppatori le cui app ambiscono ad affollare gli scaffali virtuali del negozio digitale.
COSA CAMBIA SUL FRONTE COMMISSIONI
Gli sviluppatori, soprattutto, beneficeranno di un abbassamento delle commissioni, ovvero della quota che Google trattiene per sé per fare in modo con la sua piattaforma che domanda e offerta si incontrino: fino al primo milione di dollari di ricavi annuali saranno del 10% e non più del 30%. Questo varrà indipendentemente dal metodo di pagamento scelto. Oltre il milione molto dipenderà invece dalle tipologia della transazione con le nuove disposizioni che paiono incentivare il rinnovo automatico.
Google ora distinguerà tra nuove installazioni (le app installate dopo l’entrata in vigore delle nuove regole nel relativo mercato) e installazioni esistenti per le quali ci sarà un 5% di costo extra per chi continuerà a fare ricorso a Google Play Billing, ovvero il metodo di pagamenti integrato del Play Store. Chi si affiderà a metodi esterni non dovrà pagare questa commissione, ma altre comprese tra il 10 e il 15%. Mountain View intende inoltre fidelizzare gli sviluppatori facendoli aderire ai programmi Level Up e Apps Experience che garantiranno degli sconti a chi raggiunge determinati standard mantenendo bassi i tassi di crash e garantendo una maggiore compatibilità con l’ecosistema Android adottando le funzionalità raccomandate dall’azienda.






