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Google smette di sognare. E ferma i progetti meno redditizi

Google

Dopo aver mandato in pausa Google Fiber, la casa di Mountain View decide di tagliare i rubinetti anche alla divisione Google droni e al progetto Ala

Addio ai droni Google? Se è vero che nei gironi scorsi gli ultimi quadricotteri realizzati dalla casa di Mountain View hanno spiccato il volo, è anche vero che la squadra dedita a questa tecnologia ha iniziato a rallentare sui propri progetti. E non solo: sembrerebbe che sia stato già avviato un taglio di organico. Anche Google ha smesso di sognare, in funzione del budget? A quanto pare sì, visto che quella dei droni non è certo la prima divisione a cui chiude i rubinetti. Ma andiamo per ordine.

Google droni: si ferma il progetto Ala

La divisione Google droni, dopo aver perso, nel mese di ottobre, il responsabile di progetto Dave Vos, sembra aver fatto un passo indietro sui nuovi progetti. Non solo le assunzioni sono congelate e Alphabet ha bocciato una partnership con il gigante del caffè Starbucks Corp., ma sembrerebbe anche che la casa di Mountain View abbia chiesto ad alcuni dipendenti di cercare lavoro in altre divisioni e settori.

Il taglio del personale, come spiega Bloomberg, fa parte di un piano più grande che dovrebbe aiutare Alphabet a contenere la spesa sui progetti non prioritari, senza dover rinunciare completamente a questi. Certo, resta da vedere se anche con poco personale e poco budget a disposizione, Google riuscirà a trasformare i progetti più sperimentali da scommesse rischiose (e in perdita) a imprese reali e di successo.

Google droni

Fino ad oggi, la divisione Google droni sembrava dare i suoi frutti. Nel mese di Agosto, infatti, il progetto Ala aveva ricevuto l’Ok da parte della Casa Bianca per testare i quadricotteri anche sul fronte delle consegne a domicilio e ,nel mese di settembre, Google aveva annunciato una partnership con Chipotle Mexican Grill Inc. per la consegna di cibo via drone al Virginia Tech.

“Il Progetto Ala ha il potenziale potrebbe rivoluzionare il modo in cui le cose vengono spostate nel mondo”, aveva commentato un portavoce della divisione dedicata. Ora, però, la rivoluzione sembra essersi fermata. O quanto meno rallentata. E il fatto che non ci sia ancora un nome per il successore di Dave Vos ne è la testimonianza.

Non solo Google droni. Alphabet rallenta anche sulla fibra

In tempi di revisione di budget, la casa di Mountain View ha deciso di di mettere in pausa il suo progetto per portare la fibra ottica nelle città americane. Google continuerà a offrire connessione a Internet in otto città americane (Atlanta, Austin, Charlotte, Kansas City, Nashville, Provo, Salt Lake City e The Triangle), e prosegue la programmazione per intervenire a Huntsville, Irvine, San Antonio e Louisville, ma di fermano i piani per portare la fibra a Chicago, Dallas, Jacksonville, Los Angeles, Oklahoma City, Phoenix, Portland, San Diego, San Jose e Tampa. Non solo: il big tecnologico ha deciso di tagliare (o ricollocare) il 9% della forza lavoro che si occupava di internet superveloce.

Anche questa scelta è, come anticipato, dovuta a questioni di budegt. Lo scorso anno quando Google ha riorganizzato le sue divisioni, è stata divisa in due parti ben distinte: una che produce denaro e una che il denaro lo spende. Della prima ne fanno parte il motore di ricerca e Youtube, core business dell’azienda. Della seconda ne fanno parte il famoso laboratorio moonshot, X, la sezioni droni, Nest e Google Fiber.

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