Innovazione

Ecco come Google cestinerà i cookie

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Google Chrome cookie

Tutte le ultime novità di Google sull’eliminazione dei cookie di terzi parti

 

Internet Cookie-free per Google.

I cookie sono un modo per i siti Web di tracciare gli utenti online per offrire loro annunci più personalizzati.

A gennaio 2020 Google aveva annunciato l’intenzione di Chrome di lavorare per il superamento dei cookie di terze parti entro il 2022. Da quel momento il colosso di Mountain View si è dedicato all’iniziativa Privacy Sandbox, il progetto aperto al settore per andare verso un web che tuteli la privacy delle persone consentendo il targeting di alcuni annunci con una raccolta di dati meno specifica.

A un anno di distanza, Google chiarisce che una volta eliminati i cookie di terze parti non creerà identificatori alternativi per monitorare le persone mentre navigano su Internet, né li userà nei suoi prodotti.

Ma l’ecosistema pubblicitario che conosciamo oggi — del valore di 330 miliardi di dollari a livello globale — non esisterebbe senza i cookie. Google sta cercando dunque di bilanciare le crescenti richieste dei consumatori attenti alla privacy con le esigenze finanziarie di sviluppatori e inserzionisti.

Come puntualizza Axios, gli sforzi per la privacy di Google stanno avvenendo insieme ai cambiamenti radicali di Apple. Il colosso di Cupertino introdurrà un nuovo requisito per gli utenti che dovranno concedere l’autorizzazione esplicita alle app per tracciarle su Internet. I colossi tecnologici cercano così di anticipare la resa dei conti sulla privacy con i regolatori di Stati Uniti e Europa sui dati online.

Tutti i dettagli.

VIA I COOKIE DI TERZE PARTI DAI PRODOTTI WEB DI GOOGLE

“Mantenere un Internet aperto e accessibile a tutti richiede a tutti noi uno sforzo in più per proteggere la privacy e ciò significa porre fine non solo ai cookie di terze parti, ma anche a qualsiasi tecnologia utilizzata per tracciare le singole persone mentre navigano sul web”, si legge nel post sul blog firmato da David Temkin, Director of Product Management, Ads Privacy and Trust di Google.

Per decenni gli inserzionisti hanno fatto affidamento sui cookie per tracciare gli utenti sul Web e targettizzarli con annunci pubblicitari, in particolare su desktop. Ma negli ultimi anni gli esperti di marketing hanno iniziato ad abbandonare l’uso dei cookie a favore di metodi migliori (e più sicuri) per tracciare le persone sul Web.

Seguendo i rivali browser web Apple e Mozilla, anche Google intende rimuovere i cookie di terze parti sui suoi prodotti web, come annunciato l’anno scorso.

GOOGLE NON SVILUPPERÀ IDENTIFICATORI ALTERNATIVI

“Spesso ci viene chiesto se Google si unirà ad altri attori che intendono sostituire i cookie di terze parti con identificatori alternativi a livello di utente nel settore della tecnologia pubblicitaria. Oggi vogliamo chiarire che una volta eliminati gradualmente i cookie di terze parti, non creeremo identificatori alternativi per monitorare le persone mentre navigano su Internet, né li useremo nei nostri prodotti”, ha dichiarato David Temkin di Google tramite post sul blog.

COSA FARÀ BIG PER IMPEDIRE IL MONITORAGGIO DEGLI UTENTI

In futuro i prodotti web di Google “funzioneranno grazie ad API che preservano la privacy e che impediscono il monitoraggio individuale, pur continuando a fornire risultati efficaci per inserzionisti e publisher”, assicura il colosso di Mountain View.

“Le persone non dovrebbero essere costrette ad accettare di essere tracciate mentre navigano online per poter ricevere pubblicità pertinenti. Così come gli inserzionisti non hanno bisogno di monitorare i singoli consumatori sul web per ottenere dei vantaggi in termini di prestazioni della pubblicità digitale.

L’INIZIATIVA PRIVACY SANDBOX

L’alternativa web di Google, nota come Privacy Sandbox, consente il targeting di alcuni annunci con una raccolta di dati meno specifica. Come parte di questa soluzione, l’azienda ha sviluppato una tecnologia chiamata Federated Learning of Cohorts (FloC) che consente agli inserzionisti di rivolgersi a gruppi di persone con interessi simili piuttosto che a singoli individui.

“I progressi fatti in ambito di aggregazione, anonimizzazione, elaborazione sui dispositivi e altre tecnologie per la tutela della privacy offrono un percorso chiaro per la sostituzione degli identificatori individuali. I nostri ultimi test sulla tecnologia FLoC mostrano un modo per eliminare efficacemente i cookie di terze parti dalle tecniche pubblicitarie, rendendo anonimi i singoli individui all’interno di grandi raggruppamenti di persone con interessi simili (coorti)”.

LE TEMPISTICHE

Come riferisce la nota della società, “Chrome intende rendere disponibili le coorti basate su FLoC per test pubblici nella prossima release di questo mese, mentre prevediamo di iniziare a testare le coorti basate su FLoC con gli inserzionisti di Google Ads nel prossimo trimestre”.

L’EFFICACIA

Secondo Google  questo sistema è efficace al 95% nel targeting degli annunci come i cookie di terze parti.

SUPPORTO ALLE RELAZIONI CLIENTI-AZIENDA

Inoltre, sempre Google riconosce che “per ogni azienda, lo sviluppo di solide relazioni con i clienti è sempre stato fondamentale per costruire un business di successo. Continueremo a supportare questo tipo di relazioni sulle nostre piattaforme pubblicitarie, in modo che i partner possano stabilire un collegamento diretto con i propri clienti. E approfondiremo il nostro supporto per soluzioni che si basano su queste relazioni dirette tra i consumatori e i marchi – o i publisher”.

Ma non tutti i publisher hanno relazioni con i clienti abbastanza forti da raccogliere tali dati. Alcuni rischiano di rimanere paralizzati senza la possibilità di utilizzare i dati per indirizzare gli annunci alle utenti, ha notato Axios.

MA VANTAGGIO SOLO PER GOOGLE?

Infine, come aveva sottolineato Mashable, i tentativi di Google di limitare i cookie potrebbero anche dare alla società guidata da Sundar Pichai un vantaggio sui concorrenti pubblicitari, soprattutto le aziende pubblicitarie più piccole. Si ridurrà infatti la capacità di terze parti di tenere sotto controllo abitudini e preferenze degli utenti.

Come ha evidenziato Wired, Privacy Sandbox di Google sta attirando anche numerosi controlli normativi. “L’8 gennaio, la Competition and Markets Authority (CMA) del Regno Unito ha rivelato che stava indagando sulla Privacy Sandbox insieme all’autorità di regolamentazione della protezione dei dati, l’Information Commissioner’s Office (ICO). Il blocco dei cookie di terze parti in Chrome può dare a Google più potere sull’intero ecosistema”, afferma il rapporto del regolatore britannico. “Queste proposte trasformeranno anche Chrome (o i browser Chromium) nel collo di bottiglia chiave per la tecnologia pubblicitaria”.

Tuttavia, secondo Google questa scelta porterà al superamento di alcune pratiche su cui fanno affidamento le sue linee di prodotto attuali. Alcune organizzazioni potrebbero dover cambiare le proprie attività come conseguenza, ma avrà soprattutto effetti significativi sulle pratiche che impiegherà da qui in avanti. Anche dopo che Big G avrà eliminato i cookie di terze parti sarà comunque possibile continuare a utilizzarli. Solo che Google Ads non continuerà a farlo.

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