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Ecco come la Germania traballa sulla spesa per la difesa

F-35 Lockheed Martin

La Germania ha ritrattato la promessa di aumentare la spesa per la difesa ad almeno il 2% del Pil ma Scholz ribadisce l’importanza dell’acquisto degli F-35A. Fatti, numeri e approfondimenti

 

La Germania fa dietro front sulla promessa di aumentare la spesa per la difesa.

Berlino probabilmente non raggiungerà il suo obiettivo di spendere il 2% del Pil in spese per la difesa quest’anno e resta da vedere se riuscirà a farlo l’anno prossimo, ha dichiarato lunedì un portavoce del governo, come riporta Politico.

Alcuni giorni dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina, il cancelliere Olaf Scholz si era impegnato a raggiungere gli obiettivi di spesa militare da 47 a 70 miliardi euro (il 2% del Pil). Impegno che è in linea con quanto concordato da tutti i membri della Nato nel 2014.

Ma già il mese scorso era emerso che la Germania probabilmente mancherà il suo obiettivo del 2% nel 2023 poiché il normale budget per la difesa di circa 50 miliardi di euro si ridurrà leggermente di circa 300 milioni di euro.

Inoltre, anche i possibili ritardi nell’approvvigionamento di F-35A, che il governo Scholz ha ordinato in 35 esemplari al gruppo aerospaziale statunitense Lockheed Martin per l’aeronautica tedesca, stanno causando ulteriori attriti. La scorsa settimana, il ministero della difesa tedesco ha ammesso in una lettera riservata ai legislatori, visionata da Politico, che l’acquisto dei jet stealth ad alta tecnologia – di cui i primi otto dovrebbero essere consegnati nel 2026 – rischia di essere ostacolato da “ritardi e costi aggiuntivi”.

Il cancelliere tedesco ha ribadito l’importanza dell’acquisto dei caccia statunitensi. Berlino sta diventando di gran lunga il maggior acquirente europeo di prodotti della difesa, ma la Germania sta rifornendosi perlopiù al supermercato d’oltre Atlantico, piuttosto che favorire l’industria europea della difesa. La decisione inoltre ha sollevato interrogativi sul futuro del programma franco-tedesco Future Combat Air System (Fcas). Parigi aveva precedentemente espresso timori che un ordine tedesco per l’acquisto dell’F-35 avrebbe potuto rendere superfluo il progetto Fcas.

LA GERMANIA FA MARCIA INDIETRO SUL BUDGET PER LA DIFESA

Durante una conferenza stampa del 5 dicembre, il portavoce del governo Steffen Hebestreit ha ridimensionato le aspettative per la spesa per la difesa della Germania, dicendo ai giornalisti che l’obiettivo del 2% sarebbe mancato non solo quest’anno, ma probabilmente anche il prossimo anno: “È ancora da vedere se questo [obiettivo] sarà raggiunto” nel 2023, ha affermato Hebestreit, aggiungendo che la sua “cauta aspettativa” era che la Germania avrebbe comunque raggiunto l’obiettivo entro questo periodo legislativo, che terminerà nel 2025.

Le osservazioni del portavoce arrivano tra le crescenti critiche sullo stato delle capacità militari della Germania nove mesi dopo che il cancelliere Olaf Scholz ha annunciato uno Zeitenwende, o cambiamento epocale, nella politica di difesa e sicurezza tedesca, sottolinea Politico.

L’IMPEGNO SUGLI F-35

Nonostante la probabile decelerazione sulla spesa militare difesa, Berlino ribadisce la scelta tedesca di sostituire la sua flotta Tornado con gli F-35 americani. Una mossa non molto gradita al partner francese in quanto rafforzerebbe ulteriormente la presenza americana sul mercato europeo della difesa.

“La Germania sta rifornendosi perlopiù al supermercato d’oltre Atlantico, magari in cambio di maggiore libertà politica sul fronte dell’approvvigionamento energetico e dell’interscambio. Ha infatti già destinato il 40% dell’extra bilancio all’acquisto di prodotti Usa (a cominciare dagli aerei da combattimento Lockheed Martin F-35 e degli elicotteri da trasporto pesanti CH-47 F Boeing) e ora si è fatta capofila dell’ESSI, un progetto di scudo anti-missile che utilizza tecnologia Usa e israeliana, oltre che tedesca” ha evidenziato Pietro Romano.

Il cancelliere Olaf Scholz ha confermato la decisione del governo federale. “La Germania mantiene il suo impegno nel quadro degli accordi di condivisione nucleare della Nato, anche attraverso l’acquisto di aerei da combattimento F-35 con doppia capacità di schieramento”, ha scritto Scholz in un articolo su Foreign Affairs. In questo modo, ha sottolineato il capo del governo federale, la Germania mantiene il proprio impegno negli accordi per il dispositivo di deterrenza nucleare della Nato. Come riferisce il quotidiano Sueddeutsche Zeitung, con l’acquisizione di caccia Eurofighter modificati per la guerra elettronica e degli F-35A, l’aeronautica tedesca (Luftwaffe) sostituirà i cacciabombardieri Tornado che ha in dotazione dal 1980.

In particolare, gli aerei di Lockheed Martin avvicenderanno quelli prodotti originariamente dal consorzio europeo Panavia nel trasporto delle bombe nucleari stanziate dagli Stati Uniti in Germania, presso la base di Buechel in Renania-Palatinato.

RITARDI E COSTI AGGIUNTIVI IN VISTA?

Intanto, montano le polemiche sugli F-35A per la Luftwaffe a seguito della pubblicazione da parte del quotidiano Bild di un documento classificato del ministero della Difesa tedesco. Nel testo, il dicastero avverte che potrebbero esservi “ritardi e costi aggiuntivi” per i caccia di Lockheed Martin, la cui acquisizione ha un valore di 9,9 miliardi di euro. La preoccupazione principale è che la base di Buechel non possa essere ammodernata in tempo per l’inizio delle operazioni di volo, previsto nel 2026. Inoltre, si teme che le autorità tedesche non concedano in tempo utile l’autorizzazione di volo per gli F-35A, segnala Agenzia Nova.

QUESTIONE DI IMMAGINE PER BERLINO

Infine, per il governo tedesco, i ritardi nella spesa per la difesa rischiano di diventare un problema crescente per la sua immagine e credibilità in un momento in cui Berlino cerca di assumere un ruolo maggiore nel garantire difesa e sicurezza sulla scena europea e internazionale.

La marcia indietro sull’obiettivo del 2% della spesa militare potrebbe allontanare nel breve periodo la Germania anche dal diventare il fulcro dell’Europa della difesa.

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