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Foia: come cambia il Freedom Of Information Act

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Sono state annunciate importanti modifiche al Foia: eliminato il silenzio-diniego e modificata la soluzione stragiudiziale dei contenziosi

Il Foia (Freedom Of Information Act) cambia. Il Governo corre ai ripari e promette importanti modifiche nel decreto che regola il diritto di accedere liberamente alle informazioni e ai dati raccolti dalla pubblica amministrazione. In base alle norme del Foia,  la pubblica amministrazione “ha obblighi – come si legge sul sito dedicato Foia4Italy – di informazione, pubblicazione e trasparenza e i cittadini hanno diritto a chiedere ogni tipo di informazione prodotta e posseduta dalle amministrazioni che non contrastino con la sicurezza nazionale o la privacy”.

Le modifiche al Foia sono state annunciate da Marianna Madia, il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione. Da quanto si apprende, il Ministro e la Commissione hanno condiviso le osservazioni di esperti e associazioni sullo schema di decreto che era stato presentato dal Governo e su cui anche il Consiglio di Stato e l’Autorità garante per la protezione dei dati personali avevano espresso alcuni rilievi. Come confermato dal Ministro e in base a quanto si legge nel Parere della Commissione parlamentare per la Semplificazione, sono stati recepiti i suggerimenti avanzati nella lettera aperta al Ministro redatta dall’On. Mara Mucci e firmata da ANORC e da altre importanti associazioni (tra le quali Iwa e Agorà Digitale), nonché da diciassette parlamentari.

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Come cambia il Foia

Le principali novità sul Foia riguardano il meccanismo del silenzio-diniego e la soluzione stragiudiziale dei contenziosi. Il primo tema riguarda il meccanismo per cui nella prima stesura della legge le pubbliche amministrazioni non sono tenute a motivare l’assenza di risposta verso i cittadini che chiedono di accedere agli atti, ai dati e ai documenti della PA: il silenzio-diniego, come suggerito da Anorc, è stato sostituito con un espresso rifiuto con obbligo di motivazione. Le modifiche al secondo punto, invece, eliminano (o almeno dovrebbero) l’onere per i cittadini di pagare di tasca propria un avvocato e di appellarsi ai Tribunali Amministrativi Regionali nel caso in cui le loro richieste non vengano soddisfatte secondo la legge.

“Siamo oggi ad un passo dall’approvazione definitiva del Foia, che per me rappresenta un obiettivo fondamentale della riforma della pubblica amministrazione. Ringrazio le commissioni parlamentari per il lavoro che stanno svolgendo”, aveva annunciato ieri il Ministro Madia su Facebook, precisando che  che si tratta di due questioni a cui teneva personalmente: “[…] punti che consideravo pienamente condivisibili e che mi impegno a sostenere in Consiglio dei ministri, affinché l’Italia possa avere la migliore legislazione possibile”.

“Occorre progettare un modello organizzativo che funzioni, che disegni un nuovo modus operandi scardinando le abitudini ancora legate al mondo analogico e che sia affidato a figure competenti, a veri professionisti della digitalizzazione” dichiara a proposito del Foia l’avv. Andrea Lisi, Presidente ANORC. “Senza una reale digitalizzazione dei processi documentali delle PA, che dovranno essere ripensati in modo serio, sistematico e competente, la trasparenza amministrativa e il diritto a conoscere dei cittadini rimangono una chimera”.

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