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Fintech, cosa farà Apple con la britannica Credit Kudos

Apple Chip

Apple ha acquisito la start-up fintech britannica Credit Kudos, attiva nel settore open banking. Tutti i dettagli

Apple ha acquisito la start-up fintech britannica Credit Kudos.

A riportare per primo la notizia lo scorso 23 marzo è stato il sito specializzato in criptovalute The Block, ripresa poi da Cnbc. Come sottolinea Engadget, una pagina dei termini di utilizzo sul sito Web di Credit Kudos, aggiornata il 21 marzo, rileva che la società è una sussidiaria di Apple. Pertanto il suo collegamento alla politica ora reindirizza al sito Web di Apple.

Secondo The Block, l’acquisizione ha valutato Credit Kudos a 150 milioni di dollari.

Un portavoce di Apple ha affermato a Cnbc che il gigante tecnologico statunitense “acquista di tanto in tanto società tecnologiche più piccole e generalmente non discutiamo del nostro scopo o dei nostri piani”.

Non è ancora chiaro cosa abbia pianificato Apple per Credit Kudos. La società ha fatto importanti passi avanti nei servizi finanziari nel corso degli anni attraverso il suo portafoglio mobile Apple Pay e la Apple Card, una carta di credito lanciata dall’azienda in collaborazione con Goldman Sachs negli Stati Uniti.

Tutti i dettagli.

COSA FA CREDIT KUDOS

Lanciato nel 2015 dai fondatori Freddy Kelly e Matt Schofield, Credit Kudos sviluppa software che utilizza i dati bancari dei consumatori per effettuare controlli del credito più informati sulle richieste di prestito.

TUTTI I NUMERI DELLA FINTECH BRITANNICA

Come ricorda Cnbc, Credit Kudos ha raccolto fino ad oggi un totale di 7,8 milioni di sterline, secondo i dati di Crunchbase. L’azienda ha accumulato perdite per 4,5 milioni di sterline (5,9 milioni di dollari) nell’anno finanziario 2020, il doppio dei 2,2 milioni di sterline persi nel 2019, secondo un deposito della Companies House.

ATTIVA NELL’OPEN BANKING

La società con sede a Londra opera in uno spazio nascente nel mondo della fintech noto come “open banking”, in cui le società di terze parti si collegano in modo sicuro ai conti bancari delle persone per estrarre informazioni ed effettuare pagamenti per loro conto, a condizione che abbiano il consenso per farlo.

L’INCURSIONE DI APPLE NELLA FINANZA

Prosegue così l’incursione del colosso di Cupertino nel settore dei pagamenti digitali. Dopo il suo mobile wallet Apple Pay, nel 2019 la società guidata da Tim Cook ha introdotto negli Usa la Apple Card, una carta di credito che non è una carta (ma lo può diventare su richiesta esplicita). La Apple Card è un dispositivo completamente digitale, che può essere installato sul proprio iPhone, che consente di effettuare pagamenti online ed offline.

Infine, lo scorso febbraio Apple ha annunciato una nuova funzione Tap to Pay per iPhone che consente alle persone di acquistare beni dai commercianti negli Stati Uniti avvicinando i telefoni.

COSA POTREBBE FARE APPLE CON CREDIT KUDOS?

Secondo gli analisti, riassume Forbes, l’acquisizione di Credit Kudos per Apple potrebbe riferirsi a uno di questi quattro scenari. Il primo avviare la Apple Card nel Regno Unito. La seconda ipotesi è che Apple intenda offrire un servizio Acquista ora, paga dopo (Buy now pay later- Bnpl).

Il Times ha ipotizzato che l’acquisizione di Credit Kudos da parte di Apple “è probabile che acceleri il suo passaggio alla tecnologia di pagamento e a prodotti come compra ora, paga dopo”. Terzo scenario per la società di Cupertino è quello di abilitare i pagamenti da conto a conto (A2A) tramite Apple Pay. Infine, potrebbe rappresentare una “semplice” acquisizione tecnologica.

IN ALLERTA AFFIRM, KLARNA E AFTERPAY

Tuttavia, secondo Reuters l’espansione del credito al consumo di Cook dovrebbe preoccupare i player dei servizi Bnpl come Affirm, Klarna e Afterpay, che Block (nuovo nome di Square) ha acquistato per $ 29 miliardi. Apple Pay ha quasi 50 milioni di utenti negli Stati Uniti, secondo eMarketer, dandogli un formidabile punto di partenza da cui partire per lanciare un prodotto con pagamento rateale.

Secondo Bloomberg, Apple sta sviluppando la propria tecnologia per i servizi finanziari nel tentativo di ridurre la dipendenza dell’azienda da sistemi di terze parti. Ovvero il produttore di iPhone gestirebbe la propria elaborazione dei pagamenti, la valutazione del rischio per i prestiti, l’analisi delle frodi e i controlli del credito.

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