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Farmaci e vaccini anti Covid-19, a che punto siamo

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L’agenzia europea Ema lavora per valutare 20 nuovi farmaci e 35 vaccini anti Covid-19. Si muovono anche Cina, Usa, Israele e Russia. L’Italia avvia sperimentazioni di due farmaci e testa un vaccino.

La corsa al vaccino contro il Coronavirus Covid-19 continua. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) è a lavoro per trovare un antidoto capace di scacciare la pandemia: in corso di valutazione ci sarebbero 20 nuovi farmaci e 35 vaccini. 9, invece, i vaccini candidati alla cura della Covid-19 in Cina, dove il governo ha chiesto aiuto all’esercito.

Tutti i dettagli.

20 FARMACI E 35 VACCINI

L’Agenzia europea per i medicinali sta valutano 20 nuovi farmaci e 35 vaccini nella lotta al nuovo Coronavirus, in base a quanto riferito dal direttore esecutivo dell’Ema, Guido Rasi, che ha anche riferito che c’è stato un vertice tra Ema, Fda statunitense e Icmra, la Coalizione internazionale che riunisce 17 autorità di regolamentazione dei medicinali, di cui Rasi è presidente.

Presso l’Agenzia stanno lavorando 300 persone h24 per testare tutti i farmaci possibili.

SI PUNTA A CURE NELL’IMMEDIATO

La priorità è trovare, spiega Rasi, “cure nell’immediato e si prosegue nel contempo senza sosta al lavoro sul vaccino”.

VACCINO ENTRO UN ANNO?

Si tratta, però, di un “vaccino difficile” e servono “dati molto molto rassicuranti”. Forse si potrebbe avere, dunque, “entro un anno. Sarà ancora una fase sperimentale e verranno coinvolte le popolazioni nelle aree più in pericolo”.

CURE IMMEDIATE

Sul fronte delle cure immediate, invece, si stanno valutando “potenziali antivirali e potenziali nuovi farmaci. L’auspicio è avere test clinici più vasti possibili e omogenei per tutta l’Unione Europea”.

ITALIA, ESEMPIO DA SEGUIRE

E su questo fronte, Rasi loda l’Italia: “Vanno eseguiti studi come sta facendo l’Italia. Ovvero su vasti numeri, come per il farmaco contro l’artrite reumatoide, che in un mese darà dati credibili, e ora anche su un altro farmaco simile. Dobbiamo invece scoraggiare tutti gli altri piccoli tentativi locali con altri antiretrovirali, su platee molto residuali di pazienti, a volte anche solo su 20 malati, perché non danno assolutamente alcuna risposta valida in termini clinici”, ha detto il direttore esecutivo dell’Ema.

ITALIA TESTA REMDESIVIR

L’Aifa ha avviato la sperimentazione clinica del  Remdesivir, un farmaco sviluppato come trattamento per la malattia da virus Ebola e le infezioni da virus di Marburg, dell’azienda Gilead Sciences. Ad essere coinvolti nella sperimentazione saranno l’Ospedale Sacco di Milano, il Policlinico di Pavia, l’Azienda Ospedaliera di Padova, l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma e l’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma (qui i dettagli).

TEST SU TOCIMIZULAB

Aifa e Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori di Napoli hanno avviato anche uno studio per valutare l’efficacia e la sicurezza del principio attivo Tocilizumab nella cura della Covid-19. Tocilizumab è approvato nel 2010 negli Stati Uniti per l’artrite reumatoide (qui i dettagli).

VACCINI: ITALIA APRIPISTA

C’è da dire che anche sul fronte dei vaccini l’Italia fa da apripista. L’azienda biotecnologica Takis, che si trova a Castel Romano, vicino Roma, ha ottenuto il via libera a testare il suo vaccino contro Covid-19 sui modelli pre-clinici. È la prima autorizzazione di questo genere in Europa.

“Se i risultati saranno soddisfacenti, il vaccino potrebbe già essere testato sull’uomo nel prossimo autunno”, ha detto l’amministratore delegato dell’azienda, Luigi Aurisicchio.

IL VACCINO

Il vaccino, ottenuto a partire da un frammento del materiale genetico del virus, è in grado di indurre “una forte risposta da parte del sistema immunitario”, rileva la Takis, che si avvarrà collaborazione dell’Istituto Spallanzani di Roma.

ANCHE LA GERMANIA IN CORSA

In corsa in Europa c’è anche CureVac (su cui aveva messo gli occhi Trump), società spin-off dell’università di Tubinga, che ha una sede anche a Boston, che avvierà da giugno 2020 i test clinici 

IN CINA AVVIATI TEST SULL’UOMO

Ad avviare i test è il produttore di vaccini CanSino Biologics, a Tianjin, nel nord-est della Cina, che ha avviato una sperimentazione clinica sull’uomo di sei mesi. Il medicinale è stato sviluppato congiuntamente con l’Accademia di Scienze mediche militari ed utilizza la tecnologia messenger acid ribonucleic (mRNA) che copia il codice genetico del virus.

9 CANDIDATI VACCINI IN CINA

Questo è solo uno dei 9 vaccini candidati in Cina alla cura del Coronavirus. Qui gli scienziati starebbero collaborando con un team di militari, guidato dal Maggiore generale Chen Wei, epidemiologo e virologo presso l’Accademia di scienze mediche militari (AMMS).

LE AZIENDE AMERICANE

E poi ci sono le società americane. Più volte si è parlato dei test avviati da Moderna, che ha inviato il composto vaccinale all’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive (Niaid), per avviare la fase 1 della sperimentazione clinica sulle persone (qui i dettagli).

A lavoro anche Medicago, società biofarmaceutica con sede nella città di Québec (finanziata anche dalla Darpa americana), che si legge in una nota diffusa dall’azienda, ha prodotto con successo una Virus-Like Particle (VLP) del coronavirus in soli 20 giorni dall’ottenimento del gene del SARS-CoV-2.

ANCHE ISRAELE A LAVORO

Gli esperti del Migal Research Institute di Israele, un’organizzazione di ricerca applicata specializzata nei settori della biotecnologia, delle scienze ambientali e dell’agricoltura, fondata nel 1979 nella città di Kiryat Shmona, sta partendo da un vaccino contro il virus della bronchite infettiva, un ceppo di Coronavirus che colpisce il pollame, per sviluppare il vaccino contro Covid-19 (qui i dettagli).

IN CORSA PURE LA RUSSIA

Il Servizio federale russo per la salute e i diritti dei consumatori, Rospotrebnadzor, ha annunciato l’inizio dei test del vaccino contro Covid-19. “Il nostro centro di ricerca ha iniziato a testare un vaccino contro il nuovo coronavirus. In Russia, al fine di prevenire e controllare l’epidemia di Covid-19, il centro di ricerca statale di Virologia e Biotecnologia Vector, che fa capo al Rospotrebnadzor, ha prontamente sviluppato prototipi di vaccini basati su sei diverse piattaforme tecnologiche”, ha detto.

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