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Da Facebook a Google: cosa attende i giganti tech nel 2017

Smartphone Google Facebook

I prossimi 12 mesi saranno difficili per Google, Facebook, Amazon e Uber, tutti in attesa di giudizio da parte delle Autorità Europee

 

Per i colossi tecnologici americani, come Google e Facebook, l’Europa , grazie ai suoi 500 milioni di utenti potenziali, è uno dei mercati esteri più importanti. Da Lisbona a Lubiana, i cittadini europei non riescono più a fare a meno dei video di Youtube, di Amazon e sei messaggi Twitter.

multa apple payMa l’Europa, per i big dell’hi-tech è anche una maledizione. Autorità e politici dei 28 Stati membri, come scrive il New York Times, sono i critici più severi delle attività delle aziende della Silicon Valley. Di mira sia il pagamento delle tasse locali sia la collezione di informazioni che le aziende tech accumulano sui nostri territori.

Queste tensioni Europa-aziende tecnologiche hanno occupato il centro della scena tech nel 2016: Apple è stata condannata a pagare 13 miliardi di euro, pari a circa 13,7 miliardi di dollari, in tasse arretrate al governo irlandese; Google è stato  accusato di favorire alcuni dei suoi servizi digitali rispetto a quelli dei rivali; adUber è stato vietato di operare in alcuni Paesi Ue.

E i 12 prossimi mesi potrebbero esser ancora più dolorosi.  Molte delle indagini avviate nel 2016, infatti, avranno un risultato quest’anno. Se le aziende della Silicon Valley dovessero perdere le loro battaglie, potrebbero essere costrette a cambiare il modo in cui non operano non solo in Europa, ma anche in altri paesi.

Le aziende tech, l’Europa e il 2017

Google

Partiamo da Google. Il colosso deve affrontare una serie di accuse da parte dell’ Antitrust per alcuni suoi servizi di ricerca e per Android, il suo popolare sistema operativo per smartphone. L’Europa accusa Google di favorire i propri servizi rispetto a quelli degli altri, anche se l’azienda di Mountain View ha negato tutto.
I guai di Google, poi, si estendono anche alle imposte. Le autorità francesi, molto probabilmente, decideranno quest’anno se la società deve pagare più di 1 miliardo di dollari in tasse arretrate per le operazioni svolte sul territorio nazionale.

Apple

In cima all’agenda di Apple, nel 2017, ci sarà il suo appello alla multa da 13 miliardi di euro imposta dall’Ue. Anche i legislatori d’Irlanda hanno deciso di ricorrere contro la decisione presa dalla Commissione europea, sostendendo che l’Autorità Antitrust Ue abbai oltrepassato la sua giurisdizione e che Apple non abbia ricevuto un trattamento fiscale preferenziale.

lI caso molto probabilmente assumerà anche un tono politico. Il presidente eletto Donald J. Trump infatti vorrebbe che gli introiti delle aziende americane devono restare in America, e intende proporre il rimpatrio del denaro con un’aliquota ridotta.

facebookFacebook

Il gigante dei social media ha tempo fino alla fine di gennaio per rispondere alle accuse europee che sostengono che facebook abbia tratto in inganno le autorità di regolamentazione, quando ha chiesto l’approvazione per l’acquisizione di WhatsApp.

Non solo. Tra le preoccupazioni di Facebook anche quella delle false durante e del sostegno a gruppi terroristici (il social non sarebbe mai intervenuto realmente e con efficacia per fermare la propaganda Isis sul web). Nel mese di marzo, una task force tedesca presenterà una relazione su come Facebook e altre società di social media abbiano gestito questi problemi.

Uber

L’anno sarà decisivo per Uber. Nel mese di aprile, la Corte di giustizia Europea, dovrà decidere se Uber è un servizio di trasporto o una piattaforma digitale.

Se Uber fosse considerato un servizio di trasporto, dovrà rispettare le regole di un servizio taxi e non potrà più offrire alcuni dei suoi servizi a basso costo. Se la Corte dovesse decidere che si tratta di una piattaforma digitale, la società di San Francisco potrà attivarsi per espandere i rafforzare il suo operato nel Vecchio Continente.

Amazon

Anche il gigante dell’e-commerce è in attesa dei risultati di una lunga indagine che dovrebbe stabilire se l’azienda abbia ricevuto un trattamento fiscale di favore in Lussemburgo, dove ha la sua sede europea.

Amazon ha sempre sostenuto di rispettare le norme fiscali dei Paesi in cui opera, ma la decisione Ue dovrebbe arrivare prima dell’estate e rappresenterà un precedente anche per i casi di McDonald e Starbucks.

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