Sembra già finita, dopo solo qualche giorno, l’avventura claudicante di Emma, l’intelligenza artificiale italiana divenuta in poche ore dal debutto un meme. Chi voleva provarla, incuriosito magari dai molti sfottò che circolano sui social, adesso è destinato ad atterrare su di una pagina che mestamente recita: “Oltre 60.000 chat, grazie per aver giocato con Emma-5”.

L’INATTESO (?) BATTAGE MEDIATICO
Il modello linguistico tricolore aveva fatto parlare di sé per le risposte assurde che dava a ogni singola domanda. Sulla questione era persino intervenuto l’ex membro del Garante della Privacy Guido Scorza, sempre molto attento al mondo dell’innovazione, che si era interrogato se un simile inciampo non rischiasse di macchiare l’intera innovazione tricolore.
#emma mi ha detto che faccio schifo. Pensavo fosse una trovata geniale, invece è tutto vero. pic.twitter.com/9uGIHIwIqy
— GattoVerde (@GattoVerde7) June 24, 2026
Noi stessi, più pragmaticamente, ci eravamo posti il quesito se si potessero ravvisare in casi estremi pure profili di responsabilità di qualche tipo per i suoi sviluppatori – la quotata Egomnia fondata da Matteo Achilli, imprenditore italiano in passato spesso sulle copertine delle riviste – nel malaugurato caso in cui un utente particolarmente fragile avesse deciso di seguire i farneticanti consigli di un modello tanto immaturo, specie quelli più sopra le righe (un internauta sostiene che Emma gli abbia detto che “fa schifo”).

Il nuovo capolavoro di @Egomnia è sempre come tutte le invenzioni di @matteo_achilli: incredibilmente divertente, completamente inutile all'atto pratico, magnificamente raccontato se non conosci minimamente il dominio.
Qualche esempio, perché troppo bello per non condividere: pic.twitter.com/ncX74Eh9BV
— Matteo G.P. Flora (@lastknight) June 23, 2026
COME MAI MATTEO ACHILLI HA SPENTO EMMA
A spiegare il perché dello switch-off di Emma (non che ce ne fosse bisogno) è lo stesso Achilli: “Il nostro primo “mini” modello sperimentale è diventato un caso nazionale. A causa dell’uso improprio renderemo l’accesso a Emma-6 accessibile solo a chi interessato”. Insomma fine dei giochi, o quasi.
Era sperimentale anche il comunicato stampa? pic.twitter.com/tSx2nWIXYF
— Dave L backup (@McGyver_79_bis) June 25, 2026
Una spiegazione però che non convince. Sono infatti numerosi gli utenti che ricordano ad Achilli il lancio in grande stile nelle ore precedenti. Ma ancora più numerosi sono gli internauti che sottolineano gli svarioni di Emma anche di fronte ai quesiti più banali.
"Uso improprio" pic.twitter.com/ZWVJnzNUL2
— Slythel (@Slythel_) June 25, 2026
La “buona” notizia è che il mesto messaggio che oggi campeggia dove un tempo ci si poteva divertire intrattenendo deliranti dialoghi col chatbot italiota lascia la porta socchiusa per un sequel: “Stiamo ora cercando tester per Emma-6: se sei interessato, lasciaci il consenso a ricontattarti”. Questa volta, però, i test sembrano destinati ad avvenire esclusivamente a porte chiuse.





