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Ecco la gara di Qatar e Emirati Arabi Uniti a comprare F-35 (grazie alle mosse di Trump) ma Israele non festeggia

F-35 Turchia

Gli accordi di pace tra i Paesi arabi e Israele si sono di fatto trasformati in una corsa al riarmo, a partire dagli F-35. Le perplessità di Israele. L’analisi di Giuseppe Gagliano

 

Contrariamente alle apparenze, gli accordi di pace tra i Paesi arabi e Israele si sono di fatto trasformati — come era prevedibile in un’ottica di realismo geopolitico — in una corsa al riarmo.

Più esattamente quali sono le implicazioni che questi accordi determineranno su breve medio-termine nello scacchiere mediorientale?

In primo luogo l’amministrazione Trump ha recentemente informato il Congresso della sua intenzione di vendere 50 caccia F-35 per un valore stimato di 10,4 miliardi di dollari agli Emirati Arabi Uniti.

Non sorprende quindi che solo pochi giorni dopo la firma degli accordi di pace, Doha e Abu Dhabi — nel pieno di una crisi diplomatica dal 2017 — abbiano iniziato a competere nell’acquisizione degli F-35 americani, l’ultima generazione di caccia bombardieri, dotati delle più avanzate tecnologie e che hanno, tra l’altro, la capacità di rendersi invisibili ai radar. Questa reazione non deve destare alcuna sorpresa né dal punto di vista storico né tantomeno dal punto di vista geopolitico. Infatti è evidente che se uno dei paesi del Golfo acquisisce gli F-35, tutti gli altri cercheranno di ottenerli anche per contrastare immediatamente la superiorità militare di un paese vicino, per quanto pacifici siano i loro rapporti. Si tratta insomma di ripristinare un equilibrio di potere.

In secondo luogo, per quanto concerne l’accordo di pace in senso stretto, al di là delle implicazioni, questa normalizzazione formalizza agli occhi del grande pubblico diversi anni di collaborazione e talvolta persino complicità tra Israele e i suoi vicini del Golfo secondo una vecchia e intramontabile logica di realpolitik: i nemici dei miei nemici sono i miei amici.

In terzo luogo, questo accordo di pace consente di costituire un avere propria alleanza in ambito politico e in ambito militare sia in funzione anti iraniana che in funzione antiturca. Israele e gli Stati Uniti intendono infatti concludere accordi con altri paesi del Golfo per realizzare una alleanza politico militare anti-sciita. Infatti per gli Stati Uniti — e soprattutto per Israele — l’Iran costituisce un ostacolo alla stabilità e alla sicurezza regionale mediorientale. Il primo ministro Benjamin Netanyahu è convinto infatti che l’Iran minacci l’esistenza stessa di Israele.

In quarto luogo, accanto ad Israele anche la Turchia rappresenta oramai una variabile pericolosa per i paesi del Golfo. La Turchia è riuscita infatti — in pochi anni — a portare in essere una politica di potenza. Ebbene è proprio questa ostilità nei confronti dell’Iran e anche della Turchia che determinerà una vera e propria corsa agli armamenti nel Golfo.

In quinto luogo è difficile negare che si stia profilando all’orizzonte la formazione di un blocco nuovo a livello politico e militare, strettamente alleato con gli Stati Uniti e costituito dall’asse egiziano-saudita-emiratino e al quale si è progressivamente affiancato Israele.

In sesto luogo come viene percepito il riarmo dei paesi del Golfo da parte di Israele? Potrebbe Israele perdere il suo vantaggio militare in Medio Oriente?

Washington ha sempre mantenuto una cosiddetta linea di “vantaggio militare qualitativo” a favore di Israele (diventata legge nel 2008).

Ma gli accordi per la vendita degli F-35 hanno scosso l’alleato israeliano. Benjamin Netanyahu è accusato di aver scambiato la pace a breve termine con la sicurezza nazionale a lungo termine. Oltre agli F-35, gli specialisti della difesa in Israele sono anche preoccupati per la potenziale vendita di sistemi informatici avanzati ai paesi del Golfo. Proprio per questa ragione, un comitato speciale istituito da Netanyahu e dal ministro della Difesa Benny Gantz, intende colmare il gap tecnologico militare con i paesi del Golfo attraverso la consegna da parte americana di elicotteri V-22 Osprey e un con altro squadrone di aerei da combattimento(probabilmente gli F-15).

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