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F-35 e non solo, come si muove Israele tra Usa ed Emirati Arabi

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Dopo l’accordo con gli Emirati Arabi Uniti per l’acquisto di F-35, Israele avrebbe chiesto agli Stati Uniti i caccia F-22 Raptor e l’accesso ai satelliti Sbirs per preservare il vantaggio militare

Vada per gli F-35 agli Emirati Arabi Uniti, ma Israele avanza richieste agli Stati Uniti.

A seguito delle precedenti obiezioni israeliane alla vendita del caccia stealth Lockheed Martin F-35 agli Emirati Arabi Uniti, il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha accettato la vendita. La settimana scorsa ha incontrato il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Mark Esper raggiungendo un accordo.

Ma, in cambio, Israele avrebbe chiesto agli Stati Uniti i caccia stealth F-22 per preservare il proprio vantaggio militare nella regione.

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, gli alti funzionari della difesa israeliana hanno di “rimuovere gli ostacoli” all’acquisto degli F-22 Raptor.

Il caccia Lockheed Martin/Boeing F-22 Raptor è stato progettato per una maggiore capacità di combattimento aria-aria rispetto all’F-35.

Tutti i dettagli.

COME PROCEDE IL CONTRATTO USA-EMIRATI ARABI UNITI PER GLI F-35

Washington ha accettato di considerare la possibilità di consentire agli Emirati Arabi Uniti di acquistare gli F-35 in un’intesa a margine dell’accordo di normalizzazione tra Israele e gli Eau lo scorso agosto.

Dopo che sia gli Eau e il Bahrain ha normalizzato le relazioni con Israele lo scorso 15 settembre, i funzionari statunitensi si sono decisi a procedere alla vendita degli F-35.

Le fonti di Reuters al corrente dei negoziati parlano anche di una data precisa per la firma di una lettera preliminare: il 2 dicembre, giorno della festa nazionale degli Emirati.

LE PROTESTE INIZIALI DI ISRAELE

Israele inizialmente ha espresso dubbi sul fatto che gli Emirati Arabi Uniti ricevessero F-35.

Israele, che ha l’F-35 e l’ha utilizzato in combattimento, si è opposto a qualsiasi altra potenza del Medio Oriente che ottenga l’aereo, citando le leggi statunitensi che dovrebbero mantenere un vantaggio militare nella regione.

Il governo Netanyahu ha fatto dietrofront venerdì dopo che il ministro della Difesa Benny Gantz è tornato da Washington. Lì ha incontrato il capo del Pentagono, Mark Esper, con il quale ha firmato un’intesa per confermare e rafforzare la cooperazione militare

CON IL BENESTARE DI NETANYAHU E GANTZ

Israele non si opporrà dunque alla vendita di caccia F-35 agli Emirati da parte degli Stati Uniti. Lo hanno affermato il premier, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Benny Gantz.

LA RICHIESTA DI ISRAELE IN CAMBIO DELL’APPROVAZIONE

Tuttavia, questo beneplacito non giunge senza contropartita per Israele. Funzionari della difesa hanno confermato a Haaretz che Israele ha chiesto ad alti funzionari americani di considerare la vendita di caccia F-22 all’aviazione israeliana. In modo così da preservare la sua superiorità aerea in seguito all’accordo degli Stati Uniti di vendere gli F-35 agli Eau.

Il resoconto rileva, però, che una tale vendita “attualmente non è sul tavolo”.

L’F-22 RAPTOR

L’F-22 Raptor americano è il caccia più avanzato al mondo. Le precedenti richieste di Israele per gli F-22 sono state bloccate a causa dell’emendamento Obey del 1998, che ha specificamente vietato l’esportazione di F-22.

Ma c’è anche un’altra questione: l’ultimo F-22 è uscito dalla linea di produzione nel dicembre 2011. Come ha sottolineato Forbes, è improbabile che l’Aeronautica statunitense trasferisca volontariamente aerei dalla sua insostituibile flotta di circa 180 Raptor.

O L’ACCESSO AL SISTEMA SBIRS

Ma le richieste di Israele non finirebbero qui.

Secondo Breaking Defense, gli Stati Uniti, pressati dal ministro della Difesa israeliano Benny Gantz a Washington la scorsa settimana, garantirebbero a Israele l’accesso diretto all’attuale costellazione di satelliti a sorveglianza infrarossa SBIRS di rilevamento missilistici. Assicurerebbero inoltre che Israele ottenga piattaforme di difesa critiche in brevissimo tempo utilizzando gli slot di produzione pianificato per le forze armate statunitensi.

Una fonte della difesa israeliana ha riferito a Breaking Defense che mentre l’attenzione è sulla consegna anticipata di piattaforme aeree, l’accordo firmato la scorsa settimana offre a Israele vantaggi “aggiuntivi. Quest’ultimi cruciali per preservare il vantaggio militare qualitativo israeliano nella regione.

Secondo la testata statunitense, l’accordo consentirà a Israele di acquistare alcuni sistemi d’arma “molto speciali” che non sono prodotti da Israele. Ad esempio, sembra che Tel Aviv otterrà “un accesso più profondo ai sistemi avionici centrali dell’F-35”.

ANCHE IL QATAR INTERESSATO AGLI F-35

Nel frattempo, Reuters ha riferito il 7 ottobre che anche il Qatar aveva presentato una richiesta formale per l’acquisto dell’F-35. Ribadiamo che Israele si è sempre opposto alla vendita del caccia a qualsiasi altra potenza del Medio Oriente.

Eppure un ministro del governo israeliano ha fatto sapere domenica scorsa che una vendita statunitense di F-35 al Qatar potrebbe essere possibile nonostante le obiezioni di Israele a un tale accordo.

“Non ho dubbi che se (il Qatar) lo vuole ed è disposto a pagare, prima o poi lo riceverà.” Ha dichiarato a Ynet TV il ministro dell’Energia israeliano Yuval Steinitz.

“Questa è una possibilità che dobbiamo tenere in considerazione”, ha aggiunto. Sostenendo che l’amministrazione degli Stati Uniti “alla fine guarda agli interessi americani”. Specialmente di fronte ai caccia stealth rivali offerti da Russia e Cina.

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