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Dma e Dsa, ecco quanto spendono i Gafam in lobbying a Bruxelles

Websoft Mediobanca

Ora le aziende tecnologiche, in primis i Gafam, spendono più delle industrie farmaceutiche, degli idrocarburi, finanziarie e chimiche in attività di lobbying. L’articolo di Giuseppe Gagliano

Se la scorsa settimana è stata l’occasione per dimostrare la capacità degli europei di agire rapidamente e solidalmente per gettare le basi per la regolamentazione dei giganti digitali (gatekeeper) con l’adozione del Digital Market Act, le manovre di lobbying e influenza dei Gafam [Google (Alphabet); Apple; Facebook (Meta); Amazon e Microsoft] per ridimensionare il testo sono più forti che mai nel 2022.

Mosse per migliorare la loro immagine in Europa, incontri tra i membri della direzione della Commissione europea e rappresentanti dei leader digitali (prima americani, ma anche cinesi), tentativi di diluire i testi… Tutte queste azioni attuate dai Gafam presso la Commissione europea tra il 2021 e il 2022 si traducono in un’esplosione della spesa di lobbying da parte dei giganti del settore.

Se Apple è l’esempio più emblematico poiché ha raddoppiato il suo bilancio di influenza presso la Commissione europea, da 3,5 milioni di euro nel 2019 e nel 2020, a 7 milioni di euro tra il 2021 e il 2022, i Gafam americani investono quasi 100 milioni di euro in azioni di influenza presso la Commissione europea e impiegano 1.452 persone per azioni di influenza a Bruxelles.

In particolare, Google ha investito 6,5 milioni, seguito da Facebook (5,5 milioni), Microsoft (5,5 milioni) e poi Amazon (3,5 milioni). Nei grandi mecenati dell’Europa, possiamo ancora trovare Vodafone, Qualcomm o Ibm…

Le aziende tecnologiche ora spendono più delle industrie farmaceutiche, degli idrocarburi, finanziarie e chimiche. Per la tecnologia digitale, il loro obiettivo non sarebbe più quello di impedire tutte le normative del settore, ma di garantire la massima flessibilità legislativa per preservare il loro modello economico.

Secondo uno studio dell’Osservatorio dell’Europa industriale, circa il 75% dei 271 incontri organizzati dai Commissari europei per discutere del Digital Services Act (Dsa) e del Digital Markets Act (Dma) si sono svolti con aziende tecnologiche.

Questi incontri si sono svolti con la direzione generale Mercato interno del Commissario Thierry Breton (per 107 riunioni), nonché con la commissaria digitale, Margrethe Vestager (102 riunioni). Incontri a cui vanno aggiunti i 24 incontri con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e i rappresentanti dei Gafam.

Con la legge sui mercati digitali (Dma) e la legge sui servizi digitali (Dsa), la Commissione europea vuole limitare il potere dei Gafam. L’industria digitale si oppone e il suo potere di lobbying minaccia di indebolire queste proposte. Pertanto, questo testo, che dovrebbe entrare in vigore nel 2023, sottoporrà i giganti digitali a una forte regolamentazione e rischierà multe elevate per inadempienze fino al 10% del fatturato. Quando l’ultima multa imposta dalla commissione a Google per distorsione della concorrenza era di 2 milioni di euro.

Ma non è solo la potenza di fuoco delle lobby delle grandi aziende tecnologiche il problema: i loro modelli economici minacciano di minare il processo decisionale democratico nelle nostre società.

Il Digital Markets Act e il Digital Service Act sono opportunità politiche per limitare il potere delle principali piattaforme digitali. Gli sforzi per regolamentare l’economia digitale hanno il potenziale per offrire un Internet migliore, al servizio di individui, piccole imprese e comunità.

 

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