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Difesa, come si rincorrono Leonardo e Fincantieri

di

Fincantieri

Leonardo ha sottoscritto un accordo strategico con Intermarine, cantiere navale che sviluppa e produce navi militari e civili, poi Fincantieri ha acquisito una quota di maggioranza di Support Logistic Services (Sls), specializzata nella realizzazione di sistemi di comunicazione satellitare

 

Si rincorrono due campioni nazionali nel settore militare?

“Rincorsa nel senso di competizione? Diciamo che ognuno si rafforza nel proprio campo senza intenti antagonistici”, nota un addetto ai lavori su Leonardo e Fincantieri.

Prima il gruppo della difesa e aerospazio Leonardo ha sottoscritto un accordo strategico con Intermarine, cantiere navale italiano che sviluppa, progetta e produce navi militari e civili e sistemi e componenti navali. Poi il colosso della cantieristica Fincantieri, attraverso la propria controllata Insis, ha acquisito una quota di maggioranza del capitale di Support Logistic Services (Sls), specializzata nella realizzazione, installazione e manutenzione di sistemi di comunicazione satellitare.

Come ha ricordato di recente l’analista Giuseppe Gagliano su Start, “Leonardo è il principale fornitore di Fincantieri, con il quale è partner nella consociata Orizzonte Sistemi Navali”. La joint venture controllata da Fincantieri (51%) e Leonardo (49%) opera nel settore dell’ingegneria e della sistemistica navale, progettando e realizzando unità navali militari, in particolare corvette, fregate e portaerei. “Con questa consociata Fincantieri è in grado di offrire sistemi di combattimento e non solo gli scafi delle navi”.

Ecco tutte le ultime mosse dei due colossi italiani.

L’ACCORDO TRA LEONARDO E INTERMARINE

A metà giugno Leonardo e Intermarine hanno sottoscritto un accordo strategico di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie funzionali alla realizzazione di prodotti di nuova generazione e di collaborazione commerciale volta a perseguire opportunità di business nel mercato navale militare e para-militare.

Obiettivo del lavoro congiunto è la partecipazione ai programmi di nuova generazione e di rinnovo delle flotte di navi cacciamine, di pattugliatori veloci e di navi idrografiche.

Inoltre, i centri di ricerca e gli stabilimenti produttivi italiani delle due società investiranno in robotica, tecnologia unmanned e ingegneria navale, aspetti sostanziali e necessari alla produzione di unità multiruolo sia costiere che di altura.

INTERFERIRÀ CON ORIZZONTE SISTEMI MAVALI?

Ma il recente accordo con Intermarine si concilia con la presenza di Leonardo in Orizzonte Sistemi navali con Fincantieri, almeno a detta del capo azienda.

L’ad di Leonardo Alessandro Profumo, in un’intervista sabato scorso a Milano Finanza, ha precisato infatti che “Intermarine ha una tecnologia, quella della vetroresina, che Fincantieri non ha e che ci permette di competere su base globale e di rispondere a una domanda globale, ad esempio nel settore dei cacciamine, che è estremamente interessante. Quindi sono accordi complementari e non antagonisti”.

COSA FA OSN

In realtà nel settore dei cacciamine, Leonardo è già presente proprio con Orizzonte Sistemi navali (Ons). Con sede a Genova, è un’azienda italiana che opera da oltre 10 anni come integratore di sistema a livello Whole Warship lungo tutto il ciclo di vita della nave. Osn progetta e realizza unità navali militari, in particolare corvette, fregate e portaerei. Provvede quindi anche alla gestione di contratti di fornitura di grandi navi militari.

Osn ricopre il ruolo di prime contractor per l’Italia del programma italo-francese Fremm per la costruzione di 10 fregate per la Marina militare (di cui due vendute all’Egitto invece), con Fincantieri, design authority della piattaforma e con Leonardo, fornitore del Sistema di Combattimento.

Come si legge sul sito web dell’azienda, la consociata è l’integratore di sistema del importanti programmi per la costruzione di unità anfibie e cacciamine sul mercato internazionale.

Inoltre Osn, tramite la società Horizon SAS, partecipa anche al Programma Horizon, nuova collaborazione tra Italia e Francia per la costruzione di 4 fregate per la Marina Militare italiana e francese.

LA MOSSA DI FINCANTIERI NEL SETTORE MILITARE

Nel frattempo, anche Fincantieri ha guardato altrove per sviluppare la propria Divisione Electronics, Systems & Software, recentemente costituita. Una settimana fa il colosso di Trieste, attraverso la propria controllata Insis, ha acquisito una quota di maggioranza del capitale di Support Logistic Services (Sls).

COS’È E COSA FA SLS

Nata nel 1999, i principali settori di attività della Sls sono: la Difesa (Radar/ATC), lo Spazio, le TLC/Comunicazioni Satellitari, il supporto logistico, la progettazione e l’ingegnerizzazione di attrezzature di test per collaudi di apparati analogici e digitali.

“Questa capacità è stata sviluppata e arricchita nel corso degli anni ed ha permesso alla SLS di soddisfare le richieste di numerosi clienti, civili e militari”, si legge sulla scheda aziendale dell’Aiad,  l’associazione che riunisce e rappresenta 121 aziende della difesa, della sicurezza e dell’aerospazio: “In particolare nell’ultimo periodo è notevolmente aumentata la capacità di supporto tecnico su gruppi elettrogeni per l’alimentazione di servo-meccanismi in campo militare”.

Sotto il controllo di Fincantieri, Sls potrà godere di ulteriori garanzie per lo sviluppo del suo piano industriale, intraprendere percorsi di crescita e aumentare ulteriormente il proprio giro d’affari. Dal sito dell’azienda romana risultano come suoi clienti: la Marina militare, l’Esercito, Thales Alenia Space, Mbda, Enav e lo stesso Leonardo.

L’attivismo di Fincantieri nel settore militare fa interrogare gli osservatori sulle reali convergenze del gruppo guidato da Bono con le strategie di Leonardo.

“Rincorsa nel senso di competizione? Diciamo che ognuno si rafforza nel proprio campo senza intenti antagonistici”, nota un addetto ai lavori.

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