Innovazione

Cybersecurity, Ue avvia partenariato pubblico-privato: 1,8 miliardi in 5 anni

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La Commissione europea ha avviato oggi un partenariato pubblico-privato sulla cybersecurity: 1,8 miliardi di investimenti in 5 anni

Un partenariato pubblico-privato per garantire la cybersecurity. È questa la novità avviata dalla Commissione Europea che, partendo da un investimento iniziale di 450 milioni di euro nel quadro del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020, punta a  generare investimenti per 1,8 miliardi di euro da qui al 2020, dotando (o almeno si spera) gli Stati Membri di tutti gli strumenti più efficaci per contrastare gli attacchi informatici e incrementare la competitività nel settore della cybersecurity.

Il partenariato, che fa parte di una serie di nuove iniziative, tra cui la strategia per il mercato unico digitale del 2015, prevede anche la partecipazione di rappresentanti di pubbliche amministrazioni nazionali, regionali e locali, centri di ricerca e università,al fine di sviluppare soluzioni di cyber sicurezza per settori come energia, sanità, trasporti e finanza. Tra gli obiettivi, si legge in una nota diffusa dalla Commissione Europea, vi è anche quello di “rafforzare la cooperazione tra i vari attori del settore dell’IT, di promuovere lo sviluppo dell’economia digitale, di favorire lo scambio di know-how e di agevolare l’ingresso nel mercato alle piccole e medie imprese (Pmi)”.

Commissione Ue

E proprio per le piccole imprese, l’Ue starebbe pensando a dei programmi di finanziamento ad hoc.

Non solo. L’Ue starebbe pensando anche ad un piano di armonizzazione delle regole in tema di certificazione dei prodotti informatici. Ci spieghiamo: ad oggi, una società che opera nel campo delle tecnologie dell’informazione potrebbe affrontare processi di certificazione diversi a seconda del Paese membro nel quale intende proporre i propri prodotti e servizi. L’armonizzazione delle regole potrebbe facilitare il business del settore.

Cybersecurity: l’Italia sotto attacco

Un recente rapporto di Pwc ha evidenziato che almeno 8 imprese europee su 10 hanno subito almeno un incidente nel 2016, con un forte aumento (+38%) degli incidenti in tutti i comparti industriali a livello mondiale.

Sotto attacco anche l’Italia. L’Italia è il secondo paese tra i più colpiti, con 2300 diverse varianti di malware attive nel solo mese di maggio. A denunciarlo è il rapporto sulla cyber security di Check Point Software Technologies Ltd, che ha evidenziato, nel mese di maggio, un aumento delle singole varianti di malware (già aumentate nel mese di Aprile del 50%). A mostrare un aumento (del 15%) delle varianti malware, nel mese di maggio, è il  Threat Index, che indica luogo e tempo dei diversi  cyberattacchi nel mondo.

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