skip to Main Content

Come costruire un drone, con i software Nasa

Drone Flirtey

La Nasa mette a disposizione (gratuitamente) alcuni dei suoi software per la costruzione di un drone 

 

Tutti (o quasi) possiamo costruire un drone. E la Nasa ci aiuta, fornendo gratuitamente, come racconta TechCrunch, la lista degli strumenti (app, tool, libreria di codice) che ognuno può scaricare e utilizzare per la realizzazione del proprio quadricottero. Una buona notizia, soprattutto per le giovani imprese e per gli appassionati di tecnologia che intendono provare a cambiare e conquistare il mercato.

Negli ultimi anni, i droni si sono moltiplicati nei cieli e son diventati strumento essenziale per alcune professioni. Possono trasportare aiuti sanitari, possono farci visualizzare dall’alto una zona in cui dobbiamo lavorare, possono contribuire alla concimazione delle piante. Oppure (quelli di grandi dimensioni), potrebbero trasportare turisti.

Se è vero che il boom dei droni (come quasi tutte le novità tecnologiche) c’è stato negli Usa, è anche vero che anche in Italia cresce il mercato. Approfondiamo insieme. E andiamo con ordine.

Cosa è un drone

Con il termine drone intendiamo un aeromobile a pilotaggio remoto o APR, ovvero un velivolo caratterizzato dall’assenza del pilota umano a bordo. Il suo volo è controllato dal computer a bordo del velivolo, sotto il controllo remoto di un navigatore o pilota, sul terreno o in un altro veicolo.

Come accennato, i settori di impiego di questi gadget tecnologici sono i più disparati: dalle riprese video. all’agricoltura fino alla sorveglianza e la tutela dei beni culturali.

Droni: i numeri del mercato Italiano

XiaomiA fornirci un quadro chiaro della situazione sono i dati del rapporto 2016 presentati dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) in occasione di “Roma Drone Campus 2017”. Sono oltre 2.500 le aziende attive nel settore dei droni in Italia. La maggior parte, ben 1.939, sono operatori che svolgono voli per “operazione non critiche”, cioè che non prevedono il sorvolo di aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani e infrastrutture sensibili.

395, invece, gli operatori che realizzano “operazioni critiche”, che necessitano di alcune procedure per assicurare il necessario livello di sicurezza e 197 quelli che impiegano mini-droni del peso inferiore ai 300 grammi considerati inoffensivi ed utilizzabili anche in aree cittadine.

Con la crescita del mercato, però, cresce anche l’abusivismo: numerose le aziende che perano senza le necessarie autorizzazioni e spesso non rispettando le necessarie norme di sicurezza.

“Il mercato dei droni professionali in Italia è molto cresciuto negli ultimi tre anni, dalla prima pubblicazione del Regolamento dell’ENAC nel dicembre 2013”, spiega Luciano Castro, presidente di Roma Drone. “L’impiego di queste macchine si è diffuso in numerose applicazioni e nelle più diverse professioni, anche se in gran parte vede l’utilizzo di droni costruiti all’estero e soprattutto in Cina. Resta poi il grosso problema dell’abusivismo, cioè di piccole aziende che operano senza le necessarie autorizzazioni e spesso non rispettando le necessarie norme di sicurezza, danneggiando così gli operatori seri e in regola”.

Nuove Regole in arrivo per l’Europa (e l’Italia)

Bisognerà attendere qualche altro mese per avere un regolamento europeo sui droni. A Marzo, come ha affermato Sebastiano Veccia dell’Enac, verranno rilasciati gli NPA, ovvero i documenti di bozza definitiva e si prevede che entro fine anno il regolamento Europeo sarà emanato.

Per l’effettiva applicabilità del regolamento europeo, però, bisognerà attendere, con molta probabilità, il biennio 2019-2020. Una volta entrate in vigore le regole europee, comunque, l ruolo dell’ENAC cambierà: non si occuperà di regole, ma solo del controllo delle operazioni e di oversight.

E ancora: come precisa Veccia, a breve un decreto legge attribuirà ai prefetti / questori la facoltà di emanare di volta in volta notam per vietare il sorvolo di cortei e manifestazioni.

I Software Nasa per costruire droni

LA Nasa, che ha deciso di fornire gratuitamente i software per costruire droni, sarà stata spinta proprio dal numero dei velivoli che abitano i cieli.

Ma quali sono? Ce lo spiega TechCrunch. Il primo software è il Consultative Committee for Space Data Systems File Delivery Protocol, grazie al quale è possibile organizzare invio di file di grosse dimensioni da e verso un velivolo. Se poi il file che vogliamo inviare all’altro velivolo è una immagine, allora la Nasa ci fornisce PixelLearn, un programma per la modifica, che serve a riconoscere e categorizzare un automatico crateri o palazzi.

Il cuore di tanti quadricotteri ed esacotteri è la fotocamera. Ed è per questo che l’agenzia ha scelto di mettere a disposizione di professionisti e appassionati anche JPL’s Stereo Vision Software Suite, un software che potrebbe essere utile per la costruzione di fotocamere stereoscopiche. Grazie a Video Image Stabilization and Registration, poi, chi decide di realizzare un drone può permettere dimantenere stabili le immagini e i video quando c’è turbolenza.

E ancora. La Nasa mette a disposizione anche Cart3D che serve a risolvere problemi di fluidodinamica e Autonomous Precision Landing Navigation System, un programma che combina immagini con mappe bidimensionali.

Droni per trasportare turisti

Parlando di droni, c’è chi pensa anche in grande. Dubai vorrebbe, entro il 2030, che almeno il 25% dei trasporti interni all’emirato avvenga su veicoli autonomi. Edd è per questo che ha pensato ai droni come uno dei mezzi di trasporto principale.

Già da luglio 2017, come ha annunciato Mattar al-Tayer – presidente dell’Autorità dei Trasporti di Dubai, i velivoli inizieranno a trasportare i primi turisti.

Il viaggio sarà confortevole e autogestito. Sì, il passeggero salirà sul drone e autonomamente potrà scegliere dal display LCD la meta turistica dove vuole recarsi, tra una lista di destinazioni predeterminate. Tutto il viaggio sarà invece gestito autonomamente dal drone, supervisionato a distanza da un centro controllo.

I droni come sport…da mondiale

Mentre c’è chi pensa a come fare business grazie ai droni e a come migliorare le attività grazie all’utilizzo di questi, c’è anche chi si è impegnato per far diventare i droni uno sport. Il primo mondiale dei droni si è già tenuto ed ora il prossimo appuntamento è a giugno 2017, quando si terrà il Drone Racing League, durante il quale i migliori piloti del mondo si sfideranno in gare al limite dell’impossibile.

16 piloti affronteranno 6 gare realizzate in collaborazione con Allianz. Tutti coloro che vorranno potrammo vedere la gara sarà su Sky Sport.

Come scegliere un drone

drone intelligenteI dispositivi volanti sul mercato son davvero tanti. Tutti i modelli più moderni son dotati di giroscopi e sensori vari che permettono un buon controllo del dispositivo a distanza, anche a chi è alle prime armi. Gran parte dei quadricotteri hanno 4 motori, ma ci sono anche dispositivi con sei o più motori.

Oltre che per prestazioni, i droni differiscono per peso. Esistono modelli di pochi grammi e altri più pesanti, magari dotati di videocamere evolute per registrare video in formato 4k. Al crescere delle dimensioni del drone aumenta, solitamente, anche la capacità della batteria e, di conseguenza, l’autonomia di funzionamento raggiunge valori interessanti.

Droni giocattolo – Si tratta della soluzione più economica (si trovano al di sotto anche dei 100 euro). Adatta sicuramente ai più piccoli e a chi intende approcciarsi gradualmente a questo mondo. Offrono un’esperienza di volo semplice, grazie ad un comodo radiocomando o un’app scaricabile su smartphone o tablet.

Droni con videocamera – Più professionali, più pesanti e più costosi (si parte dai 500 euro) dei precedenti sono i droni dotati di videocamera per riprese video evolute. Questi dispositivi solitamente garantiscono una buona buona esperienza di volo.

Droni automatici – Sul mercato è possibile trovare droni automatizzati che possono alzarsi in volo e atterrare in modo automatico o seguire rotta preimpostata e gestita attraverso le informazioni raccolte dal GPS integrato.

Un’assicurazione anche per i droni?

XiaomiIndipendentemente dall’utilizzo che se ne fa, è evidente che c’è un aumento dei droni nei cieli. E a questo, però, corrisponde anche un aumento dei rischi (collisioni in aria, attacchi informatici, terrorismo). Ed è per questo che entro il 2020, come sostiene il nuovo rapporto “Rise of the Drones: Managing the Unique Risks Associated with Unmanned Aircraft Systems” della sezione aviazione di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), il mercato delle assicurazioni sui droni potrebbe valere fino a un miliardo di dollari.

Sul fronte sicurezza, a preoccupare sono soprattutto le collisioni (anche in volo) e la perdita di controllo. Se un pilota perde il controllo di un drone, a causa di un guasto del sistema, per esempio, i danni potrebbero essere ingenti. Pensate alla caduta del drone su un camion o all’interno di un negozio.

Cosa fare dunque? Il rapporto di Allianz Global Corporate & Specialty offre la soluzione:servono standard e normative coerenti che guidino l’utilizzo sicuro degli APR nel mondo e una formazione adeguata, che includa lo studio della meteorologia, delle istruzioni di emergenza, delle leggi sul traffico aereo,la manutenzione del sistema, il calcolo del tempo di volo e l’ uso delle immagini della videocamera a bordo.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie da EnergiaOltre!

Errore

Back To Top

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie da EnergiaOltre!

Errore