Innovazione

Contact tracing, chi e perché snobba il sistema di Apple e Google

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contact tracing Apple Google
© Techcrunch

Il sistema di contact tracing di Apple e Google sarà praticamente inutile secondo esperti e funzionari sanitari

 

Il sistema di contact tracing anti Covid-19 sviluppato da Apple e Google potrebbe rivelarsi meno utile di quanto sperato. Come ha raccontato il Washington Post alcuni stati come Regno Unito e Norvegia hanno annunciato di progettare proprie app per individuare la diffusione del coronavirus in modo da non far affidamento sul framework dei due giganti tecnologici. Molti funzionari sanitari hanno dichiarato che le restrizioni imposte da Apple e Google in nome della privacy hanno reso le app effettivamente inutili.

SCARSA UTILITÀ

A causa delle rigide regole imposte dai due colossi della Silicon Valley, il sistema avviserà gli utenti di smartphone se sono potenzialmente entrati in contatto con una persona infetta, ma non condividerà alcun dato con i funzionari sanitari o rivelerà dove si sono svolte tali incontri.

Con l’approccio Apple e Google, “abbiamo compensato eccessivamente la privacy e creato ancora altri rischi e non risolto il problema”, ha dichiarato Ashkan Soltani, ex capo tecnologo della Federal Trade Commission statunitense: “Personalmente sarei più a mio agio se si trattasse di un’agenzia sanitaria di cui mi fidi a gestire i miei dati con un team di sicurezza dedicato”.

Alcuni esperti di sanità pubblica negli Stati Uniti ritengono inoltre che la spinta verso app prive di comprovata esperienza per la ricerca di virus sia una perdita di tempo. Tom Frieden, ex direttore dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’organismo federale di controllo della sanità pubblica, che ora collabora con l’organizzazione sanitaria Vital Strategies, ha affermato che il sistema di tracciamento della prossimità, come proposto da Apple e Google, “è stato in gran parte una distrazione”.

I sistemi di tracciamento della prossimità sono “un oggetto luminoso e brillante”, ha sottolineato, “ma in questo momento non stanno facendo nulla per fermare la pandemia”.

COME FUNZIONA IL CONTACT TRACING TARGATO APPLE-GOOGLE

Il modello Apple-Google si basa sul sistema Bluetooth negli smartphone per registrare quando due persone entrano in contatto per un breve periodo di tempo, ma non dove si è verificato quel contatto. Viene inviato un avviso se una delle persone risulta positiva, ma tali informazioni non vengono condivise con funzionari della sanità pubblica o team di ricerca dei contatti.

IL RIFIUTO DI COLLABORARE

Le autorità sanitarie locali di Stati americani come il North Dakota, nonché in paesi come il Canada e il Regno Unito, affermano di aver chiesto alle due aziende di consentire loro un maggiore controllo sul tipo di informazioni che le loro app possono raccogliere.

Ma Apple e Google hanno rifiutato, sostenendo che permettere alle app di raccogliere dati sulla posizione o allentare le altre regole dello smartphone minerebbe la privacy delle persone.

IL CASO DELLA CALIFORNIA

Anche nello Stato in cui hanno sede i due colossi tecnologici, la California, le autorità sanitarie affermano che le restrizioni hanno reso le app effettivamente inutili. Gli epidemiologi responsabili della ricerca dei contatti in California stanno ignorando l’approccio Apple-Google e hanno deciso che il miglior sistema per la ricerca dei contatti è formare migliaia di persone a svolgere il lavoro.

“I limiti di questo tipo di app sono estesi”, ha affermato Mike Reid, assistente professore di medicina presso l’Università della California a San Francisco, che sta conducendo gli sforzi per formare operatori che tracceranno manualmente le persone nello stato. “Non credo che abbiano un ruolo importante da svolgere per la maggior parte della popolazione”.

L’ENDORSEMENT DEI CDC

Eppure a inizio mese i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) hanno pubblicato un documento con i criteri raccomandabili per le app di tracciamento dei contatti. Il sistema sviluppato da Apple e Google si allinea con molti degli elementi individuati dai Cdc.

Il bollettino dei Cdc non menziona direttamente Apple o Google ma raccomanda un sistema di tracciamento dei contatti che lascia la porta aperta al loro progetto. Si tratta di un sostegno non da poco per la partnership dei due colossi tecnologici.

Le autorità sanitarie locali degli Stati Uniti fanno infatti spesso riferimento alla guida Cdc quando decidono cosa acquistare.

La piattaforma di tracciamento messa a punto da Apple e Google sarà comunque adottata da diversi paesi che stanno sviluppando un’app anti Covid-19, tra cui l’Italia.

I DUBBI SULL’EFFICACIA DEL SISTEMA APPLE-GOOGLE ANCHE IN ITALIA

Ma i dubbi sulla reale efficacia del sistema di contact-tracing Apple-Google, alla base dell’app Immuni scelta dal governo italiano, emergono anche nel nostro paese.

Come quelli manifestati da uno dei membri del gruppo 6 della task force del ministero dell’Innovazione (che ha selezionato l’app), professor Carlo Alberto Carnevale Maffè a un’intervista a Tpi.

Immuni gestirà infatti i dati del contagio sui cellulari degli utenti (modello decentralizzato). Non attraverso server centralizzati sotto il controllo delle amministrazioni sanitarie. “Questo potrebbe essere un grosso problema” ha dichiarato il membro della task force. “La cosa che più desta preoccupazione è che hanno anche impedito l’utilizzo dei dati di localizzazione. Questo significa rendere impossibile trovare i contatti di secondo e terzo livello, che sono importantissimi”.

Stesso rilievo fatto anche dal Copasir, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, nella sua relazione sull’app di contact tracing inviata al Parlamento.

“Il fatto che il sistema non preveda la geolocalizzazione, elemento su cui il Comitato concorda, se da un lato tutela la privacy, dall’altro esclude che si possa procedere a individuare, e quindi a sanificare, determinati ambienti o zone potenzialmente infette”.

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