Innovazione

Come si muoverà la fondazione Gates sui test rapidi anti Covid

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La fondazione Gates ha finanziato la ricerca sui test rapidi, a patto che vengano distribuiti anche (e in modo prioritario) ai Paesi poveri in collaborazione con Oms e Commissione Ue. Tutti i dettagli

Funzionano come un test di gravidanza, danno una risposta in soli 15 minuti e costano poco. I test rapidi anti Covid-19 potranno aiutare a contenere la pandemia nei Paesi più poveri e dare una grossa mano a fermare la catena del contagio in quelli più ricchi.

La ricerca sui test (uno ha già ottenuto la validazione dall’Oms) è promossa a marzo dall’Oms, dalla Commissione europea, dalla Fondazione Gates e dal governo francese.

Andiamo per gradi.

I TEST

Oltre 120 milioni di test rapidi dell’antigene che offrono risultati in 15-30 minuti, senza la necessità di ricorrere a strumentazione di laboratorio, stanno per essere distribuiti in tutto il mondo, secondo quanto riporta The Guardian.

L’INIZIATIVA

La ricerca sui test rapidi è stata sostenuta dall’iniziativa Access to Covid tools, lanciata a marzo dall’Oms, dalla Commissione europea, dalla Fondazione Gates e dal governo francese.

LE RICHIESTE DELLA FONDAZIONE GATES

Ed è proprio la fondazione Gates che, in questo finanziamento, ha messo i paletti. In cambio di una garanzia di volume dalla Fondazione Gates, le aziende mettono a disposizione il 20% della loro produzione per i paesi a basso e medio reddito e l’80% per il resto.

“Questo è l’ACT-Accelerator in azione. È la prova che, lavorando insieme su vasta scala globale, possiamo sviluppare e utilizzare un nuovo strumento vitale per aiutare a contenere e combattere la pandemia. Questo non è solo un nuovo test: sono i soldi e il piano di implementazione per portarlo dove è necessario, velocemente. Questo è il potere della collaborazione globale”, ha commentato Peter Sands, direttore esecutivo del Fondo globale.

CHI HA GIA’ ORDINATO I TEST

Nel resto rientrano, ovviamente, i Paesi ricchi. La Germania ha già ordinato 20 milioni di test e Francia e Svizzera stanno seguendo l’esempio, scrive The Guardian. Non si sa se il Regno Unito effettuerà degli ordini o punterà sulle tecnologie sviluppate in casa.

CHI HA LAVORATO AI TEST

Due i test che verranno distribuiti. Il primo è stato messo a punto dalla sud coreana SD BioSensor e ha ricevuto l’approvazione di emergenza dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il secondo è stato creato dalla statunitense Abbott, ma non ha ancora ottenuto la validazione.

Tutti e due i test non avrebbero un’accuratezza del 100%: le aziende affermano che i loro test sono accurati al 97% circa, in condizioni ottimali, mentre Find, Fondazione senza scopo di lucro per la nuova diagnostica innovativa , crede che la loro sensibilità sia tra l’80% e il 90%.

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