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Come la Cina sta sfruttando l’intelligenza artificiale per potenziare i satelliti

Dang Zhaohui, professore di astronautica della Northwestern Polytechnical University, con i suoi colleghi ha condotto un esperimento in cui un’Intelligenza artificiale (AI) ha comandato a tre piccoli satelliti cacciatori di catturare un bersaglio di alto valore. L’articolo di Giuseppe Gagliano

Un articolo pubblicato il 25 aprile sulla rivista nazionale Aerospace Shanghai riprendeva l’esperimento condotto da Dang Zhaohui, professore di astronautica della Northwestern Polytechnical University con i suoi colleghi, in cui un’Intelligenza artificiale (AI) ha comandato a tre piccoli satelliti cacciatori di catturare un bersaglio di alto valore, ripetendo l’esercizio migliaia di volte.

Quale significato strategico a una informazione di questo genere?

In primo luogo l’applicazione dell’intelligenza artificiale nello spazio avrà certamente un grande impatto sulla stabilità strategica globale. In secondo luogo l’intelligenza artificiale è in grado di costruire misure antisatellite più precise e più difficili da rintracciare di quelle attuali.

A tale riguardo non dimentichiamoci che a marzo i ricercatori cinesi hanno sviluppato capacità anti-satellite contro la costellazione internet satellitare Starlink di SpaceX di Elon Musk, citando le potenziali applicazioni militari del sistema a banda larga e la minaccia alla sicurezza nazionale cinese.

Nello stesso mese, i ricercatori cinesi hanno presentato un avanzato sistema di intelligenza artificiale che consente ai satelliti di imaging commerciale a basso costo di diventare potenti piattaforme spia. Questa intelligenza artificiale avanzata potrebbe potenzialmente migliorare le capacità dei satelliti di imaging commerciale cinesi per monitorare i satelliti Starlink alla ricerca di nuove funzionalità che indicano un potenziale uso militare.

Ad aprile, la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) degli Stati Uniti ha assegnato più contratti a General Atomics, Lockheed Martin e Blue Origin per sviluppare un sistema di propulsione nucleare satellitare per dimostrazioni in orbita terrestre bassa nel 2025 come parte del suo programma Demonstration Rocket for Agile Cislunar Operations (DRACO). La propulsione nucleare darebbe ai satelliti statunitensi efficaci capacità di manovra nella guerra nello spazio, aumentando la loro flessibilità sia per le operazioni offensive che difensive e aumentando la loro sopravvivenza contro le armi anti-satellite cinesi o russe.

La Cina ha anche sviluppato armi ad energia diretta come microonde ad altissima potenza e laser a stato solido da utilizzare sui suoi satelliti. Queste armi usano energia elettromagnetica concentrata piuttosto che cinetica per inabilitare, danneggiare, disabilitare o distruggere attrezzature, strutture e/o personale nemici.

Un’altra arma di questo tipo è un laser a stato solido montabile su satellite in grado di generare un megawatt di luce laser e sparare 100 volte al secondo per mezz’ora senza surriscaldarsi nello spazio. Un tale laser è in grado di abbagliare le telecamere satellitari o persino di accecare permanentemente i satelliti.

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