Innovazione

Come cambiano spostamenti e contatti sociali con il Coronavirus. Analisi Isi

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Ecco le ricerche della fondazione Isi sui contatti sociali al tempo del Coronavirus. L’articolo di Claudia Luise

Un campione anonimo di 170mila utenti di smartphone per monitorare spostamenti e contatti tra le persone.

È la ricerca che sta portando avanti, con una cadenza quotidiana, la Fondazione Isi, istituto di ricerca sui big data nato a Torino da Comune e Regione Piemonte con il sostegno di Fondazione Crt. Per il monitoraggio ha stretto una collaborazione con Cubic, “location intelligence company” statunitense che raccoglie dati resi anonimi di utenti di smartphone sulla loro posizione attraverso delle app e di soluto li sfrutta per fini di marketing. In questo caso i dati, riconoscendo il valore sociale dell’analisi, sono condivisi con l’ente di ricerca perché possono essere molto utili per sondare come le restrizioni imposte dal governo, a partire dal 24 febbraio, hanno cambiato la mobilità delle persone.

“Abbiamo monitorato, settimana per settimana, come sono cambiate le abitudini. Abbiamo misurato la mobilità a lungo raggio concentrandoci sulle e differenze negli spostamenti tra province diverse, le distanze più brevi ad esempio andando a considerare la distanza media percorsa negli spostamenti settimanali degli utenti e poi come sono cambiati i contatti a distanze inferiori ai 50 metri uno dall’altro”, spiega Michele Tizzoni, ricercatore della Fondazione Isi sottolineando che su quest’ultima distanza “misuriamo una prossimità e vediamo come la densità di contatti si è ridotta nel tempo”.

È possibile quindi fare un confronto tra quello che succedeva prima della pandemia e poi con l’intensificarsi delle restrizioni. “Informazioni — spiega l’analista — fondamentali per capire come il trend epidemico può essere influenzato da queste politiche restrittive e che sono a disposizione pubblicamente della comunità scientifica, quindi possono essere usate soprattutto dagli epidemiologi, dagli economisti e dai decisori politici”.

Per Torino e per le grandi province del nord c’è una riduzione molto forte degli spostamenti e dei contatti che inizia dal 24 febbraio e che si intensifica moltissimo dal 12 marzo. Si è poi si è stabilizzata nella settimana precedente alla chiusura anche delle attività industriali, avvenuta il 22 marzo, per poi aumentare ancora anche se di poco.

“Prima del lockdown c’è stata una riduzione graduale: sugli spostamenti tra le province la riduzione è stata già subito forte, oltre il 50% prima del 13 marzo. Mentre era solo il 20% sulle interazioni ravvicinate. Dopo il 13 marzo questa percentuale è schizzata al 70%. E nel campione ci sono smartphone che spariscono dal radar perché non hanno proprio più interazioni. La settimana scorsa, dal 23 al 29 marzo, c’è stata una ulteriore riduzione ma non forte. C’è un decremento sulle interazioni che è quantificabile massimo nel -10%: sostanzialmente un andamento piatto. L’effetto è stato piccolo”, aggiunge Tizzoni.

Quindi, riassumendo, da prima dell’inizio dell’epidemia spostamenti e contatti si sono ridotti dell’80% circa. La percentuale vale per il nord, mentre diminuisce al sud, anche se non di tanto: circa 10 punti. La forbice non è quindi così ampia. “Per continuare il monitoraggio, nelle prossime settimane andremo a vedere se questi contatti restano stabili, aumentano o diminuiscono in base alle decisioni prese”, aggiunge il ricercatore che precisa che Isi non sta lavorando al controllo delle persone in quarantena. “Come ricercatori Isi non è nostra intenzione lavorare al controllo delle persone positive e all’individuazione dei contatti avuti da queste persone”.

Due giorni fa è stato reso noto dalla ministra per l’Innovazione, Paola Pisano, l’elenco dei 74 esperti che lavoreranno a queste soluzioni, tra cui Ciro Cattuto che è uno ricercatori principali di Fondazione Isi. Si occuperà di “Tecnologie per il governo dell’emergenza” con Stefano Calabrese, Carlo Alberto Carnevale Maffè, Alfonso Fuggetta, Andrea Nicolini, Leonardo Favario, Umberto Rosini, Alberto Eugenio Tozzi, Francesca Bria e Simone Piunno.

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