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Come Bruxelles spingerà su acquisti comuni nella Difesa

Difesa Ue

Bruxelles vuole incoraggiare gli Stati Ue che finora si sono mossi da “da soli” a procedere ad appalti congiunti per attrezzature di difesa.Tutti i dettagli

Bruxelles incentiva gli acquisti comuni di armamenti da parte dei paesi dell’Ue.

La Commissione Ue ha lanciato un fondo per gli acquisti comuni per la difesa dotato di 500 milioni di euro per rafforzare in due anni le capacità industriali militari dell’Ue.

“È una nuova tappa dell’integrazione europea nella difesa”, ha annunciato martedì il commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton. Il fondo, che integra il Fondo europeo per la difesa (oltre 8 miliardi di euro nel periodo 2021-2027), punta ad aumentare la produzione di armi pesanti e munizioni in Ue e ricostituire gli stock europei. L’obiettivo è nell’immediato anche offrire sostegno militare all’Ucraina. L’iniziativa sarà sostenuta da un programma permanente di acquisti congiunti entro la fine dell’anno.

“Un nuovo strumento dotato in maniera modesta (500 milioni) ma che potrebbe aprire la strada a un’armonizzazione delle acquisizioni” sottolinea la Tribune.

Un ulteriore passo per la costruzione di una vera difesa europea, per superare la distribuzione di risorse finora profondamente inefficiente come sottolineato anche di recente dal governo italiano.

La proposta prevede incentivi finanziari per l’acquisto di armi a consorzi europei composti da almeno tre Stati membri. “Cerca di incanalare l’aumento della spesa per la difesa dell’Ue verso appalti coordinati e di impedire agli Stati membri più grandi di monopolizzare le compagnie di armi del continente” commenta il Financial Times.

Tutti i dettagli.

IL FONDO PROPOSTO DA BRUXELLES PER LA DIFESA UE

Lo strumento proposto da Bruxelles mira soprattutto a incoraggiare gli Stati membri ad acquisire congiuntamente equipaggiamenti per la difesa, europei peraltro. L’obiettivo quindi è di evitare che gli stati si muovano da soli.

Concretamente, il finanziamento dei progetti non sarà legato ai loro costi, ma piuttosto al numero di Stati che partecipano congiuntamente a un progetto, alla loro urgenza o addirittura al loro impatto. L’Ue finanzierebbe dal 10% al 15% circa del costo dei nuovi armamenti. Ma la condizione necessaria è che si tratti di progetti i cui produttori hanno sede in Europa.

I progetti ammissibili possono riguardare appalti per la difesa o l’estensione di progetti avviati dall’inizio della guerra a partire dal 24 febbraio 2022. L’idea è di “consolidare la domanda attraverso gli acquisti congiunti”, promuovendo “la competitività” e “l’efficienza della base tecnologica e industriale di difesa europea, in particolare accelerando l’adeguamento dell’industria ai cambiamenti strutturali, compreso l’aumento delle sue capacità manifatturiere”.

RICOSTITUIRE LE SCORTE

La mossa di Bruxelles arriva all’indomani della guerra in Ucraina. L’Ue ha sostenuto i paesi membri a inviare forniture di armi all’Ucraina dopo l’invasione russa, spedizioni che hanno prosciugato le scorte di armi nazionali. È quindi urgente ricostituire le scorte.

Proprio il giorno prima dell’annuncio del fondo, i ministri degli Esteri dell’Ue avevano concordato un ulteriore finanziamento di 500 milioni di euro per la fornitura di armi all’Ucraina, portando tale sostegno a 2,5 miliardi di euro da quando la Russia ha invaso l’Ucraina il 24 febbraio.

I PROSSIMI PASSI

Infine, la proposta del fondo da 500 milioni di euro per acquisti congiunti potrebbe essere adottata entro l’autunno affinché lo strumento entri in vigore alla fine dell’anno, al più tardi all’inizio del 2023.

“Se approvata dagli Stati membri e dai legislatori Ue, l’iniziativa da 500 milioni di euro segnerebbe la prima volta che Bruxelles utilizza i soldi dei contribuenti per finanziare l’approvvigionamento di armi congiunti” commenta il Ft.

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