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Vi racconto il colpaccio di Fincantieri negli Stati Uniti

di

Fincantieri

La Marinette Marine Corporation (gruppo Fincantieri) si è aggiudicata la gara per la fornitura di una fregata alla US Navy del valore di 800 milioni di dollari. Il contratto prevede l’opzione di altre 9 per un valore complessivo di 5,5 miliardi di dollari. L’approfondimento dell’analista militare Aurelio Giansiracusa (Ares-Osservatorio Difesa)

Nelle ultime ore del 30 aprile è giunta da Washington la notizia della vittoria di Fincantieri nel concorso indetto dall’US Navy per le fregate FGG(X), ripresa, praticamente, in tempo reale da Ares-Osservatorio Difesa (qui l’approfondimento di Ares-Osservatorio Difesa con ulteriori approfondimenti tecnici).

La notizia è sensazionale, data l’importanza della posta in palio: fornire alla Marina degli Stati Uniti un’importante unità da combattimento per la lotta antisommergibile.

A tal fine, è utile rammentare che l’US Navy non costruisce fregate dagli anni Ottanta del passato secolo, dai tempi della classe Oliver H. Perry, unità molto solide, pensate per la difesa antisommergibile ed antiaerea.

Infatti, con il sopraggiunto collasso dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia ed il declino costante dell’operatività della Flotta Russa, erede di quella Sovietica, nella Marina Statunitense si era diffusa la convinzione di poter rinunziare alle unità del tipo fregata.

Pertanto, l’USN si era orientata sempre di più alle operazioni a livello costiero, impegnando risorse nel programma LCS (Litoral Combat Ship) che ha dato vita a due classi di unità, Independence e Freedom dove, peraltro, Fincantieri è presente, essendo stato scelto il progetto che utilizza lo scafo del Destriero, un’unità costruita per vincere il Nastro Azzurro, il trofeo per l’unità che completava nel minor tempo possibile la traversata dell’Oceano Atlantico.

L’aumentata attività sottomarina russa in Atlantico e Mediterraneo e la crescente pressione aeronavale cinese nell’area del Pacifico hanno costretto la Marina Statunitense a rivedere le sue dottrine operative.

Con pragmatismo, si è scelto di partire da soluzioni già operative o, comunque, da derivare strettamente da unità costruite od in costruzione. In pratica, l’USN non voleva compiere un salto nel vuoto, avendo già registrato diverse complicazioni e problematiche nel programma LCS, molto ambizioso nei presupposti ma che mal si adatta ai nuovi scenari operativi in cui è immersa la Marina di Washington, anche a causa di problemi insorti con i sistemi modulari, vero cuore operativo delle LCS, che hanno accumulato ritardi e costi sempre più alti.

Il requisito per le FGG(X) dell’US Navy è di venti unità; al momento, è stata autorizzata la costruzione della prima unità con le altre nove in opzione del primo lotto, mentre le altre dieci, sempre opzionali, saranno allestite successivamente.

Fincantieri, con il suo cantiere Marinette Marine (FMM), ha presentato un progetto derivato dalla versione italiana delle fregate FREMM, costruite per l’Italia e per la Francia. La versione italiana, classe Bergamini, è stata riveduta e corretta rispetto alla Aquitaine della Marine Nationale, sotto diversi aspetti rendendola idonea ad affrontare tutta una serie di minacce. Fincantieri LMM ha ottenuto un contratto del valore di 795 milioni di dollari per la costruzione della prima unità con opzione per le altre nove

Ovviamente, il progetto prevede che sullo scafo sia implementato armamento e sistema di comando e controllo completamente statunitense e già in linea con l’US Navy, questo per evitare ulteriori aggravi di costi per lo sviluppo di sistemi completamente nuovi.

Pertanto, saranno unità piuttosto diverse dalle nostre Bergamini/Margottini, a conferma della bontà del progetto che, a parte la configurazione dello scafo e parzialmente dell’apparato motore (previsto il raddoppio delle turbine a gas e potenziamento dell’impianto di produzione elettrica) è stato abbondantemente stravolto per essere adattato alle stringenti necessità dell’US Navy.

È importante notare che, tecnicamente, Fincantieri Marinette Marine (FMM) fornisce all’US Navy il progetto di cui il Governo Statunitense è legittimo proprietario. Questo dettaglio è cruciale, perché, come si legge nel comunicato del Dipartimento della Difesa, dopo il primo lotto di 10 fregate (esercitate le opzioni) allestito da FMM, la costruzione dell’eventuale lotto opzionale di ulteriori 10 unità potrebbe essere assegnato dal DoD ad altro cantiere sulla base di una gara.

Peraltro, Fincantieri aveva già potenziato i suoi cantieri statunitensi in vista della possibile assegnazione del contratto FFG(X).

Questa vittoria riporta il sereno a Trieste, dopo l’inaspettata battuta d’arresto nel concorso australiano per la nuova fregata della Marina di Canberra nonché dopo la farraginosa vicenda del concorso canadese, dove Fincantieri e Naval Group avevano presentato fuori tempo massimo la FREMM.

Nel frattempo FMM si è parzialmente consolata con l’assegnazione della costruzione delle 4 unità derivate dalle LCS destinate alla Reale Marina Saudita. In Italia, si è in attesa di conoscere l’esito delle trattative in atto con l’Egitto per la cessione delle due ultime Bergamini allestite per la Marina Militare con ulteriori contratti connessi per la costruzione di nuovi pattugliatori multiruolo per la Marina Egiziana e per le unità sostitutive destinate alla Marina Militare in caso di cessione delle due fregate Schergat e Bianchi.

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