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Ecco i piani della Cina sulla mega-piattaforma di trasporti

Piattaforma Trasporti

La Cina ha in programma di lanciare una piattaforma statale che riunisca quasi tutte le modalità di trasporto nel paese. La app integrerà i servizi di WeChat e Alipay, ma resta l’incognita Didi, il gigante cinese del ride-hailing. Tutti i dettagli

Il Partito comunista cinese vuole rivoluzionare, e controllare, il settore dei trasporti.

La Cina ha intenzione di lanciare a breve una piattaforma statale per i trasporti che includerà vari servizi, come il trasporto privato con conducente (ride-hailing), quello ferroviario, il trasporto di merci, i traghetti e i voli aerei.

UNA APP ONNICOMPRENSIVA

Il nome di questa app pressoché onnicomprensiva – conterrà oltre il 90 per cento della capacità totale del mercato cinese dei trasporti, stando a fonti ufficiali – sarà Qiang Guo Jiao Tong, o “Il trasporto della nazione potente”.

COSA SI SA (E COSA NO) DELLA PIATTAFORMA PER I TRASPORTI

La piattaforma sarà destinata agli impiegati pubblici e ai dipendenti delle aziende statali. Non è ancora chiaro se ci sarà per loro un obbligo di utilizzo né, scrive Bloomberg, se la app verrà resa disponibile anche ad altri utenti.

Non si sa nemmeno se al suo interno saranno presenti i servizi di Didi Chuxing, la piattaforma di ride-hailing nettamente più diffusa nel paese; quelli di altre piattaforme, invece, come WeChat (una sorta di “super app” dalle tante funzioni), Alipay (pagamenti online) e Douyin (la versione cinese di TikTok), ci saranno.

LE PREOCCUPAZIONI SUI DATI

Le autorità cinesi guardano con una certa diffidenza le società tecnologiche private, che raccolgono enormi quantità di dati (big data, in gergo) sull’attività online e sugli spostamenti di cittadini e funzionari governativi. Preoccupata per la gestione delle informazioni sensibili legate ai trasporti, Pechino ha avviato nel 2021 un’indagine su Didi con l’obiettivo di definire un quadro nazionale per il controllo dei flussi di dati.

Didi è stata un po’ il simbolo della più ampia “campagna di rettificazione” avviata dalla Cina nei confronti delle grandi compagnie tecnologiche nazionali, come Ant Group di Jack Ma e Tencent, mossa dalla volontà di riportare il settore digitale sotto il controllo statale. A Didi, nello specifico, venne imposta la revoca delle negoziazioni dalla borsa di New York dopo appena cinque mesi dal debutto.

Stando al quotidiano cinese Beijing Daily, la nuova piattaforma statale per i trasporti garantirà la “massima protezione della sicurezza dei dati e della privacy degli utenti” e permetterà di risolvere la “crescita disordinata” dell’industria del ride-hailing.

LA CINA ALLENTA LA STRETTA SULLE BIG TECH…

Nelle ultime settimane la Cina ha allentato la stretta sul settore digitale, probabilmente per non penalizzare ulteriormente un comparto decisivo per l’economia, che sta dando segnali di difficoltà. Didi, per esempio, ha ricevuto l’autorizzazione a riprendere le registrazioni di nuovi utenti alla sua app.

… MA NON RINUNCIA AL CONTROLLO

D’altra parte – come fa notare Bloomberg -, Pechino ha continuato ad acquisire “golden share” (un certo quantitativo di azioni, ad esempio, che gli permette di inserire membri del Partito comunista nei consigli di amministrazione delle società ritenute sensibili) nelle unità delle principali compagnie tecnologiche nazionali, come Alibaba, in modo da poter esercitare un maggiore controllo sulle loro attività.

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