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Chi è l’ex capo della Nsa nel board di Amazon

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Amazon Nsa

Nel cda di Amazon entra l’ex capo della Nsa Keith Alexander nel suo board. Alexander gestiva l’agenzia quando nel 2013 Edward Snowden ha rivelato i documenti che attestavano la pervasività dei programmi di sorveglianza

 

L’ex capo della National Security Agency (Nsa), il generale Keith Alexander, entra a far parte del consiglio di amministrazione di Amazon. Alexander è diventato noto dopo la fuga di notizie di Snowden nel 2013 circa il programma di sorveglianza statunitense.

L’ingresso nel board di Amazon lo ha rivelato la società stessa in un documentazione presentata alla Sec, la Consob Usa. Come evidenziato da The Verge, Alexander è già stato anche aggiunto al sito ufficiale del consiglio di amministrazione della società.

Tuttavia, i compiti dell’ex capo della Nsa nel comitato di revisione di Amazon non sono esplicitati da nessuna parte.

Il ruolo di Alexander con la società riflette i crescenti legami di Amazon con Washington, ha sottolineato la Cnn.

Alexander si unisce al cda di Amazon meno di una settimana dopo che il Dipartimento della Difesa ha deciso — dopo una revisione — di assegnare a Microsoft il contratto di cloud computing Jedi da 10 miliardi di dollari, tra le proteste del colosso di Jeff Bezos.

CHI È ALEXANDER KEITH

Alexander, un generale dell’esercito americano a quattro stelle in pensione, è stato direttore dell’agenzia Nsa dal 2005 fino al suo ritiro nel 2014.

Da maggio 2010 a marzo 2014 ha ricoperto anche il ruolo di comandante del Cyber ​​Command degli Stati Uniti.

Dopo il suo pensionamento, è entrato nella sicurezza informatica ed è diventato presidente e co-ceo di IronNet Cybersecurity.

IL CASO SNOWDEN

Come dicevamo, Alexander è stato il volto pubblico dello scandalo innescato da Edward Snowden sui programmi di sorveglianza elettronica della National Security Agency. Si è ritirato dal servizio pubblico nel 2013.

IL PROGRAMMA PRISM

Alexander rappresenta dunque una figura controversa per molti nella comunità tecnologica a causa del suo coinvolgimento nei sistemi di sorveglianza rivelati da Snowden. Questi programmi includevano Prism, un ampio programma di raccolta dati attraverso i sistemi di Google, Microsoft, Yahoo e Facebook, ma non di Amazon.

AMAZON TENUTO FUORI

Amazon ha sempre affermato infatti di “non aver mai partecipato” al programma Prism della Nsa che ha permesso al governo di ottenere dati dalle big tech statunitensi.

Tuttavia, il colosso tecnologico di Jeff Bezos non è stata immune alle critiche su come e quali dati raccoglie.

I PROBLEMI DI “SORVEGLIANZA” DI AMAZON

Come ha sottolineato TechCrunch, anche “Amazon ha dovuto affrontare le accuse di sorvegliare e profilare i propri utenti tramite la rete di dispositivi basati su Alexa (e infrastruttura Internet, abitudini di acquisto e smartwatch per il monitoraggio delle emozioni)”.

A giugno Amazon ha annunciato inoltre che vieterà l’uso da parte della polizia per un anno della sua controversa tecnologia di riconoscimento facciale, Rekognition. La moratoria di un anno di Amazon arriva dopo che Ibm ha comunicato il ritiro dal business del riconoscimento facciale.

Le prese di posizioni sono giunte nel momento in cui le società tecnologiche si trovano ad affrontare un maggiore controllo sui loro contratti con la polizia.

COSA FARÀ IN AMAZON

Il posto nel cda di Alexander fornirà dunque ad Amazon nuove competenze negli appalti per la difesa, un’area di particolare attenzione per l’azienda negli ultimi anni.

Amazon era uno dei favoriti per l’aggiudicazione del contratto Jedi di cloud computing con il Pentagono, ma alla fine ha perso contro Microsoft. La società è attualmente impegnata in una causa contro il governo federale in relazione al contratto, sostenendo che le dichiarazioni personali del presidente Donald Trump contro il ceo di Amazon Jeff Bezos hanno influenzato la gara.

La scorsa settimana, il Dipartimento della Difesa ha ribadito la sua decisione di affidare il contratto a Microsoft, spingendo Amazon a proseguire la sua azione presso la Corte federale dei reclami degli Stati Uniti.

IL COMMENTO DI SNOWDEN

Immediate le reazioni alla recente nomina. “Si scopre che ‘Hey Alexa’ è l’abbreviazione di ‘Hey Keith Alexander,'” ha twittato proprio Edward Snowden dopo la notizia.
“Sì, il Keith Alexander personalmente responsabile dei programmi illegali di sorveglianza di massa che hanno causato uno scandalo globale”, ha aggiunto.

I TIMORI DI PRIVACY INTERNATIONAL

Ma Snowden non è l’unico a nutrire preoccupazioni circa il ruolo di Alexander in Amazon. Anche Edin Omanovic, direttore della ong Privacy International, ha dichiarato alla Bbc, che la decisione di Amazon di assumere il generale Alexander è “profondamente preoccupante”.

“Ogni giorno, le grandi aziende tecnologiche come Amazon prendono enormi decisioni etiche che influenzano la vita delle persone senza alcuna responsabilità democratica”, ha detto Omanovic. “È preoccupante che al centro di tutto questo ci sia qualcuno che ha passato anni a difendere i furti di dati segreti che si sono poi rivelati illegali. Non abbiamo bisogno di un’altra Nsa, nemmeno una con una politica sulla privacy”.

Omanovic ha suggerito che la mossa potrebbe rendere più facile per Amazon esercitare la sua influenza nel mercato della sicurezza.

“Amazon ora vuole entrare nel redditizio mercato della difesa e della sicurezza, così da accedere agli archivi di dati del governo” ha concluso il direttore di Privacy International.

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