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Chi è Fabrizio Landi, l’uomo degli anticorpi anti Covid che sarà finanziato dal governo in Tls

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Fabrizio Landi

Fatti, cariche, relazioni e curiosità su Fabrizio Landi, presidente dei tre massimi organi della fondazione Tls che il governo ha deciso di finanziare per contrastare il coronavirus. Tutti i dettagli

Con l’inciampo del vaccino inglese che, pur essendo ripartito quasi subito dopo lo stop, suggerisce che sia saggio puntare anche su altri cavalli, Fabrizio Landi è sicuramente l’uomo del momento. Ex membro del consiglio di amministrazione di Leonardo-Finmeccanica, si parlò nuovamente di lui tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, quando le agenzie di stampa iniziarono a battere la notizia di uno studio italiano sugli anticorpi monoclonali, nome difficile per descrivere anticorpi sartoriali, su misura, studiati per debellare la nuova minaccia del Coronavirus. Basta sentirlo parlare per capire che è un “toscanaccio”: brusco nei modi, alterna battute di spirito ad altre decisamente sferzanti. Non ama i giri di parole e preferisce andare subito al sodo. Per la stampa fece parte del “Giglio magico” di epoca renziana, quando cioè la Toscana tornò a essere ombelico del Paese – situazione che non si verificava dal Rinascimento -, con tutti gli uomini vicini all’ex sindaco di Firenze sistemati sulle poltrone che contano. Ma perché si riparla di lui oggi? Perché al centro della nuova strategia scientifica dell’esecutivo per contrastare il virus c’è infatti il progetto di Fondazione Toscana Life Sciences (Tls). La sua Fondazione Toscana Life Sciences, perché Fabrizio Landi è il presidente della no profit che il governo ha deciso di finanziare per accelerare la ricerca dell’arma definitiva al Covid-19 (per questo il ministro della Salute, Roberto Speranza, ne ha visitato la sede il 9 settembre).

TOSCANA, REGIONE ALL’AVANGUARDIA PER RICERCA

La Fondazione che presiede Fabrizio Landi è tra i risultati tangibili dell’interesse della Regione per la ricerca. Un interesse non certo degli ultimi tempi, data la presenza di tre Università parecchio affermate (Firenze, Pisa e Siena), due poli culturali di spicco come la Scuola Normale e il Sant’Anna, ma anche di diversi laboratori rinomati come Lens (attivo nella spettroscopia) e il Cerm (noto ormai al grande pubblico per i suoi studi sulla fisica delle particelle), mentre a Pisa ha sede l’interferometro per rilevare le onde gravitazionali di Cascina.  Nato nel 2005, l’ente no-profit Tls ha sede a Siena, città natale proprio di Fabrizio Landi ed è uno dei rari casi virtuosi di commistione tra pubblico e privato. Dentro, infatti, ci sono o sono passate le istituzioni locali, Mps, la fondazione Monte dei Paschi di Siena (il presidente dell’ente creditizio è il numero due della Tls), la Scuola Normale e il Sant’Anna di Pisa, insieme all’Istituto di ricerca integrata Imt di Lucca. La Fondazione coordina il distretto di Scienza della vita, che raccoglie le attività pubbliche e private in materia nei tre poli di Siena, Pisa e Firenze.

CHI È FABRIZIO LANDI

Senese, classe 1953, Fabrizio Landi si è laureato in Ingegneria Biomedica al Politecnico di Milano. Nel 1979 – riporta il suo cv –  inizia il suo percorso professionale in Miles Italiana, società del gruppo Bayer, quale responsabile della divisione Life Science Instruments. Nel 1981 entra nel Gruppo Ansaldo di Genova, dove assume la Responsabilità del Marketing strategico nel settore dell’elettronica biomedicale e da allora diventa uno dei protagonisti di Esaote. Dal 1984 ha fatto parte del management di Esaote, dove ha ricoperto vari incarichi fino alle posizione di Amministratore Delegato e Direttore Generale. Successivamente, è stato protagonista con lo stesso gruppo dirigente del processo di collocazione in Borsa della stessa società, avvenuta nel 1996. Nel 2006 ha altresì partecipato al secondo management buy-out per il riassetto azionario del Gruppo Esaote, dopo l’uscita (delisting) dalla Borsa Valori di Milano. Nella fondazione Tls, Landi è presidente dei tre massimi organi: consiglio di amministrazione, consiglio di indirizzo e comitato scientifico.

L’UOMO CHE HA FORGIATO ESAOTE

Nel 2009 ha gestito la nuova operazione di riassetto azionario che ha portato all’attuale struttura del Gruppo Esaote. Oltre a vari incarichi come presidente e amministratore nelle aziende del Gruppo Esaote, Landi è stato anche membro dei Consigli di Amministrazione di società nord-americane e asiatiche nell’high tech medicale. Tornato in patria, è stato altresì amministratore di società italiane attive nel settore del riassetto industriale territoriale (Sviluppo Genova S.p.A.) e della società Elesta di Calenzano (Firenze), attiva nel campo delle terapie mediche miniinvasive. Già membro del Consiglio di amministrazione dell’ex Finmeccanica, delle società Menarini Diagnostics, Firma e Silicon Biosystem facenti capo al Gruppo Menarini di Firenze nonché del CdA di Banca CRF di Firenze e del Consiglio scientifico della società El.En di Calenzano.

QUELL’INTUIZIONE PER LE STARTUP

Sempre molto attento al fenomeno delle startup (in una vecchia intervista disse: “Ieri sono stato fino alle due di notte con dei ragazzi che vogliono mettere su una start up e mi chiedevano consigli operativi. Questo so fare, questo è il mio modo di fare give back: non so fare la politica”), è stato l’uomo che ha aperto Confindustria Firenze alle startup e ha operato anche in prima persona in quel mercato in qualità di Business Angels investendo in diverse piccole realtà italiane e estere. Ha fondato (assieme a Alessio Beverina e Diana Saraceni) il primo fondo health-tech italiano, Panakès Partners SGR SpA, in cui hanno scommesso diversi colossi che Landi conosce bene: Menarini, Cogliati -Elemaster, Colombo – SapioLife, Rovati – RottaPharmBiotech.

E UN FORTE INTERESSE PER LA CINA

Molto interessato anche a ciò che succede al di fuori dei nostri confini, soprattutto nel vasto Oriente del mondo, ha investito in alcune startup estere ed è stato delegato della Regione Toscana in Fondazione Italia Cina. Quando, il 3 giugno 2011, Xi Jinping, allora vicepresidente designato alla carica di segretario generale del partito, arrivò in Italia (eravamo agli sgoccioli dell’ultimo governo Berlusconi, che inviò Giulio Tremonti a rappresentarlo), alla cena al Principe di Savoia di Milano, oltre a Emma Marcegaglia, che all’epoca era la numero 1 di Confindustria e John Elkann in rappresentanza della Fiat, c’era proprio Fabrizio Landi, a quei tempi in Esaote e poco più in là Cesare Romiti, in qualità di presidente della Fondazione Italia-Cina.

LA PRESIDENZA DI FONDAZIONE TOSCANA LIFE SCIENCES

Da più di sei anni, cioè dal maggio 2014, Fabrizio Landi è invece presidente della Fondazione Toscana Life Sciences di Siena ma è stato anche, dal 2017, rappresentante regionale nella Fondazione Toscana Life Sciences (“sul nome proposto dal presidente Stefano Scaramelli c’è stata una convergenza unanime di Pd e Mdp e l’astensione delle opposizioni”, riportano le cronache locali del periodo), in più è stato membro del Consiglio Scientifico del Centro d’Ateneo dell’Università degli Studi di Firenze per la valorizzazione dei risultati della ricerca e per la gestione dell’Incubatore universitario.

IL GIGLIO MAGICO È APPASSITO?

Naturalmente, nel suo curriculum spicca l’approdo al consiglio di amministrazione di Leonardo negli anni renziani, ovvero nel 2014, per essere poi riconfermato nel 2017, tornata di nomine nuovamente favorevoli anche a tutti gli altri petali toscani: all’Enel Alberto Bianchi, presidente della Fondazione Open (la cassaforte di Renzi) e consulente di Consip, Diva Moriani nel cda Eni e il commercialista Marco Seracini sindaco Eni. E di Fabrizio Landi si iniziò a parlare parecchio proprio in relazione a Matteo Renzi. È arrivato agli onori delle cronache in qualità di finanziatore numero uno (nel senso che fu il primo a uscire dall’anonimato, non per importi) nella lista dei donatori pubblicata sul sito della Fondazione Big Bang e poi dalla Fondazione Open e, anche per questo, è stato un assiduo frequentatore delle Leopolde. Quando, nel 2014, l’Huffington Post lo intervistò, precisò: “Io non ho più dato una lira alla fondazione dal 2012”. E poi aggiunse: “Ma lei pensa che con 10mila euro ci si compra un posto nella società più tecnologica del paese?” Probabilmente aveva ragione, dato che Renzi non è certo più allo zenit della sua carriera politica, mentre di Landi si continua a scrivere, indipendentemente dal governo.

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