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Che fine ha fatto il bando per il direttore generale dell’Asi?

Asi

Dopo un anno dalla pubblicazione, il bando per il nuovo direttore generale dell’Asi è stato revocato dal cda dell’Agenzia senza assegnazione dell’incarico. Tutti i dettagli sul caso che sta facendo discutere gli addetti ai lavori

Revocato dopo un anno. Ecco che fine ha fatto il bando per la posizione di direttore generale dell’Agenzia spaziale italiana.

Scaduto il termine per l’invio delle candidature — nonostante ci fosse una terna di candidati — il posto da nuovo direttore generale non è stato assegnato a nessuno.

Anzi, come si legge nell’Informativa sui provvedimenti adottati dal cda dell’Asi nella seduta n. 14/2020 del 29 settembre scorso, c’è anche l’autorizzazione alla revoca della procedura selettiva per l’incarico di direttore generale.

Dall’Agenzia spaziale italiana fanno sapere inoltre a Start Magazine che “a giorni ci sarà una macro riorganizzazione dell’Asi dopodiché si procederà con una nuova selezione” per il ruolo di direttore generale.

Tutti i dettagli.

LA NOMINA DI DG ASI

Il 4 settembre del 2019 l’Asi aveva pubblicato il bando per selezionare il nuovo direttore generale dell’Agenzia. Una fonte ha raccontato a Start che “passato il termine per l’invio delle candidature, ancora non si sa nulla. C’è una terna di candidati. Ma il posto da nuovo direttore generale non è stato assegnato a nessuno. Anzi, il bando è stato “misteriosamente” revocato.

Direttore generale dell’Asi dal 15 maggio del 2015 al 2019 è stata Anna Sirica. Al momento Fabrizio Tosone è stato nominato Direttore Generale reggente con Delibera n. 67 del 24/03/2020 e Decreto del Presidente n. 11 del 30 marzo 2020.

Nonostante quindi la nomina della commissione esaminatrice, la selezione ristretta a una terna di candidati, alla fine il ruolo non è stato assegnato dopo ben un anno.

La revoca risulta infatti dal già citato provvedimento adottato dal cda dell’Agenzia nella seduta dello scorso settembre.

IL RISIKO DELLE NOMINE SPAZIALI

Dall’Asi spiegano che tra le motivazioni c’è una ristrutturazione dell’Agenzia presieduta da Giorgio Saccoccia prevista a giorni. “Dopodiché si procederà con una nuova selezione” per il ruolo di direttore generale.

Eppure l’interrogativo sulla causa della revoca del bando resta. Che l’Asi l’abbia messo in stand-by in attesa di conoscere l’assegnazione di altri due incarichi pendenti nel settore spaziale?

Sono tre infatti quest’anno gli incarichi nel settore che devono essere ancora assegnati. Dalla posizione di nuovo direttore generale dell’Asi, a quella di space attaché a Washington fino all’ambita posizione di prossimo direttore generale dell’Agenzia spaziale europea (Esa).

Proprio quest’ultima è quella che sta stressando di più il governo Conte, visto che a quanto ha riportato il quotidiano La Verità la scorsa settimana, sarebbero stati “esclusi i candidati italiani per la direzione generale dell’Esa. A quanto pare il comitato che doveva selezionare i nomi che poi saranno scelti dal Consiglio ha accantonato sia Simonetta Di Pippo, sostenuta da governo e da Massimo D’Alema, sia Roberto Battiston, sposato con una nipote di Romano Prodi e auto candidatosi”. Ora “le diplomazie sono al lavoro per estendere il numero dei selezionati”.

Si tratta dunque di un vero e proprio risiko quello delle nomine spaziali in Italia.

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