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Che cosa ci sarà nel Tecnopolo di Bologna visitato da Draghi

Tecnopolo Bologna

Il Tecnopolo di Bologna ospiterà il Data center del Centro meteo europeo e il nuovo supercomputer del Cineca

 

Con l’arrivo al Tecnopolo di Bologna è iniziata la giornata emiliana di Mario Draghi.

Il presidente del Consiglio ha visitato la struttura di via Stalingrado — ex Manifattura Tabacchi — che ospiterà il Data center del Centro meteo europeo e il nuovo supercomputer Leonardo gestito da Cineca.

Non solo. Il Tecnopolo “è candidato come sede del progetto di ricerca europeo ‘Copernicus’ e ad accogliere la United Nations University, l’Ateneo delle Nazioni unite” ha ricordato il Resto del Carlino.

“Il Tecnopolo di Bologna è il luogo dove potrà emergere il potenziale del Paese” ha sottolineato oggi il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. “Grazie a questa infrastruttura, infatti, l’Italia avrà una posizione di assoluta eccellenza nell’ambito dei Big data e della capacità di calcolo.Il solo supercomputer Leonardo è destinato a cambiare la geopolitica del supercalcolo mondiale e il peso della Data Valley emiliana-romagnola: in essa si concentrerà oltre l’80% della potenza di calcolo nazionale e il 20% di quella europea, una capacità che metterà l’Europa in grado di competere con i colossi Stati Uniti e Cina”.

Tutti i dettagli.

LA VISITA DI DRAGHI AL TECNOPOLO DI BOLOGNA

Il premier Draghi ha visitato gli spazi del Tecnopolo, accompagnato da Bonaccini e dalla vicepresidente della Regione, Elly Schlein.

L’infrastruttura presso egli oltre 120mila metri quadri di superficie dell’ex Manifattura Tabacchi si appresta a diventare Hub di riferimento per la Rete regionale dei Tecnopoli, uno dei progetti cardine per l’ecosistema dell’innovazione dell’Emilia-Romagna, avviato grazie ai Fondi europei Por Fesr.

GLI INVESTIMENTI

Gli interventi in corso nell’area di circa 120.000 metri quadrati sono suddivisi fra sei lotti. Per la loro realizzazione, al momento sono stati stanziati oltre 220 milioni di euro (125 milioni di fondi statali; 90 milioni di fondi regionali; 7 milioni di fondi europei).

“Come ministero dell’Università e della Ricerca abbiamo investito in maniera significativa sul progetto del Tecnopolo indirizzando risorse nazionali ed europee per oltre 150 milioni di euro” aveva dichiarato lo scorso luglio ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi.

SEDE DEL DATA CENTRE DEL CENTRO METEO EUROPEO

La prima infrastruttura presente al Tecnopolo di Bologna è il Data Centre del Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), organismo internazionale con sede a Reading (UK) che vede la partecipazione di 22 Stati membri, fra cui l’Italia, e 12 paesi cooperanti.

Il Data Centre del Centro meteo si estende in un’area di 21.500 mq all’interno del Tecnopolo. L’investimento complessivo è stato di 63 milioni di euro: 43,5 a carico del ministero dell’Università e della Ricerca e 19,5 della Regione Emilia-Romagna. I tecnici del Centro Meteo di Reading sono già al lavoro per implementare la parte tecnologica dell’infrastruttura.

OSPITERÀ DUE DATA CENTER

Al Tecnopolo troveranno spazio due Data centre di scala internazionale, del Cineca e dell’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica).

TRA CUI QUELLO DEL CINECA

Istituito nel 1969, Cineca è un polo di ricerca e innovazione tecnologica, con sedi a Bologna, Milano, Roma, Napoli, Chieti. Si tratta del maggiore centro di calcolo in Italia che gestisce il supercomputer Leonardo.

Come aveva scritto Maria Scopece su Start, “con le sua attività offre supporto alla comunità scientifica attraverso il supercalcolo, realizza sistemi gestionali per le amministrazioni universitarie e il MIUR, progetta e sviluppa sistemi informativi per pubblica amministrazione, sanità e imprese”.

Tuttavia, le attività e i finanziamenti di Cineca sono finite sotto la lente di ingrandimento di Bruxelles. Proprio lo scorso marzo la Commissione Europea ha aperto un’inchiesta per valutare se i finanziamenti dell’Italia in favore del consorzio Cineca sono in linea con le norme europee sugli aiuti di Stato. “In Europa dovranno capire se i fondi che arrivano, dal 2004, al Cineca dall’Italia per la fornitura di servizi informatici al Ministero dell’Istruzione e a diverse università italiane, costituiscono aiuto di Stato illegale e incompatibile con le norme comunitarie.”

IL SUPERCOMPUTER LEONARDO

Ci sarà inoltre il supercomputer Leonardo, dedicato al calcolo scientifico ad alta prestazione, di proprietà della Commissione europea. Il nuovo supercomputer europeo vale 240 milioni di euro: 120 milioni per la macchina finanziati dall’Unione europea, 120 milioni dal governo italiano per l’allestimento e la gestione, a cui si somma lo stanziamento della Regione per la struttura.

A fornire il software del sistema Leonardo ci sono l’americana Nvidia, insieme alla francese Atos. Leonardo dovrebbe iniziare a elaborare dati nel 2021 e diventare pienamente operativo nel 2022. Una volta operativo, il Cineca utilizzerà Leonardo per un’ampia varietà di attività di ricerca. Con la sua enorme potenza di calcolo, che gli consentirà di eseguire più di 248 Petaflop o più di 248 milioni di miliardi di calcoli al secondo, Leonardo si classificherà tra i migliori supercomputer al mondo. Aprirà così la strada verso la prossima frontiera del supercalcolo, eseguendo più di un miliardo miliardi di operazioni al secondo (exaflop).

PREVISTO L’ARRIVO DI ENEA, INAF E ART-ER

Nel suo complesso, oltre al Data Centre del Centro meteo europeo, al supercomputer Leonardo e all’IFAB, al Tecnopolo di Bologna è già previsto l’insediamento, fra gli altri, di: Centro di ricerca ENEA negli ambiti delle energie rinnovabili e dell’economia circolare; Agenzia Italia Meteo Centro ricerca Università di Bologna; Biobanche e scienze della vita dell’Istituto Ortopedico Rizzoli; Competence Center Nazionale BI-REX per industria 4.0; INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica e ART-ER, società consortile della Regione Emilia-Romagna per la ricerca e l’innovazione, che associa tutte le Università e i Centri di ricerca nazionali presenti nella Regione Emilia- Romagna.

CANDIDATO COME SEDE DI COPERNICUS

Infine, la Regione è impegnata con il Governo a presentare la candidatura del Tecnopolo per il Progetto europeo Copernicus, iniziativa dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e della Commissione europea.

Come aveva sottolineato Il Sole 24 Ore, l’assegnazione porterebbe a Bologna “120 milioni di finanziamenti e altri 250 ricercatori, finalizzata a fornire entro il 2021 l’autonomia gestionali ai membri Ue in tema di sicurezza e ambiente tramite rilevazioni satellitari. Il ministero degli Esteri ha già sposato la candidatura di Bologna, stanziando 40 milioni di euro, e affidando alla Regione i poteri speciali su tutta l’area del tecnopolo per velocizzare i cantieri. La call europea è prevista il 1° ottobre”.

UNA GARA COMPLICATA

Ma per il Tecnopolo di Bologna non sarà scontato ospitare Copernicus.

“La gara per Copernicus sarà complicata perché ci sono gli altri Paesi europei, particolarmente agguerriti, più dell’altra volta quando vincemmo la gara per portare il Data center e qui non c’era ancora nulla” aveva rimarcato lo scorso settembre il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, come riporta il Sole 24 Ore. “Oggi le condizioni per portare qui la piattaforma satellitare ci sono, con un sito che nel frattempo ha vinto anche il super calcolatore europeo Leonardo”.

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