Innovazione

Che cosa ha scritto Davide Casaleggio su venture capital e innovazione dopo gli articoli di Start Magazine

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Start Magazine al centro del dibattito giornalistico su presente e futuro del venture capital per l’innovazione in Italia. A dare il “la” al dibattito è stato un articolo di Start Magazine in cui si dava conto della posizione di Davide Casaleggio, presidente della Casaleggio Associati e numero uno dell’associazione Rousseau che lavora per il Movimento 5 Stelle, in cui Casaleggio jr esprimeva idee “sovraniste” per il settore, auspicando un ruolo più attivo dello Stato sull’innovazione digitale, come aveva detto giorni prima il figlio di Gianroberto Casaleggio, fondatore con Beppe Grillo di M5S, nel corso di un seminario a porte chiuse. Casaleggio, parlando poi a latere del convegno con il giornalista di Mf/Milano Finanza, aveva indicato le politiche francesi come modello da seguire in Italia.

L’INTERVISTA A CARNEVALE MAFFE’

Start Magazine, dopo l’articolo in cui dava conto con le idee di Casaleggio, ha avviato un dibattito a più voci, sentendo per primo il professore bocconiano Carlo Alberto Carnevale Maffé, che da anni si occupa di questi temi. L’economista ha criticato le tesi di Casaleggio, contestando la bontà assoluta del ruolo statale nel settore e auspicando invece di seguire il modello statunitense. (qui l’intervista integrale)

LA REPLICA DI CASALEGGIO JR

Ieri Casaleggio ha replicato alle critiche di Carnevale Maffé con un post su Facebook in cui auspica che lo Stato faccia da “acceleratore del mercato”. Non solo: “Concordo pienamente con il prof. Carnevale Maffé che le aziende italiane debbano internazionalizzarsi per riuscire ad avere economie di scala sufficienti a reggere la competizione delle aziende estere. Auspico tuttavia che possano essere le aziende oggi presenti in Italia a espandersi acquisendo quelle estere e non il contrario come purtroppo sempre più spesso sta accadendo portando come conseguenza anche la delocalizzazione delle nostre imprese”.

IL POST SU FACEBOOK

Ecco di seguito altri passi salienti del post di Casaleggio su Facebook:

“La possibilità di sostegno al sistema attraverso il finanziamento statale è solo una componente della soluzione prospettata per colmare questo gap, ma è altrettanto importante”, scrive Casaleggio, parlando dopo del modello parigino: “Lo dimostra per esempio il caso francese che solo dieci anni fa (non da decenni come alcuni pensano) si trovava nella situazione in cui si trova l’Italia oggi rispetto agli investimenti in Venture Capital, ed ora investe venti volte di più con molti casi di successo. Spesso si pensa che le realtà estere siano sempre state più avanti, quando invece non è così: c’è sempre stato un momento in cui si sono cambiate le cose e si è invertita la tendenza”.

TRA FRANCIA E STATI UNITI

Il presidente di Casaleggio ha insistito sul caso francese: “La Francia ha iniziato creando la Banca Pubblica di Investimento che ha razionalizzato gli investimenti pubblici esistenti pur mantenendo le decisioni a livello locale e successivamente nel 2012 ha impresso un’accelerazione al settore coinvolgendo anche i privati. Gli Stati Uniti sono partiti qualche anno prima trovandosi nella stessa nostra situazione già nel 1979, anno in cui hanno adottato la Prudent Man Law che ha dato avvio al mercato del Venture statunitense che oggi garantisce tramite i suoi investimenti oltre 4 milioni di posti di lavoro”.

LA MORALE DI CASALEGGIO JR

Conclusione di Casaleggio: “Ritengo quindi sia importante sistematizzare gli investimenti pubblici già attivi, spesso tramite finanziarie regionali, e potenziare il meccanismo di fondi in modo che non sia lo Stato a decidere la bontà delle iniziative, bensì funga da acceleratore del mercato. Questo permetterebbe anche di intercettare i finanziamenti del Fondo Europeo di Investimento che spesso trova più facile collocarli negli altri Paesi europei piuttosto in Italia”.

IL RAPPORTO

Nel rapporto sul Venture Capital (scaricabile da www.casaleggio.it) si indicano altri aspetti da gestire per lo sviluppo di un ecosistema del finanziamento in Italia come l’educazione tecnico-scientifica, le regole del mercato del lavoro, il funzionamento della giustizia, la semplificazione fiscale e burocratica e la certezza del diritto.

LE PROPOSTE

Nel corso del recente seminario a porte chiuse, Casaleggio aveva anche sottolineato, come ricostruito da Start Magazine: se andiamo anche a vedere il venture capital (l’apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo) da noi, rispetto all’estero, abbiamo – ha detto il numero uno di Casaleggio Associati e il fondatore-tesoriere di Rousseau – un ventesimo degli investimenti francesi, un quarantesimo di quelli della Gran Bretagna. E questo è dovuto non tanto a una casualità generica ma alla mancanza di approccio sistemico al tema dell’investimento all’innovazione.

LA MAPPA REGIONALE

Se si analizzano le operazioni in base alle regioni dove si sono realizzate, da un’altra slide della ricerca di Casaleggio Associati emerge una spaccatura fra Nord e Sud, come svelato da Business Insider Italia: “Le regioni con maggiore impatto digitale rispetto al numero di operazioni fatte sono principalmente localizzate al Nord e centro Italia”, è scritto. A parte il caso positivo della Campania, che è in testa, in nessuna delle altre dieci posizioni c’è una regione meridionale. Le regioni più virtuose – ossia dove le operazioni di private equity hanno avuto un effetto positivo per la digitalizzazione delle aziende – sono in particolare Veneto, Emilia Romagna, Marche, Friuli, Piemonte e Lombardia.

MODELLO FRANCESE

La stella polare di Casaleggio in questo settore – ha detto al giornalista Marcello Bussi di Mf/Milano Finanza a latere del seminario – è Francia dove – ha detto l’imprenditore a margine del seminario – “la razionalizzazione degli investimenti statali è stata portata avanti grazie alla creazione della Banca Pubblica di Investimento che ha fatto ordine tra tutte le finanziarie statali locali, che in Italia ancora esistono”. Il percorso francese ha permesso di avere oggi venti volte gli investimenti di venture capital dell’Italia e cinque volte il numero di operazioni di Private equity, secondo Casaleggio.

INVESTITORI STRANIERI VADE RETRO?

Infine, la visione “nazionalistica”. “Il nostro Paese possiede già tutte le soluzioni al problema del finanziamento dell’innovazione – ha detto – Ma il coinvolgimento di attori esteri come advisor, il finanziamento statale di soggetti esteri e gli investimenti all’estero e non in Italia da parte dei fondi istituzionali italiani sono sicuramente parte di questo problema”.

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